Il podio di Abu Dhabi – Analisi e dichiarazioni

Stretta di mano tra il neocampione Rosberg e il vincitore del GP Abu Dhabi Hamilton (© Getty Images)

 

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “Per prima cosa desidero ringraziare tutti i tifosi inglesi che sono arrivati fin qui per sostenermi. Io credo di aver fatto tutto il possibile per potermi riconfermare campione, vincendo le ultime quattro gare. Purtroppo però non è bastato, i problemi di affidabilità che abbiamo avuto nel corso della stagione mi hanno sicuramente penalizzato e forse è per quello che oggi non posso festeggiare un altro titolo. Mi complimento con Nico per aver conquistato il Mondiale. Mi ha davvero dato filo da torcere quest’anno ed è stato un grande avversario. Mi ripresenterò il prossimo anno per continuare la striscia positiva di questo finale di stagione”.

E’ la seconda volta che Lewis Hamilton perde il Mondiale all’ultima gara se non consideriamo Abu Dhabi 2010, quando le chances di vittoria per il pilota inglese erano davvero ridotte ai minimi termini. La prima volta è datata 2007, il suo anno d’esordio, un titolo perso che trova giustificazione nell’inesperienza. Il campionato perso quest’anno, invece, farà sicuramente male a Hamilton, soprattutto se si riflette sugli episodi che hanno condizionato la sua stagione. Sicuramente l’inglese può recriminare sui problemi di affidabilità che la sua Mercedes W07 ha avuto nel corso dell’anno. Eppure sono molti anche gli errori commessi dal tre volte iridato, specie nella procedura di partenza. Ad Abu Dhabi, Lewis ha provato tutto ciò che poteva per cercare di riconfermarsi campione, correndo in modo intelligente, mettendo in seria difficoltà il suo compagno di squadra. Ma il 2016 resterà l’anno di Nico.

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes): “E’ una sensazione fantastica, indescrivibile. E’ davvero bello essere riuscito a realizzare il sogno che avevo fin da bambino: diventare campione del mondo di Formula Uno! Dedico la vittoria a mia moglie Vivian. La gara è stata davvero complicata per me, Lewis ha fatto di tutto per cercare di mettermi in difficoltà. Gli ultimi giri sono stati davvero critici, sarebbe bastato un piccolo errore per farmi perdere la possibilità di laurearmi campione. Invece tutto è andato per il meglio, ringrazio la squadra per avermi dato una vettura fantastica quest’anno. Lewis, sei stato un rivale incredibile, è stato difficilissimo batterti!”.

Rosberg generosamente “innaffiato” dagli uomini della Mercedes dopo la conquista del suo primo titolo mondiale (© Getty Images)

 

Da quando si è accorto di avere la possibilità di laurearsi campione del mondo senza vincere più una gara (dal Gp della Malesia, ndr), Nico Rosberg si è messo in modalità “calcolatore”, cercando di stare lontano dai rischi e ottenendo i punti necessari a fargli conseguire il sogno iridato. Nico aveva già dimostrato il suo valore in passato, sia ai tempi della Williams sia nel periodo Mercedes quando aveva come compagno di squadra Michael Schumacher. Vincere il titolo avendo come compagno di squadra Lewis Hamilton non è sicuramente cosa da poco, un pilota che non è mai stato preceduto in classifica iridata dal proprio team-mate, eccezion fatta per il 2012 per mano di Jenson Button. Nico si è meritato il titolo, è stato il protagonista indiscusso della prima parte di stagione e dopo la pausa estiva si è ripreso in modo incredibile dopo una parentesi negativa che sembrava aver posto la parola fine alle sue chances iridate. Il sorpasso su Verstappen, nel corso del 20° giro, ne è la dimostrazione.

coppacoppacoppaSebastian Vettel (Ferrari): “E’ bello poter chiudere sul podio questa stagione che è stata davvero complicata per noi. A inizio anno avevamo aspettative ben diverse, ma qualcosa è andato storto. In alcune occasioni ho commesso degli errori, altre volte abbiamo sbagliato strategia ma ci sono state anche tutta una serie di episodi sfortunati che non ci hanno permesso di raccogliere quanto avremo realmente meritato. I miei più sinceri complimenti a Nico Rosberg per il titolo appena conquistato, quest’anno è stato spesso inarrivabile per chiunque. Ora ci prenderemo una pausa ma siamo già proiettati verso Melbourne 2017”.

Era dal Gran Premio di Monza dello scorso settembre che Vettel non festeggiava sul podio (© Getty Images)

 

Sebastian Vettel conclude la stagione conquistando un buon terzo posto. Tuttavia il 2016 non è stato certo un buon anno per il quattro volte campione del mondo, che lo ha visto al centro di sventure di natura tecnica e di numerosi errori che hanno frenato la sua corsa. Durante la prima parte di gara il ferrarista non sembrava avere il passo per poter andare più in là del sesto posto, invece, grazie a una strategia ottimale (finalmente, ndr), Seb ha potuto minacciare persino la seconda posizione di Nico Rosberg.

