L’Italia s’è desta, dell’elmo di Giovinazzi s’è cinta la testa!

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Prendiamo in prestito l’onorevole passo dell’Inno di Mameli per fare il nostro, personale, inno in omaggio ad Antonio Giovinazzi ed alla sua clamorosa impresa nel Baku Grand Prix di GP2 svoltosi a contorno del primo Gran Premio di F1 nella storia dell’Azerbaigian. Roba da urlo Signore e Signori quello che il nostro portacolori più pimpante al momento è riuscito a confezionare in riva al Mar Caspio, portando a casa ambo le ‘manche’, seppur in maniera totalmente diversa come dinamiche di gara. Ma alla fine, come ci insegna la proprietà commutativa, cambiando gli addendi il risultato non cambia.

In gara 1 l’alfiere della Prema Powerteam – altro orgoglio Made in Italy – parte dalla pole, ma allo spegnimento dei semafori fa slittare troppo le gomme e così si ritrova quinto alla prima curva. Complice il festival di safety car, prevedibile parlando di GP2 e delle azioni di gara discutibili da parte di alcuni drivers, i pit-stop e dei bei sorpassi, il pilota pugliese è riuscito a riacciuffare la prima piazza al diciottesimo giro superando un altro italiano di razza, Raffaele Marciello, che poi con il terzo posto finale confezionerà in maniera perfetta la festa tricolore, la prima con la firma di Giovinazzi.

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Ma lo sballo, il godimento puro, la festa finale per noi in poltrona arriva nella gara della Domenica. Al via ancora problemi per Antonio, questa volta di natura tecnica. Al primo giro il motore va in protezione (succede quanto l’unità motrice si surriscalda troppo, ndr) e rallenta di colpo scivolando ultimo. Risolto al volo il problema l’italiano si lancia in una furiosa rimonta fatta di sorpassi al limite e con l’aiuto anche di qualche safety car qua e la (vale ancora quanto detto sopra a proposito di cervelli connessi sotto il casco), raggiunge il leader e compagno di scuderia Pierre Gasly negli ultimi giri. Dopo fasi intense di studio, l’attacco finale riesce all’inizio dell’ultimi giro, in curva uno, con tanto di DRS bloccato come se non bastasse. Il compagno francese è inerme ma riesce a tenere la seconda piazza e a regalare la prima doppietta Prema in GP2. E poi l’arrivo, la gioia, il tricolore che sventola più alto di tutti ai confini dell’Europa, per la seconda volta, per sempre nella storia.

 

Roberto Del Papa – @papix27