Il podio di Budapest – Analisi e dichiarazioni

Il dominatore Hamilton si gusta il quinto trionfo in carriera nel GP Ungheria (© Getty Images)

 

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “Non so davvero cosa mi accada quando corro qui, quale sia il segreto di questa alchimia straordinaria! Ovviamente con una squadra grandiosa che lavora per te tutto è più semplice. Credo che questo circuito si adatti molto bene alle caratteristiche di un pilota aggressivo. Oggi è stata una delle gare più calde che io possa ricordare in Ungheria. Le gomme sono state messe davvero a dura prova e per questo sono davvero felice. Devo ringraziare tutti i fans che qui sono sempre numerosissimi e calorosi”.

Dopo undici Gran Premi, Lewis Hamilton torna in vetta alla classifica del campionato piloti. Questa volta, alla partenza, il pilota inglese non sbaglia: scattato dalla seconda posizione riesce a guadagnare la testa della corsa alla prima curva. Se, in apparenza, poteva sembrare che non avesse il passo per poter scappare via, ogni qualvolta che i suoi “avversari” si avvicinavano in maniera considerevole, Lewis è sempre stato in grado di inanellare una serie di giri veloci, riaprendo il gap sul diretto rivale Rosberg. In terra magiara, Hamilton conquista per la quinta volta la vittoria diventando il pilota più vincente di sempre su questo tracciato: Hungaroking!

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes): “Sono deluso perché ho sprecato una bella occasione: la gara l’ho persa alla prima curva quando mi sono lasciato superare da Lewis e Daniel. Sono riuscito a recuperare la posizione su Ricciardo ma a quel punto superare Hamilton era impossibile. Abbiamo avuto un buon passo gara e questo è positivo in vista della mia gara di casa a Hockenheim, fra sette giorni!”.

Ricciardo innaffia Rosberg di champagne sul podio di Budapest (© Getty Images)

 

Nelle qualifiche di sabato Rosberg ha corso un grande rischio: ignorando la doppia bandiera gialla ha potenzialmente messo a repentaglio la propria incolumità, ma anche quella di altri piloti e commissari. Sull’episodio si sono già spese troppe parole. Nico è stato molto intelligente: è stato infatti dimostrato attraverso la telemetria come abbia realmente alzato il piede in quel frangente, per cui la pole position è da ritenersi valida. Non possiamo assolutamente additare Rosberg come un pilota che se ne infischia delle regole. Ciò che è grave è il fatto che, per l’ennesima volta in Formula Uno, il regolamento non riesca a dare una spiegazione puntale su ciò che si possa o non si possa fare in questo sport. Passando alla gara, lo start di Rosberg non è stato dei migliori e, dopo la prima curva, si è ritrovato addirittura in terza posizione, riuscendo comunque a recuperare la seconda piazza con un bel sorpasso all’esterno di curva tre su Daniel Ricciardo. Per la prima volta nel 2016 Nico non è più il leader del campionato e potrebbe già essere decisiva la gara di domenica prossima, in Germania, davanti al pubblico suo e della Mercedes.

coppacoppacoppaDaniel Ricciardo (Red Bull): “Sono davvero contento di essere sul podio di Budapest, onestamente non credo saremmo stati in grado di ottenere una vittoria. La partenza è stata ottima anche se non sono riuscito contenere il ritorno di Nico. Il terzo posto era il massimo che avrei potuto ottenere nella domenica del Gran Premio d’Ungheria. Vettel alla fine mi è arrivato molto vicino e nel finale avevo le gomme molto usurate. Questo è il terzo podio consecutivo che conquisto in Ungheria, è davvero un buon posto per me. E fra una settimana avremo un’altra bella occasione per poterci riprovare!”.

