LA F1 E’ ANCORA PERICOLOSA

Nonostante la facciata da videogame di Playstation che la F1 ha assunto ultimamente, gli incidenti del gp di Monaco ci riportano sulla terra e ci ricordano, come dicono gli inglesi, che Motorsport is dangerous, il motorsport è pericoloso. Perez e Petrov per fortuna sono scesi incolumi dalle loro vetture, anche se il messicano ha dovuto saltare il gp. Di questo bisogna ringraziare la sicurezza delle monoposto aumentata in modo esponenziale e l’utilizzo del collare Hans che sorregge la testa dei piloti. Solo una ventina di anni fa in un incidente come quello di Perez , Karl Wendingler, sempre su sauber tra l’altro, uscito nello stesso punto e stesso modo rimase in coma per un mese. Da quella stagione tragica, il 1994, dopo le morti di Senna e Ratzenberg, gli incidenti di Wendingler, Montermini, Barrichello, Lamy, Letho, cambiò la costruzion e delle monoposto e l’attenzione verso la sicurezza del pilota. Di questo dobbiamo ringraziare Max Mosley che non deve essere ricordato solo per le orgie naziste a cui partecipava, quelle non c’entrano con il lavoro fatto in tutti questi anni.Se la Fia sotto Mosley non avesse insistito ad introdurre certe misure, come sarebe andata oggi per Perez? Un’altra considerazione va alle piste. Lasciamo stare al momento il cercare di capire perchè da 50anni non si sposta quel rail all’uscita del tunnel di Montecarlo. I tilkodromi di ultima generazione, con le vie di fuga come aeroporti, ci hanno fatto dimenticare il senso del pericolo nei tracciati e del fatto che un errore di guida  può costare ancora caro. E’ bastato che sabato Perez sia uscito di traiettoria ed abbia raccolto “un po’” di trucioli di gomma per trovarsi con la sua Sauber ingovernabile. Fosse stato a Shangai, Abu Dhabi o altro non sarebbe successo nulla…ma  Monaco non perdona. Non perdona come le piste old style tipo Suzuka, dove se sbagli paghi.Ovvio che la sicurezza nei circuiti non è sbagliata, ma nemmeno avere spazi come aeroporti ai lati delle piste dove anche se sbagli va tutto bene e torni in gara.Non si deve arrivare all’eccesso proposto da Merzario con il ritorno dei paletti lungo la pista, ma mi sembra che questa generazione di piloti stia perdendo il senso del pericolo e del limite. Basti guardare la Gp2 e quanti incidenti succedono ad ogni gp. Anche per ridare valore al pilotaggio, il ritorno di qualche via di fuga in sabbia, il correre in veri circuiti cittadini e non finti come Valencia e Singapore, avere tratti che se sbagli paghi con il ritiro, riporterebbe la coscienza nei piloti, specialmente nei più giovani e spericolati, che nel motorsport ci si può ancora fare male.