Il commento

Il Gran Premio di Abu Dhabi segna la fine di una stagione dominata, ancora una volta, dalla Mercedes. Le Frecce d’Argento, nell’era delle power unit, hanno conquistato 51 vittorie su 58 gare disputate, un dato che mette in risalto le qualità del progetto della casa di Stoccarda. Negli Emirati Arabi Nico Rosberg ha conquistato il suo primo Mondiale in Formula Uno. Il campionato disputato dal pilota tedesco è stato davvero magistrale. In pochi, dopo aver perso due titoli consecutivi, con un compagno di squadra così competitivo e aggressivo come Lewis Hamilton, avrebbero saputo reagire. Bisogna anche considerare il fatto che Nico ha dovuto anche lottare contro i media e talvolta anche con il pubblico: più volte, infatti, è stato additato come un “eterno secondo”, un pilota che non sarebbe mai potuto diventare campione. E invece Rosberg ci è risuscito, complice un avvio di stagione incredibile, sfruttando il momento negativo di Hamilton e reagendo di nuovo dopo la pausa estiva, quando tutti lo davano per sfavorito. Ad Abu Dhabi si è quindi consumata una bella pagina di questo sport, capace di premiare la caparbietà di un pilota troppo spesso sottovalutato.

Rosberg, per potersi laureare campione, aveva due possibili risultati buoni con Hamilton vincente: concludere la gara al secondo posto o al terzo. La partenza ha visto le due Mercedes mantenere la testa della corsa, mentre Kimi Raikkonen è riuscito a guadagnare la terza posizione sorpassando Daniel Ricciardo in curva uno. Max Verstappen, che scattava dalla sesta casella della griglia, a seguito di un contatto con Nico Hulkenberg è andato in testacoda, finendo in fondo al gruppo. Il pilota olandese non si è certo perso d’animo ed è stato protagonista di una rimonta che in pochi giri lo ha riportato a lottare per la zona podio, diversificando la propria strategia. Dopo il primo “valzer” dei pit-stop, Rosberg si è così ritrovato in una posizione pericolosa, collocandosi alle spalle del suo compagno di squadra ma anche dietro a Verstappen. Nel corso del 20° giro, però, si è forse scritta la storia di questo Mondiale: in quel frangente il pilota della Mercedes capisce che per assicurarsi la vittoria del campionato deve necessariamente superare in pista il giovane driver Red Bull. Rosberg attacca in modo aggressivo Verstappen, come raramente lo abbiamo visto fare nel corso della sua carriera in Formula Uno. Sfruttando la miglior trazione in uscita dalla chicane e difendendosi strenuamente dal contrattacco del pilota olandese, Rosberg è potuto risalire in seconda posizione.

I “tondi” di Rosberg, iridato ad Abu Dhabi, per celebrare un secondo posto dal sapore speciale (© Getty Images)

 

La “comfort zone” che il pilota della Mercedes si era creato, però, è stata messa in discussione dal discusso comportamento di Hamilton che lo precedeva. Il tre volte campione del mondo ha infatti iniziato a rallentare il passo in modo da far tornare in lotta per il podio le Red Bull e le Ferrari. La strategia tenuta dal pilota numero 44 è stata ritenuta da alcune voci autorevoli, tra cui l’ex campione del mondo Nigel Mansell, di stampo antisportivo. L’unico modo che Hamilton aveva per laurearsi campione era che almeno due piloti si frapponessero fra sé e il compagno di squadra. La sua condotta di gara trova perciò assoluta giustificazione: Hamilton, nel corso dei 55 giri del Gp d Abu Dhabi, non si è mai macchiato di alcuna scorrettezza ma ha semplicemente rallentato la sua andatura, nel tentativo di farsi recuperare. Se Rosberg avesse voluto, avrebbe potuto tranquillamente provare l’attacco a Lewis: queste sono le corse. Forse oggi ci siamo abituati a gare dove ogni comportamento “aggressivo” viene costantemente punito. Ci siamo abituati a gare dove gli esiti dopo la prima curva devono essere scritti, in tutela di un concetto di sicurezza troppo spesso esasperato. Oggi Lewis aveva una sola possibilità e se l’è giocata, nel completo rispetto del regolamento.

Anche la corsa di Max Verstappen è sicuramente da elogiare, con l’olandese protagonista di una rimonta non semplice su una pista dove i sorpassi sono sempre complicati. Il suo compagno di squadra, Daniel Ricciardo, avrà molto da recriminare per la strategia che il suo muretto gli ha riservato: se avessero optato per la stessa soluzione concessa a Verstappen, l’australiano sarebbe potuto salire sul podio. Weekend agrodolce per la Ferrari: ancora una volta in qualifica è stata sconfitta dalla Red Bull e la strategia di gara, almeno nella prima fase, non sembrava poter essere quella vincente. E infatti non lo è stata per Kimi Raikkonen, che ha perso la terza piazza conquistata alla partenza dovendosi accontentare del sesto posto finale. Con Sebastian Vettel, invece, la scelta strategica si è rivelata azzeccata e gli ha permesso di conquistare la terza posizione dopo una bella rimonta.

Una Red Bull a sandwich tra le Ferrari di Raikkonen e Vettel: il finlandese non è andato oltre il sesto posto (© Getty Images)

 

Abu Dhabi segna anche l’ultima gara della carriera per due colonne portanti della storia recente di questo sport: Jenson Button e Felipe Massa. Il pilota della McLaren-Honda si è dovuto ritirare nelle prime fasi della gara, a seguito di un cedimento di una sospensione. Felipe Massa, con la modesta Williams versione 2016, è riuscito a conquistare due punti iridati chiudendo al nono posto.

L’appuntamento è a marzo del 2017 quando scatterà la prossima stagione iridata che si preannuncia estremamente eccitante per via delle importanti novità nell’ambito del regolamento tecnico e sportivo.

Paolo Gallorini