Pirelli e le sfide della Formula 1. Boccafogli: «Gomme ultrasoft per esaltare il talento dei piloti»

Roberto Boccafogli a colloquio con Arrivabene nel weekend del GP Brasile 2015 (© Photo4)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Confermati i quattro compounds di gomme slick già impiegati nel 2015, leggi alla voce hard, medium, soft e supersoft, sebbene con qualche variazione nella costruzione, ecco che il campionato del mondo di Formula 1 2016 al via in Australia nel fine settimana del 20 marzo si prepara a inaugurare la novità rappresentata dalla ultrasoft, inedito artifizio introdotto dall’azienda leader nella produzione di pneumatici con l’obiettivo di fornire ai piloti una mescola di breve durata votata però alle alte prestazioni nel nome di diversificate strategie e tattiche di gara.

Una novità che di fatto potrà essere utilizzata con profitto soltanto in alcuni contesti e su specifici circuiti, anche perché l’elevato degrado della quinta mescola ne sconsiglia l’uso in presenza di asfalti eccessivamente abrasivi. Spetterà quindi alle squadre l’onore e l’onere di destreggiarsi nelle maglie di nuove problematiche relative all’ottimizzazione delle gomme, sulle quali i teams medesimi avranno più voce in capitolo, fermo restando l’invariata gestione delle coperture intermedie e delle «wet» da bagnato estremo durante i weekend dei Gran Premi.

Roberto Boccafogli, da due anni responsabile della comunicazione del brand Pirelli in Formula 1, è senza dubbio la persona più indicata per affrontare tematiche delicate in ambito pneumatici partendo dalla new entry ultrasoft fino ad arrivare alle scelte politiche future della Casa milanese anche in virtù del rinnovo 2017-2019 con Formula One Management e alla prospettiva di due sessioni di test invernali, in programma al Circuit de Catalunya, già di per sé indicative sullo stato di forma delle squadre impazienti di contendersi il palcoscenico del Mondiale 2016.

La rubrica Push to Rants, qui declinata nella versione «in Action», ha provato a fare chiarezza sulle imminenti sfide della Pirelli nel Circus iridato insieme all’ex direttore del settimanale Autosprint nonché ex consulente del canale Rai Sport per quanto attiene al comparto motori.

Ciao Roberto e benvenuto sulle pagine di Motorsport Rants. In concreto, quali effetti produrrà l’introduzione della nuova mescola ultrasoft in Formula 1? Secondo te il ruolo del pilota sarà valorizzato dalla regola delle tre mescole a weekend oppure c’è il rischio che accada il contrario portando alla ribalta un campionato di gomme?

«L’introduzione della ultrasoft in Formula 1 va vista nell’ottica dell’immissione di uno pneumatico di mescola più tenera nella gamma P Zero per i Gran Premi. Questo anche in risposta alla richiesta avanzata da alcuni teams e piloti fino al 2015. Ciò consentirà maggiori prestazioni e maggiore aggressività in alcune situazioni e su certi circuiti, e tale novità dovrebbe secondo Pirelli aggiungere una buona dose di fascino alle gare. La scelta, ora possibile su tre mescole a gara anziché due come in passato, aprirà la strada a una notevole varietà di possibili strategie. I piloti più sensibili ed esperti avranno certamente l’opportunità di fare valere sulla distanza le loro doti, e questo impreziosirà il contributo umano».

Sarebbe un errore affermare che la scelta delle gomme adottata dalla Casa milanese nella stagione 2015 è stata troppo conservativa? È anche da qui che ha preso le mosse la novità ultrasoft?

«Più che di scelta troppo conservativa, parlerei piuttosto di un’abilità sempre più affinata, da parte delle squadre coinvolte, a gestire i nostri pneumatici. Questo fattore ha portato in alcuni casi a gomme estremamente resistenti e di lunga durata. Abbiamo quindi deciso di mantenere gli pneumatici a mescola più dura, garanzia di prestazioni e affidabilità nelle condizioni più severe, inserendo nel frattempo una scelta più indirizzata alle prestazioni: mi riferisco appunto alla ultrasoft».

Nel Gran Premio del Belgio 2015 si è verificata la «famosa» esplosione dello pneumatico posteriore destro di Sebastian Vettel, che aveva portato al limite le proprie coperture nella speranza di salire sul podio, con conseguente polemica Ferrari-Pirelli deflagrata nel dopo gara. Ritieni che in futuro, per evitare strascichi, sarebbe meglio obbligare le squadre a usufruire di una finestra specifica per cambiare le gomme?

«Insieme ai teams stiamo valutando varie opzioni. Vorrei ricordare che Pirelli è in Formula 1 per fornire gli pneumatici che la Formula 1 vuole, ed è questo l’obiettivo che continueremo a perseguire anche in futuro. La libertà a pilota e muretto è comunque assicurata. A noi il compito di segnalare, ma non di imporre, riferimenti specifici quando determinate situazioni in pista lo richiedono».

Il plotone delle Formula 1 subito dopo la partenza del GP Spagna 2015 (© Getty Images)
La McLaren di Button impegnata in un pit-stop nel GP Belgio 2015 (© Getty Images)

 

E’ vero che il contratto per fornire gli pneumatici in Formula 1 dal 2017 al 2019 non è stato ancora firmato? Eppure, a sentire certa stampa, fino a poche settimane fa i giochi sembravano fatti; dobbiamo forse parlare di una sorta di sconfitta per i media che seguono le continue oscillazioni ormai abituali nel mondo della massima formula?

«Pirelli è stata scelta, nell’ottobre 2015, al termine della trattativa commerciale con Formula One Management che seguiva le autorizzazioni tecniche date in precedenza dalla Federazione Internazionale dell’Automobile. La formalizzazione dell’accordo è ora affidata ai tempi e alle modalità ufficiali. Quindi tutto va avanti come da previsioni e nessun rimprovero è da avanzare nei confronti degli organi di informazione: spesso sono costretti a scrivere senza disporre di informazioni dettagliate perché riservate. E nel caso specifico hanno fornito l’informazione giusta e corretta».

Qual è la tabella di marcia della Pirelli in vista delle sfide 2017? Al momento non si è capito come faranno le squadre a mettersi d’accordo su chi dovrà provare gli nuovi pneumatici e con quale vettura. È prematuro stabilire quale tipologia di gomme si profilano all’orizzonte?

«Siamo in attesa della formalizzazione del regolamento tecnico 2017 (entro il 29 febbraio, ndr). Quando questo sarà disponibile, i teams e la Pirelli potranno valutare gli impatti tecnici e quindi calcolare in modo preciso il prodotto necessario per il prossimo anno. Dovremmo avere tali risposte prima dell’inizio del Mondiale 2016 e questo ci permetterà di varare un programma preciso di realizzazione e test».

Cosa ti aspetti dalle prove invernali a Barcellona? Ci potranno già essere delle indicazioni utili sui possibili protagonisti del Mondiale che comincerà a Melbourne il 20 marzo?

«Saranno otto giorni di test importanti, dal 22 al 25 febbraio e dall’1 al 4 marzo, su un circuito come quello di Montmelò che racchiude alcune delle sfide più importanti presentate nel corso della stagione. Speriamo che in Spagna non faccia troppo freddo: per sviluppare coerentemente gli pneumatici per un intero campionato servono temperature e condizioni di pista da primaverili a estive, ovvero quelle che si incontrano nella maggior parte delle gare».

Twitter @Fra55oni