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Formula 1

La F1 e l’insana regola del budget cap

2012 German Grand Prix - Sunday

Ci risiamo, l’idea del budget cap, promossa, provata, protagonista di mille polemiche e poi definitivamente bocciata, pare di nuovo tornare in auge. Jean Todt, in qualità di Presidente della FIA, avrebbe intenzione di riproporla di nuovo al consiglio mondiale che si terrà oggi a Ginevra. L’intento è quello, tra l’altro dichiarato dallo stesso ex ds Ferrari, di calmierare i costi per salvare i piccoli team.

Calmierare i costi per salvare i team più piccoli, siamo tutti perfettamente d’accordo, è il come che ci crea qualche dubbio. Lo stesso Todt ammette di voler riportare un’idea già bocciata dagli stessi che oggi si lamentano. Ora che sono in braghe di tela cambieranno idea? Anche se fosse, e dubitiamo, il cost cap, il budget cap o come lo si voglia chiamare. è un palliativo e non una soluzione.

Chiariamoci, l’idea è buona, ma è l’applicazione che ha già dimostrato di non essere quella giusta. Stabilire che, ad esempio, una stagione di Formula 1 debba costare 100 milioni di euro è buon inizio, ma a nostro avviso la conseguenza diretta dovrebbe essere avere un regolamento che costi 100 milioni di euro, non stroncare le spese a quota 100. E’ una differenza sottile ma fondamentale.

Non si può avere un regolamento che consente – e obbliga, in fin dei conti – a spendere 2\300 milioni a stagione (almeno) per vincere e decidere di punto in bianco che bisogna spenderne solo 100. E’ un assurdità che creerà mille polemiche perchè i team, e più di loro i grandi Costruttori, troveranno sempre una via esterna per spendere quanto necessario ma extrabudget. Chi è che decide di perdere solo perchè non può spendere di più? Chi potrebbe impedire, ad esempio, a Honda di provare il nuovo motore su una Superformula, a Mercedes di testare nuove sospensioni su un DTM o alla Ferrari di testare la nuova meccanica su un prototipo magari stradale? Qualcun altro potrebbe commissionare all’esterno lavori di sviluppo impossibili da fare in fabbrica e farli poi rientrare come lavoro proprio. Noi stiamo banalizzando, di certo queste cose saranno chiarite fin nei dettagli e sono le più macroscopiche, ma la sostanza non cambia: non puoi fare un regolamento che costa 300 e imporre di spendere solo 100.

Allora l’altra via, molto meno percorribile almeno nel breve, brevissimo periodo, è quella di (ri)scrivere un regolamento che costi 100 e che faccia in modo che spendere di più sia superfluo. Per dire, se per vincere servono 100 milioni, spenderne 150 diventerebbe un’inutile spreco di denaro perchè non c’è motivo di sviluppare null’altro per essere più competitivi, è già tutto al top, direbbe Briatore. Chi vorrà spendere potrà comprare motorhome più grandi, usare solo supercar come auto aziendali, pagare un tanto al kg i piloti, ma nulla che faccia andare la macchina più veloce. Ma non perchè non si può, ma semplicemente perchè non serve, non ha senso.

Questo, inevitabilmente, vuol dire mettere mano pesantemente alla ricerca tecnologica e allo sviluppo. Si torna quindi alla cara e vecchia domanda a cui non si avrà mai risposta: la Formula 1 è un campionato fatto per gli appassionati o per i Costruttori? Meglio gare più divertenti o schierare il massimo della tecnologia (e dei costi) disponibile?

Chi vi scrive è profondamente convinto che chi guarda le gare accetterà di buon grado una vettura 2, ma anche 5, secondi più lenta, ma che consenta una griglia di 30 macchine più o meno competitive, piuttosto che avere una vettura obiettivamente il non plus ultra della tecnologia ma che rischia di correre da sola o tra pochi intimi. Non si tratta di voler ridurre la F1 ad un monomarca o farla diventare un semplice “circo” per gli appassionati, ma capire e agire sul futile e sul fine a se stesso. Su ciò che innalza i costi senza portare reali benefici.

Non è semplice, ci sono tanti, troppi, interessi in ballo e gli stessi protagonisti del mondiale hanno ampiamente dato dimostrazione che le loro priorità sono altre. Ma prima o poi, se si continuerà a spendere più di quello che si riesce a guadagnare, sarà una questione da affrontare seriamente. 30 milioni di euro a stagione per dei nuovi motori più puliti saranno anche un bel modo di mostrare la tecnologia e il pollice verde di chi fa meno di 2 km con un litro di benzina, ma è una cosa fuori dalla realtà. F1 inclusa.

Massimiliano Palumbo

Di Massimiliano Palumbo

Innamorato del Motorsport, appassionato di motori, talebano delle corse. Potete contattarmi via mail scrivendo a mpalumbo@motorsportrants.com, tramite Twitter menzionando @Palumbo_Max, oppure sulla pagina "Aforismi da corsa" su Facebook, o ancora su G+ al link qui sotto oppure su Instagram "palumbo_max"