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Nicola Larini: “Io, Ayrton e quel week end di Imola…”

GP di San Marino

Si celebra oggi il ventennale della scomparsa di Ayrton Senna. Quel week end di 20 anni fa di cose ne ha cambiate. Si è portato via Magic e Roland, ha imposto un cambio netto alla F1, alle sue auto, ai suoi circuiti, alle sue regole. Nulla è stato più come prima, e se proprio vogliamo trovare qualcosa di buono in quei tre giorni di inferno, in quel concatenarsi di eventi così surreale, continuo, cinico, forse è proprio questo: aver fatto scattare un campanello d’allarme che ha cambiato la categoria regina per sempre, rendendola un qualcosa di probabilmente diverso ma più sicura per le generazioni di piloti successive.

Tanti sono gli aneddoti di quei giorni, le piccole cose, i presagi, quelli che a riguardarli oggi sembrano avvisi nero su bianco del destino. Così come tante sono state le polemiche: sulla sicurezza, sulla Williams, sui festeggiamenti sul podio. Quel triste giorno di 20 anni fa, la Ferrari #27 di Nicola Larini finì sul podio, seconda solo dietro all’imprendibile Benetton di uno Schumacher in rapida ascesa.

Abbiamo avuto modo di scambiare velocemente due battute con il Campione DTM 1993, che proprio quel giorno conquistò l’ultimo podio di un italiano su una Ferrari in F1.

Nicola, a Imola quest’anno si celebrerà il ventennale della scomparsa di Ayrton, tu ci sarai?

Sono stato contattato un mese fa, avevo dato la mia disponibilità ma poi nessuno si è più fatto vivo. Mi dispiace perchè ci sarei voluto essere, sarei andato volentieri per ricordare un amico. Tra l’altro, mi era stato prospettato un qualcosa diverso da quello che vedo realizzato, sicchè… Andrò a Imola più avanti, da solo, quando non ci sarà più ressa, così come ho sempre fatto per tutti gli altri miei amici.”

Conoscevi Ayrton?

Beh si, era un collega ma lo conoscevo un pò anche fuori dai circuiti. Sono stato spesso in Brasile da lui, avevamo lo stesso allenatore all’epoca, quel Claudio Ceccarelli oggi a capo di Formula Medicine. Allora era proprio agli inizi, ci usava un pò come cavie e ci si allenava tutti insieme li dove aveva casa Ayrton. Non c’era quel rapporto di amicizia che ci faceva uscire a cena ai Gran Premi, ma quando capitava si stava insieme senza problemi anche extra gara.

Che tipo era?

Era un pò come appariva. Abbastanza riservato, molto dedito al lavoro. Uno che faceva bene il suo mestiere, un pò chiuso si, ma probabilmente anche perchè in alcune situazioni ha subito alcune azioni poco… carine, come quando gli fecero perdere il mondiale in Giappone. Era una persona mite.

E in pista?

Beh…in pista ognuno fa il proprio mestiere. E senza un pizzico di cattiveria non vinci, non esistono santi tra i campioni. Se non hai quel lato lì, che è un fattore importante, è difficile vincere campionati o altro. Quando c’era bisogno di fare a spallate, lui non ci pensava n’attimo, era lì. Ma era normale, visto anche quello che ha vinto. Poi, un conto è quando lo fanno gli incapaci, che ti mettono in pericolo, un conto è quando lo fa uno del suo livello. Magari ha fatto qualche…maialata più di qualcun altro, però faceva parte del gioco e del carattere insito di un Pilota.

Cosa ricordi di quel week end a Imola? Era iniziato con la felicità di correre da italiano con la Ferrari in Italia…

Sostituivo Alesì infortunato in due GP, quello di Imola era il secondo dei due. La gara precedente in Giappone c’era stato l’incidente proprio tra me e lui. Ci siamo ritrovati incolpevolemente invischiati nella carambola creata da Hakkinen al via. Ero a Imola per fare la seconda gara e…mi dispiace per come è andata.

1994 Pacific Grand Prix.

C’era sensazione che mancasse qualcosa sul versante sicurezza?

Mah sai…in quel momento li no. Certo, se le guardi oggi, a vedere quelle macchine li c’è da mettersi le mani nei capelli. Ti vien da dire ma come ca… si faceva a guidare quei cosi li. Ma lo stesso vale oggi per le macchine di 10 anni fa, e più vai indietro e più ti rendi conto di quanto siano cambiate le auto. La tecnologia, lo sviluppo, gli incidenti hanno mostrato come e dove lavorare per evitare certe situazioni. Un’evoluzione viene sempre a causa di qualcosa. Lì, a seguito di una serie di eventi concentrati, c’è stato uno sviluppo incredibile e rapidissimo sia per i circuiti che per le auto.

Non avevate quindi la sensazioni che le vetture fossero poco sicure?

No, allora no. Non lo pensavamo, certo a rivederle oggi… Ma è lo stesso per i piloti attuali, chiedi ad Alonso se considera sicura la sua auto ora e rifagli la domanda tra 10 anni, vedi come cambia la risposta. Tra 10 anni le vetture saranno magari dei missili a cellula chiusa che faranno sembrare bare viaggianti le attuali. Quello sulla sicurezza è un giudizio soggettivo che varia col tempo.”

Dopo gli incidenti di Barrichello al venerdi e di Ratzenberger al sabato, voi piloti vi siete riuniti per parlare di sicurezza?

No, tutte le discussioni ci sono state dopo il GP, dal lunedì successivo. Fino a domenica non è successo nulla.”

Cosa passa nella testa di un pilota che deve correre il giorno dopo la morte di un collega?

Non pensi a nulla. E’ il tuo mestiere, abbassi la visiera e via.”

Sei stato uno dei primi a passare sul luogo dell’incidente, avevi sentore della gravità dell’impatto?

“Beh, avevo capito che la botta non era da poco, però difficile pensare, anche dal punto di vista delle circostanze, che ne è morto uno sabato e ne muore uno anche la domenica…

chorandoQuando siete stati informati che Ayrton non ce l’aveva fatta?

“Alle 5.30”

Quindi sul podio non sapevate ancora nulla…

No, sul podio sapevo solo che avevo tre meccanici con le costole rotte in ospedale – colpiti dalla ruota persa dalla Minardi di Alboreto in corsia box, ndr – Ma se guardi le immagini, in ogni caso sul podio non si è festeggiato nulla, basta guardare le facce di tutti e tre sul podio. Di festa ne è stata fatta ben poca…”

Hai visto il film su Senna? Ti è piaciuto?

Si, l’ho visto. Mi ha fatto ricordare molte cose…e comunque Balestre era molto peggio!

Massimiliano Palumbo

Di Massimiliano Palumbo

Innamorato del Motorsport, appassionato di motori, talebano delle corse. Potete contattarmi via mail scrivendo a mpalumbo@motorsportrants.com, tramite Twitter menzionando @Palumbo_Max, oppure sulla pagina "Aforismi da corsa" su Facebook, o ancora su G+ al link qui sotto oppure su Instagram "palumbo_max"