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Missione compiuta per Ricciardo in Ungheria: il pilota Red Bull ha resistito alla pressione di Vettel (© Getty Images)

 

Era importante per Daniel Ricciardo tornare sul podio, dopo una serie di gare in cui aveva patito molto le prestazioni del suo compagno di squadra Max Verstappen. Quella messa in mostra in Ungheria dal pilota australiano è stata sicuramente una grande prova di forza: non a caso, sono addirittura venti i secondi rifilati al suo team-mate, quinto al traguardo davanti all’altra Ferrari di Kimi Raikkonen.

Il commento

Come ormai ripetiamo da tempo, la Formula Uno a livello direzionale e organizzativo è decisamente allo sbando. E’ assolutamente necessario un cambio che porti a questo sport una ventata d’aria fresca. Negli ultimi tempi il Circus iridato si sta davvero coprendo di ridicolo sotto questo punto di vista: eccessi di sicurezza, se così vogliamo chiamarli, penalizzazioni clamorose non comminate, penalizzazioni inesistenti date senza alcun senso logico e così via.

Tralasciando molti aspetti che meriterebbero un’ampia trattazione, possiamo così sintetizzare:
– Si è arrivati a decidere, per motivi di sicurezza, di partire sotto regime di safety car a Montecarlo e a Silverstone, dove le condizioni erano assolutamente nei limiti, per lasciare libero svolgimento a Budapest alle qualifiche sotto il diluvio: ma allora cosa si intende esattamente per “sicurezza”?
– Rimanendo sul capitolo “safety”, verrebbe spontaneo chiedersi come sia possibile che un regolamento di Formula Uno non sia stilato in maniera precisa, quantomeno in merito ad argomenti che non rappresentano assolutamente una novità, come nel caso della doppia bandiera gialla.
– Perché a Silverstone ci sono volute ore per decidere quale penalità comminare a Nico Rosberg per i consigli ricevuti dal muretto, mentre Jenson Button, a Budapest, ha dovuto scontare un pesantissimo drive through per lo stesso motivo?

Lasciando a voi le risposte e le considerazioni a queste domande, andiamo ad analizzare la gara andata in scena domenica scorsa all’Hungaroring. Per Lewis Hamilton si è trattato, ovviamente, di una vittoria importantissima: con il successo di domenica, il pilota inglese ha infatti guadagnato la leadership del campionato. Nico Rosberg, fresco di rinnovo, ha toppato la partenza ma ha comunque disputato una buona gara, riuscendo a minimizzare i danni e dimostrando di essere pronto a tutto per giocarsi fino alla fine questo campionato. La Ferrari, ancora una volta, per un motivo o per l’altro ha perso ulteriori punti sulla Red Bull, che ormai è diventata il vero team competitor della Ferrari. Kimi Raikkonen ha corso una gara davvero ottima, conquistando anche il giro più veloce in gara. Era da tempo che non si vedeva un Kimi così in forma ed è davvero un peccato che, per quel problema in qualifica, sia stato costretto a scattare dalla quattordicesima posizione. Risalire fino al sesto posto all’Hungaroring in condizioni meteorologiche stabili e senza che sia mai entrata la safety car non è assolutamente cosa da tutti: il finlandese, però, è riuscito a compiere l’impresa.

Verstappen si concede alle fans ungheresi: per Raikkonen, invece, non c’è stato spazio… (© Getty Images)
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Per Alonso, a suo agio sulla McLaren in Ungheria, è maturato un prezioso settimo posto (© Getty Images)

 

Max Verstappen, questa volta, non è mai stato in grado di lottare con il suo compagno di squadra. Sul finale è stato protagonista di un serrato duello con Raikkonen: i due sono arrivati al contatto ma l’episodio è stato giudicato un incidente di gara da parte dei commissari. Nota di merito va a Fernando Alonso che con la McLaren-Honda è riuscito a chiudere al settimo posto, concludendo così un weekend decisamente positivo per il team inglese nonostante i guai patiti da Button.

L’appuntamento è per la settimana prossima a Hockenheim, sede d’elezione del Gran Premio di Germania, che torna in calendario dopo un anno di assenza.

Paolo Gallorini