Categorie
Formula 1

McLaren: fuori Perez, dentro Magnussen

Si muove il mercato piloti in F1 e le pedine cominciano ad andare al loro posto. Dopo l’annuncio del passaggio di Massa in Williams si attende a breve l’ufficialità di Magnussen in McLaren al posto di Perez.

Il giovane pilota danese, figlio d’arte (anche papà Jan corse un Gp in McLaren, ad Aida nel 1995), ha compiuto 21 anni lo scorso 5 ottobre ed è un prodotto del vivaio del team inglese.

Kevin ha già guidato la McLaren nei test di Abu Dhabi del 2012 e di Silverstone di quest’anno impressionando per velocità e capacità di adattamento.

Magnussen, che ha avuto modo di lavorare anche al simulatore, vanta un ottimo curriculum nelle formule minori: campione di Formula Ford danese nel 2008, secondo nella Formula Renault Nec nel 2009, terzo in Formula 3 tedesca nel 2010, secondo in Formula 3 inglese nel 2011, campione della World Series Renault nel 2013 (battendo Stoffel Vandoorne, altro prodotto del vivaio McLaren,anche lui pilota di buone prospettive).

Le voci di un suo possibile approdo in prima squadra già nel 2014 avevano iniziato ad infittirsi dopo l’assenza (apparentemente immotivata, ma a questo punto probabilmente strategica) nei recenti test della Gp2.

Come valutare la sua promozione?

Sicuramente è un fatto positivo che un team blasonato ed importante decida di dare fiducia ad un giovane promettente, per di più “cresciuto” in squadra.

La scelta della McLaren è coraggiosa e và apprezzata perché è controcorrente, specie in un momento come questo di grandi cambiamenti regolamentari dove l’opzione più facile e scontata sarebbe quella di puntare sulla continuità e sull’esperienza.

Il rovescio della medaglia è che, cosi facendo, McLaren scarica Perez dopo appena una stagione.

Il messicano, 23 anni, rischia di passare dalle stelle alle stalle nel breve volgere di un anno.

Sergio, forte di un 2012 corredato da belle prestazioni e tre podi con la Sauber, fu scelto dalla McLaren per sostituire il partente Hamilton: che il messicano godesse di fama di astro nascente è testimoniato dal fatto che la scelta della McLaren fu in generale accolta positivamente,anzi fu la Ferrari a vedersi arrivare addosso la critica di aver lasciato andar via un prodotto del proprio vivaio e di non averlo promosso al posto di Massa.

Addirittura qualcuno si spinse ad affermare che la mossa non fu messa in atto per non minacciare l’egemonia di Alonso all’interno del team.

Certo che a distanza di 12 mesi (Perez scaricato dalla McLaren, Massa sostituito da Raikkonen) quelle accuse risultano molto ridimensionate.

L’opinione di scrive è che questa vicenda è la testimonianza perfetta di quanto la competitività della macchina possa influenzare prestazioni, risultati e giudizi.

Probabilmente Perez non era un fuoriclasse un anno fa (del resto aveva realizzato solo sei punti in più di Kobayashi che invece si è ritrovato a piedi) e non è un brocco oggi, ma semplicemente un pilota giovane, con dei punti di forza, ma anche con delle criticità che può e deve superare con l’esperienza.

Catapultato per la prima volta nella realtà di un top team, con la macchina peggiore che la McLaren abbia sfornato da diversi anni a questa parte e con un compagno come Button (sottostimato da tanti, ma pur sempre un campione del mondo in grado di realizzare più punti di Hamilton in tre anni complessivi di convivenza con Lewis), Perez ha reso al di sotto delle aspettative, ma probabilmente ha avuto le sue attenuanti e,disponendo ancora di margini di miglioramento, forse meritava una seconda chance (per dire, il primo anno in McLaren Raikkonen fece 24 punti contro i 41 di Coulthard!).

In questo senso sulle scelte della McLaren potrebbero aver giocato anche aspetti extra-sportivi: al termine di questa stagione scadrà il contratto con la Vodafone, il munifico “title sponsor” del team.

Scegliendo a suo tempo di prendere Perez forse in McLaren si aspettavano di attirare la Telmex di Carlos Slim e infatti la nuova partnership avrebbe dovuto essere annunciata il 2 dicembre.

Ora la McLaren prende tempo e ritarda a gennaio-febbraio l’annuncio del nuovo title sponsor, che secondo quanto dichiarato da Whitmarsh non è stato ancora trovato, a conferma del ripensamento della Telmex.

A questo punto è lecito chiedersi se tale ripensamento sia stato causa od effetto dell’avvicendamento Perez-Magnussen.