Il podio di Città del Messico – Analisi e dichiarazioni

Hamilton, dominatore del GP Messico, si gode l’abbraccio del pubblico nordamericano (© Getty Images)

 

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “E’ fantastico vincere di fronte a questi tifosi. L’idea di realizzare il podio all’interno dello stadio è fantastica e permette a noi piloti e ai fans di godere di una posizione privilegiata. Amo questa gente! Questo weekend avevo davvero un gran passo, la macchina si è comportata benissimo, nulla a che vedere con l’anno scorso. Alla prima curva ho avuto un pesante flat-spot che ha rischiato di compromettere la corsa. Sono stato davvero fortunato in quell’occasione. La corsa è poi filata liscia senza troppi problemi. E’ bellissimo aver raggiunto il traguardo delle 51 vittorie. Certo a ripensare a quanto accaduto in Malesia, oggi le cose sarebbero diverse anche in ottica Mondiale, ma ci sono ancora due gare da correre. Per adesso mi godo il momento”.

Seconda vittoria consecutiva per il pilota inglese. Ed è solamente questo il modo che può portarlo a vincere il quarto titolo iridato. Praticamente mai inquadrato, il pilota della Mercedes ha corso un’ottima gara, andando a conquistare la cinquantunesima vittoria della carriera. L’unica macchia è l’aver tagliato abbondantemente la prima curva nel corso del primo giro, nel tentativo di difendersi dall’eventuale attacco di Rosberg.

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes): “Il momento più emozionante del weekend è stato senza dubbio quando i tifosi messicani hanno iniziato a gridare il mio nome. La parte dello stadio è davvero fantastica, ci si sente davvero vicini a questa gente. Perez e Gutierrez devono essere molto orgogliosi del loro popolo. Sono contento della gara, avevo una piccola chance alla partenza ma non ce l’ho fatta. Verstappen è stato davvero aggressivo con me oggi, sia alla prima curva che durante la corsa. Per il resto, con questo secondo posto posso guardare alle prossime due gare con fiducia. Ovviamente nulla è deciso, basta un piccolo errore per compromettere l’intera stagione: il mio impegno sarà massimo!”.

Il secondo posto di Città del Messico mantiene Rosberg in una posizione di relativa tranquillità in ottica iridata (© Getty Images)

 

Rosberg porta a casa un altro secondo posto che gli permette di approcciare le ultime due gare della stagione con un margine considerevole. La sua partenza è stata molto buona e nelle prime fasi il figlio di Keke sembrava poter essere addirittura in grado di attaccare Lewis Hamilton. In curva uno si è poi trovato ai ferri corti con Max Verstappen ed è stato costretto a tagliare la prima chicane. Anche a metà gara Rosberg è stato protagonista di un episodio con l’olandese che gli avrebbe potuto causare problemi, soprattutto in ottica Mondiale. Ora il tedesco guida la classifica iridata con un vantaggio di 19 lunghezze.

coppacoppacoppaDaniel Ricciardo (Red Bull): “Oggi Vettel non meritava di salire sul podio, quando l’ho attaccato si è mosso in frenata e questo non è consentito dal regolamento. Per tutto l’anno hanno criticato Max Verstappen per questo genere di manovre e oggi Seb ha fatto lo stesso. Sono davvero contento del risultato, ormai ho conquistato il terzo posto in classifica e questo è davvero buono guardando a dove eravamo a inizio anno”.

Terzo posto festeggiato a tarda notte per il mai domo Ricciardo (© Getty Images)

 

A sorpresa Ricciardo conquista il terzo gradino del podio pur avendo tagliato il traguardo in quinta posizione. Questo risultato è il frutto delle decisioni partorite dalla commissione di gara che ha deciso di penalizzare Verstappen prima e Vettel dopo. La gara di Daniel si è sviluppata in modo molto particolare, diversa dagli altri concorrenti, cercando infatti di arrivare in fondo con le medie ma dovendosi fermare sul finale di gara. Centrato l’obiettivo di andare ad attaccare il duo che lo precedeva, composto appunto da Verstappen e Vettel.

