Piccoli team in affanno, la terza vettura rischia di diventare una necessità in F1

F1 Grand Prix of Russia

Era l’ossessione dell’ei fu Presidente Ferrari Montezemolo, è diventata una proposta sostenuta da Bernie Ecclestona ma rischia di diventare un obbligo da qui a breve. Molto breve. Stiamo parlando della possibilità per le squadre, nel frattempo tramutatasi in necessità per la Federazione, di schierare una terza vettura in Formula 1.

Quando fu proposta per la prima volta, ormai un po’ d’anni fa, l’obiettivo era – anche – provare a dare una chance competitiva ai piloti più giovani, senza costringere le squadre a pericolosi (?) salti nel buio. Qualcuno parlò anche di affidare la terza Ferrari a Valentino Rossi, ricordate? Una bell’iniziativa che però con ogni probabilità si sarebbe scontrata con le leggi europee sul libero scambio dei lavoratori ( WRC docet) e quindi, anche per questo, non se ne fece più nulla.

La Formula 1, in oltre 60 anni di storia, è sempre costata un patrimonio, sia ben chiaro. Non è mai stata alla portata di tutti ed ha sempre richiesto fondi non indifferenti. Negli ultimi anni, però, i costi sono saliti forse più del dovuto, mentre tutto intorno l’economia colava a picco, eccezion fatta per paesi arabi e big dell’Asia. I team hanno cominciato a stentare, ad ansimare, a sparire. Si è passati dalle prequalifiche degli anni ’90 a fare colletta e prestiti per permettere alle squadre più piccole di rimanere in pista. Lo stesso Ecclestone ha più volte allargato i cordoni della sua borsa per permettere a qualcuno di essere al via.

Fu deciso il numero chiuso, per aumentare il valore delle singole squadre, ma visto che c’era il rischio di qualche forfait di troppo, tre anni fa fu deciso di allargare la borsa a tre nuovi team. Sullo US F1 stendiamo un velo pietoso, ma anche l’HRT, morto ancora in fasce e dopo una lunga agonia spirato via, non è che abbia fatto una figura migliore. Marussia e Caterham, i due superstiti, sono ormai prossimi alla dipartita dopo anni passati a fare da riempigriglia, a distanze siderali anche dagli ultimi della classe. La buona notizia potrebbe essere, il condizionale è d’obbligo nonostante i nomi coinvolti, che tra un paio d’anni arrivi un nuovo team USA a firma di Genè Haas. Il progetto pare serio e buona parte degli accordi sembrano firmati, ma fino a che la macchina non gira…

La Marussia potrebbe essere salvata da Lawrence Stroll, interessato nel trovare un team in cui far poi correre il figlio Lance, pilota FDA e neo campione italiano Formula 4. Ma se l’obbiettivo finale di Stroll è meramente quello di portare nel circus il figlio, dobbiamo sperare il meglio per Lance oppure l’interesse del padre potrebbe svanire da un momento all’altro, e con questo anche il team…

E qui sta il punto: il numero di team e quindi relative auto in pista. Gli accordi che Ecclestone ha firmato con le TV di tutto il mondo prevedono una griglia minima di 18 vetture. Oggi siamo a 22, ma se per disgrazia dovessero venire a mancare Marussia e Caterham si arriverebbe alla pericolosa soglia di 18, col rischio che anche Sauber non sia della partita o possa mollare a stagione in corso. Haas arriverebbe solo nel 2016, come tamponare questo pericolo? Ecco allora che arriva l’improvvisa e incodizionata apertura di Ecclestone alla terza macchina, che riporterebbe il numero di auto al via almeno a 18 unità.

Come sarebbe una F1 con tre Ferrari, tre Mercedes, tre McLaren, tre RedBull, tre Lotus? Chi far salire sulla terza auto? Belle domande a cui però McLaren e Mercedes hanno già detto no. Per Boullier non c’è il tempo tecnico per allestire tutto il necessario per una terza auto già dal prossimo anno, mentre per Toto Wolf sarebbe un esborso troppo oneroso anche per i Campioni del Mondo in carica. Dai 20 ai 35 milioni in più secondo alcuni. Cosa ne pensa la nuova Ferrari di Marchionne non è dato sapere e risulta piuttosto difficile ipotizzare che Lotus e Williams abbiano  disponibilità finanziarie in abbondanza per moltiplicare le vetture.

La terza auto per i top team, inoltre, sarebbe una mazzata alle speranze di ben figurare dei piccoli. Con tre Ferrari, tre RedBull e tre Mercedes agli altri rimarrebbero le posizioni dal decimo posto in poi, se arriva anche la McLaren, si parte dalla 13esima posizione… E a quel punto a scricchiolare potrebbero anche essere pericolosamente i team “medi”.

Come amava ripetere Ken Tyrrel: “I grandi team avranno sempre bisogno dei piccoli per non arrivare in fondo alla griglia.” E, aggiungiamo noi, la Formula 1 tutta avrebbe bisogno di un regolamento tecnico pensato per costare poco, i budget cup postumi sono come un cerotto dove invece servirebbero punti.

Nel frattempo comincia la conta tra i team principal per capire in quanti saranno ad Austin…

Massimiliano Palumbo