Melbourne, L’analisi del venerdì

Si è aperto all’insegna di Vettel e della RedBull il weekend del gp di Australia, primo appuntamento del mondiale 2013 di F1. Il tre volte campione del mondo ha realizzato il miglior tempo in entrambe le sessioni, precedendo nella prima le Ferrari di Massa ed Alonso e nella seconda il compagno di squadra Webber.

Dopo il primo approccio nella free practice 1, nella seconda sessione i tempi sono scesi di circa un secondo e tre decimi (complici ovviamente la miglior gommatura della pista,il feeling crescente dei piloti e il miglior adattamento dei team in termini di set-up).

Alla fine la classifica ci dice che abbiamo 8 vetture racchiuse in meno di un secondo (dall’ 1.25.908 di 1.26.885 di Massa): tra il tedesco e il brasiliano si sono inseriti -come dicevamo- Webber (staccato di 264 millesimi dal team-mate), Rosberg (a 414 millesimi), il duo della Lotus (Raikkonen a 453 millesimi e Grosjean a 772), quindi Alonso (sesto a 840 millesimi) ed Hamilton (+0.864).

Tutti hanno ottenuto la loro miglior prestazione con la mescola più morbida (ricordiamo che qui la Pirelli ha optato per il salto di mescola portando supersoft e medie).

Diciamo che per motivi diversi Vettel (traffico nel primo time attack con le supersoft), Hamilton (bloccaggio dell’anteriore con relativa escursione di pista sempre nel primo tentativo con le supersoft) e Massa (malfunzionamento del kers nel giro “buono”) hanno ottenuto prestazioni inferiori rispetto al loro reale potenziale, che nel caso di Vettel è migliore di circa tre decimi.

Ottimo Sutil in nona posizione (con un gap di un secondo e mezzo dalla vetta),Hulkenberg -anche lui positivo- chiude la top ten, molto in difficoltà invece le McLaren (Button e Perez sono undicesimo e tredicesimo con distacchi oltre i due secondi e tre decimi).

Il team di Woking è forse quello che ha modificato di più la vettura rispetto allo scorso anno (seguendo la Ferrari nella scelta della sospensione anteriore di tipo pull-rod) e quindi probabilmente necessita di tempo per capire come far funzionare al meglio le nuove soluzioni tecniche, a maggior ragione se consideriamo che l’Albert Park è un circuito abbastanza peculiare (cittadino si, ma medio-veloce).

La Mercedes,invece, ha denunciato problemi di affidabilità con entrambe le vetture ferme in pista: guasto al cambio per Rosberg, problema alla carrozzeria per Hamilton finito lungo in una via di fuga.

Cercando di capire qualcosa in più rispetto alla semplice lettura della classifica dei migliori tempi ci concentriamo su due aspetti tra loro collegati: rendimento gomme e passo sui long run.

Quanto al primo aspetto ci interessa innanzitutto valutare il delta prestazionale tra le due mescole sul giro secco: tra i piloti di vertice Grosjean,Raikkonen e Rosberg sono quelli che hanno migliorato di più passando dalle medie alle supersoft (togliendo tutti e tre oltre un secondo), Alonso e Webber,invece, hanno rosicchiato sette decimi.
Miglioramenti meno significativi (per i motivi detti prima) per Vettel (373 millesimi), Massa (87 millesimi) ed Hamilton (appena 4 millesimi: con un giro pulito Lewis sarebbe stato molto vicino a Vettel!).

A questo punto possiamo fugare anche un timore che era emerso nei giorni scorsi e cioè quello che, per via del nuovo format delle qualifiche (è vero che in q3 e in Q2 sono eliminate 6 vetture anzichè 7 visto che non c’è più l’Hart, ma proprio per questo ci sono 2 eliminati “sicuri” in meno e quindi il confronto è teoricamente più serrato), le squadre di vertice sarebbero state obbligate ad usare le supersoft già in q3 arrivando di fatto in q1 a corto di gomme tenere rinunciando a quel punto al tentativo di qualifica nella sessione decisiva.

Non dovrebbe essere questo il caso a Melbourne perchè il distacco accusato da Toro Rosso e Williams (oltre i due secondi e sette decimi) avrebbe consentito a RedBull,Lotus,Mercedes, Ferrari ed anche alla Force India di Sutil di accedere in q2 usando solo le medie e addirittura i primi otto sarebbero entrati in q1 senza necessità di dover utilizzare le supersoft.