Il commento

L’esito del Gp del Messico non è che l’ennesima dimostrazione che qualcosa, in seno alla FIA, non funziona. Alcune manovre vengono severamente punite, altre, della stessa gravità, vengono archiviate senza prendere provvedimenti. L’ordine d’arrivo è cambiato ben tre volte e in uno sport come la Formula Uno, in cui i giudici di gara hanno a disposizione ogni tipo di tecnologia per prendere le decisioni, è davvero una cosa inaccettabile. Decisioni di questo tipo non fanno che confondere i fans, proprio in un momento in cui si dovrebbe far di tutto per cercare di attrarli.

In ambito strettamente sportivo, Lewis Hamilton in Messico ha colto la vittoria numero 51 eguagliando Alain Prost e mettendosi all’inseguimento del record di Michael Schumacher (91 successi in carriera). Il pilota inglese ha così accorciato di altri sette punti il divario dal compagno di squadra Nico Rosberg che guida la classifica iridata. Il numero 44, se vuole riconfermarsi campione, ha solo una strada da percorrere: vincere tutte le restanti gare. Il fatto è che sembra essere nella condizione mentale per poterlo fare. Le sorti del mondiale dipenderanno quasi totalmente da quello che riuscirà a portare a casa Nico Rosberg. Al pilota tedesco bastano due secondi posti per confermarsi campione. Addirittura gli potrebbe bastare anche una vittoria e un ritiro (in quel caso sarebbe campione per un solo punto), per cui le carte che Nico si può giocare sono ancora molte.

I frangenti iniziali del GP Messico con Verstappen subito minaccioso nel tentato assalto a Rosberg (© Getty Images)

 

Daniel Ricciardo, a seguito delle decisioni della FIA, conquista un altro podio. La sua condotta di gara è pulita e al contempo corretta: l’australiano ha infatti recepito immediatamente l’ordine di scuderia, in quel momento su una strategia diversa, dando inizialmente strada a Verstappen. Il momento più entusiasmante e controverso del GP, però, va in scena negli ultimi giri: Vettel e Ricciardo, giro dopo giro, iniziano a guadagnare terreno su Verstappen che li precede. La Ferrari, in fondo al rettilineo, prova il sorpasso ma l’olandese nel tentativo di difendersi arriva lungo e taglia abbondantemente la chicane, mantenendo la posizione sul pilota tedesco. Il muretto box Red Bull invita via team radio il proprio pilota a cedere la posizione a Vettel, ma Verstappen sembra non prestare attenzione alla comunicazione e continua la sua gara come se nulla fosse successo. Grazie a questi episodi, Daniel ne approfitta per mettersi alla caccia della Ferrari numero 5: la Red Bull attacca la Ferrari ma Vettel si difende in maniera aggressiva, arrivando al contatto in staccata. Al traguardo Verstappen esulta, convinto di aver conquistato il podio, ma qualche secondo prima della cerimonia di premiazione i commissari giudicano irregolare il comportamento di Max, comminandogli 5 secondi di penalità. Il podio è di Sebastian?

Non è così. Qualche ora dopo arriva un nuovo comunicato della FIA che stravolge ancora una volta il risultato della pista: il portacolori di Maranello deve scontare dieci secondi di penalità per essersi difeso in modo troppo aggressivo su Daniel Ricciardo. Il terzo posto finisce dunque nelle mani dell’australiano della Red Bull, al quarto posto si piazza Verstappen mentre il ferrarista deve accontentarsi della quinta posizione.

Vettel in azione sul circuito messicano: per il ferrarista una gara difficile nonostante il podio sfiorato (© Getty Images)

 

Vestappen ha probabilmente fatto bene a non rispettare l’indicazione della scuderia, dal momento che non era ancora sotto investigazione dei commissari. La gravità dell’evento non è tanto il comportamento scorretto tenuto dall’olandese, quanto la lentezza della Federazione Internazionale a prendere le decisioni: se fosse stato da subito “under investigation” e non avesse rispettato la decisione, Max poteva essere squalificato dalla gara. La seconda decisione è probabilmente attribuibile al fatto che ormai la Ferrari a livello politico non conta più nulla. Sono altri, oggi, i team che dominano la scena e che possono “influenzare” le decisioni, come abbiamo potuto constatare tutti nell’interminabile domenica notte di Città del Messico.

Paolo Gallorini