La penalità di Alonso? Un precedente pericoloso perchè…

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Uno degli argomenti caldi in questo momento in F1 è quello delle partenze, vista l’approvazione per il 2015 della standing start dopo l’intervento della safety car (a questo proposito vi consigliamo l’interessante post del nostro Ermanno Frassoni).

Qui vogliamo approfondire una questione che, incidentalmente, potrebbe finire per ricollegarsi anche alle ripartenze da fermo.

Ci riferiamo alla penalità di 5 secondi inflitta ad Alonso a Silverstone: lo spagnolo, reduce da una qualifica disastrosa che lo aveva visto eliminato già in Q1, si trova a dover partire dalle retrovie e, forse la disabitudine, forse un attimo di disattenzione, forse un errore di valutazione, sbaglia clamorosamente il posizionamento in griglia, fermandosi ben aldilà della sua piazzola (in pratica metà macchina avanti).

L’errore dello spagnolo è solare, come si evince sia dall’immagine dall’alto (in testa all’articolo) che da quella laterale (di seguito).

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Nonostante l’evidenza assoluta dell’infrazione regolamentare, a nostro avviso la corrispondente penalità è stata decisamente inadeguata per almeno tre motivi.

In primo luogo la penalizzazione è arrivata con un ritardo spropositato: come detto l’infrazione era lampante e i commissari, vista l’interruzione della gara protrattasi per quasi un’ora, hanno avuto tutto il tempo e il modo per analizzare l’episodio ed intervenire di conseguenza.

Insomma l’investigazione e l’irrogazione della sanzione potevano avvenire ben prima della seconda partenza.

Ma aldilà della lentezza inconcepibile dei commissari, ciò che sorprende in negativo (e qui veniamo al secondo punto) è il grave errore tecnico in cui sono incappati.

Spieghiamoci meglio. L’articolo 38.9 del regolamento sportivo impone ai piloti, a conclusione del giro di formazione, di schierarsi correttamente nella loro posizione di partenza, mentre l’articolo 38.13 specifica le penalità che possono essere inflitte in caso di falsa partenza (che può essere rilevata dai trasponder o, come previsto dall’articolo 38.15, attraverso mezzi video o elettronici), essendo l’errato posizionamento in griglia un caso di falsa partenza (fattispecie più ampia del cosiddetto “jump start”).

Ora, in caso di falsa partenza sono solo due le penalità che possono essere inflitte: o quella prevista dall’articolo 16.3.b (cioè il drive-through) oppure quella prevista dall’articolo 16.3.c (ovvero lo stop and go di 10 secondi).

I commissari di Silverstone, invece, hanno imposto ad Alonso la sanzione di 5 secondi da scontarsi in occasione del pit stop, sanzione corrispondente all’articolo 16.3.a e assolutamente non prevista dal regolamento in caso di falsa partenza, fattispecie che prevede tassativamente l’irrogazione o del drive-through o dello stop and go (entrambe maggiormente penalizzanti rispetto ai 5 secondi, visto che la prima corrisponde a circa 20 secondi, la seconda a 30).

Insomma Alonso e la Ferrari “se la sono cavata a buon mercato” e gli stewards hanno applicato in maniera errata il regolamento, dando vita ad un precedente potenzialmente pericoloso (e veniamo al terzo punto).

Probabilmente i commissari hanno preferito un approccio soft perché nei fatti Alonso non ha guadagnato posizioni in partenza, anzi le ha perse, ma a questo punto dovevano infliggergli la più leggera tra le due sanzioni tra cui potevano scegliere (e cioè il drive-through).

Compito dei giudici è quello di applicare il regolamento, non di forzarlo a proprio piacimento o, peggio ancora, di diventare loro stessi “legislatori”, creando precedenti scomodi.

E se pensiamo che dal prossimo anno dopo le safety car ci saranno le standing start e che quindi le partenze da fermo si moltiplicheranno, potremmo perfino arrivare al caso paradossale di un pilota che decide volontariamente di schierarsi mezza macchina più avanti, per guadagnare posizioni al via o magari solo per essere sicuro di non perderne rispetto a chi parte dal lato più gommato della pista, visto che la penalità di 5 secondi non ha sufficiente carattere afflittivo.

A volte potrebbe essere preferibile perdere 5 secondi al pit stop piuttosto che rimanere bloccati per buona parte della gara dietro una Force India, per alcuni difficile da superare perfino usando il Drs.

E che dire poi di circuiti come Montecarlo dove la partenza vale mezza gara?

Ovviamente la nostra vuole essere una provocazione, volta soprattutto a sottolineare l’inadeguatezza della sanzioni inflitta ad Alonso in Inghilterra, ma in F1 mai dire mai: abbiamo già visto diventare realtà troppe cose che sembravano solo machiavellismi….

Squadre che fanno andare a muro di proposito un proprio pilota per favorire l’altro (a proposito di ripartenze da fermo, questo è un altro rischio da tener presente), team che decidono di penalizzare volontariamente un proprio pilota sostituendogli senza necessità il cambio per far partire l’altro pilota dal lato pulito della pista, piloti che rallentano di proposito o simulano testa coda durante la prima sessione di qualifica (ricordate Silverstone 2004?) e chi più ne ha più ne metta.

E, siccome sembra che al peggio non ci sia mai fine, forse val la pena che la FIA chiarisca meglio (anche) questo aspetto regolamentare per evitare possibili furbate.