Capitolo degrado: tanti gli interrogativi che accompagnano questo aspetto. Nelle prove invernali abbiamo assistito ad un crollo verticale dei tempi nelle simulazioni di gara, o comunque nei long run, che alla Pirelli avevano addebitato prima all’asfalto di Jerez e poi alle temperature basse di Barcellona.

All’Albert Park il problema delle temperature non si è posto oggi (con l’asfalto ben oltre i 30 gradi e l’aria mai al di sotto dei 20), mentre domani le previsioni danno temperature più fresche con vento e possibilità di pioggia. Per quanto riguarda l’asfalto, quello di Melbourne è in buone condizioni: ovviamente trattandosi di un cittadino dove si corre pochissime volte all’anno ad inizio sessione la pista era scivolosa o “green” come dicono gli inglesi, ma con il passaggio delle vetture il tracciato si è decisamente gommato e quindi il grip è migliorato.

Insomma almeno oggi le condizioni erano buone, se non addirittura ottime, ma la situazione è sembrata lo stesso alquanto preoccupante visto che anche a macchina leggera il degrado c’è (le supersoft danno il meglio al primo giro poi calano, addirittura in Ferrari il graning si faceva sentire già nell’ultimo settore del primo giro) e soprattutto nessuno ha fatto run veramente lunghi (cioè di almeno 15 giri).

Jacques Villenevue su Sky è stato molto duro con le Pirelli, a suo giudizio gomme non adatte alla F1, mentre Paul Hembery continua a mostrare tranquillità prospettando 2 o al massimo 3 soste per la gara.

A proposito di ciò cerchiamo di dare uno sguardo al possibile passo gara dei principali protagonisti, tenendo conto nel nostro confronto di due fattori: ovviamente non conosciamo il quantitativo di carburante imbarcato nei long run e poi dobbiamo considerare che durante gli stessi traffico e bandiere gialle potrebbero aver influito in maniera diversa sui tempi dei diversi piloti.

Fatte queste dovute precisazioni confrontiamo i long run di Vettel, Alonso, Massa, Raikkonen ed Rosberg.
Vettel: inizia con gomme supersoft con le quali segna 1:32.731, 1:32.856, poi un giro interlocutorio in 1:36.587, poi 1:34.065, 1:33.281, 1:34.070, 1:34.283, 1:34.823, quindi si ferma ai box per montare le medie con le quali ottiene: 1:35.913, 1:34.291, 1:31.158 e 1:31.151.

Alonso adotta la stessa strategia (prima supersoft e poi medie). Supersoft: 1:32.479, 1:32.637, 1:32.922, 1:33.019, 1:33.471, 1:33.551, 1:34.078, poi pit stop per montare le medie e: 1:33.734, 1:31.615, 1:33.224, 1:34.301, 1:31.784, 1:34.593, 1:34.485, poi due giri di rallentamento ed infine 1:31.796.

Rosberg ha avuto modo di provare solo con le supersoft, peraltro non ha potuto completare il long run per il problema già ricordato sopra. I suoi tempi: 1:34.255, 1:41.627, 1:33.718 , 1:32.936 , 1:35.367, 1:37.180, 1:37.197, 1:36.223, 1:34.258, 1:34.728.

Massa ha usato la strategia opposta rispetto a quella di Vettel e Alonso (cioè ha adoperato prima le medie e poi le supersoft).

Massa: medie: 1:31.894, 1:31.540, 1:31.689, 1:41.947, 1:31.662, 1:32.154, 1:36.573, 1:33.284, poi soft: 1:30.588,1:36.914,1:38.575, 1:32.243, 1:32.861, 1:33.845.

Ancora diverso il programma di lavoro di Raikkonen: un unico long run con le medie (ben 12 giri). Questi i suoi tempi: 1:32.196, 1:32.124, 1:32.844, 1:34.963, 1:33.207, 1:33.077, 1:33.132,1:33.820, 1:35.216, 1:34.291, 1:33.332, 1:35.451, 1:39.145.

A seguire le classifiche dei tempi della prima e della seconda sessione di libere.

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