Il podio di Interlagos – Analisi e dichiarazioni

Dopo la vittoria in Brasile, Hamilton ci crede: la rincorsa al titolo si concluderà ad Abu Dhabi (© Getty Images)

 

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “Sono contentissimo del risultato, il team mi ha messo a disposizione una vettura fantastica. E’ il mio sogno da quando avevo cinque anni quello di vincere in Brasile, la terra del mio idolo Ayrton Senna. E’ difficile qui quando piove, ma è andato tutto liscio per me, anzi non è nemmeno stato troppo difficile arrivare indenni alla bandiera a scacchi. Ringrazio tutti i tifosi che sono tra i più ospitali al mondo. Ora andiamo ad Abu Dhabi che è un circuito che mi piace molto e dove sono sempre andato forte. Sono ancora in gioco e darò il massimo per provare a vincere il titolo!”.

Lewis sa che questo Mondiale non dipende più solo da lui ma da quello che Rosberg riuscirà a fare nel corso dell’ultimo appuntamento stagionale. Probabilmente Hamilton si è svegliato tardi quest’anno ed è anche stato molto condizionato dalla sfortuna. Questo finale di stagione però se lo sta giocando bene, come dimostra l’ottima gara disputata dal britannico nel difficile contesto di Interlagos.

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes): “Gara davvero complicata viste le condizioni meteorologiche. Ovviamente ero arrivato qui con altre aspettative, se avessi vinto in Brasile il campionato sarebbe finito. Lewis ha corso davvero bene e non c’era modo di raggiungerlo, per cui ho cercato di stare lontano dai guai. Ho visto Verstappen scivolare e ho provato a superarlo per riprendere la seconda posizione, non ce l’ho fatta in quella circostanza ma in un modo o nell’altro sono riuscito lo stesso a stargli davanti. Ora sono già concentrato per Abu Dhabi”.

Rosberg in festa sul podio di Interlagos complice un altro prezioso secondo posto dietro a Hamilton (© Getty Images)

 

Nico ha corso il GP del Brasile nel miglior modo possibile, vista la sua situazione di classifica. Il meteo avverso avrebbe potuto mettere in seria discussione la sua leadership di campionato se il pilota tedesco avesse scelto di gareggiare in modo aggressivo. Invece Nico, furbescamente, si è tenuto lontano dai guai, limitandosi a chiudere alla spalle di un Hamilton fuori portata. Solo un guasto meccanico o un errore imprevisto potrebbe mettersi tra lui e la conquista del primo titolo iridato della carriera. Ad Abu Dhabi, soprattutto sotto il profilo emotivo, non sarà comunque una passeggiata visto che Lewis non ha niente da perdere.

coppacoppacoppaMax Verstappen (Red Bull): “E’ stata una gara incredibile, con condizioni difficilissime. Le bandiere rosse hanno reso tutto più complicato e l’ultima parte di gara è stata davvero eccitante. Le scelte delle gomme purtroppo non sono state delle migliori per noi e abbiamo dovuto rimontare. Gli ultimi giri sono stati davvero fantastici, ho compiuto un numero molto elevato di sorpassi: certo, anche la fortuna mi ha aiutato, ma sono sono molto soddisfatto di quello che sono riuscito a fare domenica”.

Per il raggiante Verstappen un terzo posto che a livello di intensità equivale a una vittoria (© Getty Images)

 

Gara incredibile quella disputata dal pilota Red Bull. Bisogna tornare davvero indietro nel tempo per rivedere certe manovre in pista, soprattutto con la pista così bagnata. Si può dire quello che si vuole di questo ragazzo, ma il suo talento è straordinario e ha il potenziale per riscrivere la storia di questo sport. Basta guardare la prontezza che ha avuto per riprendere il controllo della sua RB12 in uscita dell’Arquibancadas.

Il commento

Interlagos è sempre un circuito che regala agli appassionati di Formula Uno grandissime battaglie e sfide incerte fino all’ultimo giro della corsa. Anche l’edizione 2016 non ha deluso: su San Paolo, nella giornata di domenica, si è abbattuto un pesante acquazzone che ha condizionato pesantemente l’esito del Gp. A sorpresa, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, la direzione gara sembrava intenzionata a far scattare la gara senza la neutralizzazione della safety car. Alla fine, però, l’errore di Romain Grosjean nel giro di allineamento deve avere indotto il direttore di corsa Charlie Whiting a optare per uno start dietro la vettura di sicurezza.

Per la Mercedes, nonostante tutto, è stata una gara piuttosto semplice: la freccia d’Argento di Lewis Hamilton ha dominato la corsa mentre Nico Rosberg si è “accontento” del secondo posto. Il risultato del pilota tedesco è stato ottenuto grazie ad una corsa particolarmente attenta e conservatrice in ottica di classifica iridata. Nico infatti ora potrà affrontare l’ultimo Gran Premio della stagione con un considerevole margine di 12 punti di vantaggio su Hamilton. L’inglese ha corso una gara magistrale e forse è stato l’unico pilota a non commettere nemmeno un errore per tutto il corso della gara: meritatissima dunque la sua prima vittoria in Brasile. Rosberg, invece, è stato protagonista di una piccola sbavatura che avrebbe potuto compromettere il suo campionato, ma è stato molto bravo a riprendere la monoposto in uscita dell’ultima curva del tracciato paulista.

I piloti allineati in pit-lane attendono il via libera al termine di un periodo di bandiera rossa (© Getty Images)

 

E’ proprio l’Arquibancadas la curva che ha mietuto il maggior numero di “vittime” nel corso dei 71 giri del Gp del Brasile. E tra questi figurano anche i due piloti della Ferrari: Sebastian Vettel ha rischiato molto nelle prime fasi della gara, perdendo il controllo della sua SF16-H a centro curva, mentre per Kimi Raikkonen, alla ripartenza dopo l’uscita della safety car si è scritta la parola fine della sua gara. Il finlandese, dopo un’ottima qualifica che gli ha permesso di scattare dalla terza posizione sulla griglia di partenza, ha patito non poco le avverse condizioni climatiche brasiliane. Su entrambe le monoposto di Maranello, infatti, sembravano esserci problemi di bilanciamento e di mantenimento di temperatura delle gomme. Sono forse queste le principali cause da imputare ai problemi riscontrati dai due ferraristi: Sebastian è stato fortunato ad evitare le barriere mentre Kimi ha perso il controllo addirittura ad inizio rettilineo, mentre si trovava in quarta posizione. Il pilota finlandese è stato molto fortunato nella circostanza, dal momento che la sua SF16-H dopo aver urtato più volte le protezioni è tornata in traiettoria ed è stata schivata per pochi centimetri da Esteban Ocon che in quel momento stava sopraggiungendo sul luogo dell’impatto.

La gara delle Red Bull è stata vanificata dagli errori commessi dal muretto box: stavolta le scelte del team anglo-austriaco si sono rivelate pessime per entrambi i suoi piloti, passando da lottare per la vittoria a rischiare di finire ai margini della zona punti. Ed è quello che sarebbe successo se non fosse per le qualità fenomenali messe in mostra dal giovane Max Verstappen. Nel corso della gara il pilota olandese ha compiuto delle azioni incredibili, come in Formula Uno non si vedevano da tempo. La prima azione fuori dall’ordinario è sicuramente il sorpasso su Kimi Raikkonen avvenuto a inizio gara. Per non parlare poi del sorpasso all’esterno su Nico Rosberg in uscita dalla Curva do Sol. Max non è stato esente da errori: quello commesso all’Arquibancadas poteva davvero costargli caro, ma con una magia delle sue è riuscito a recuperare la monoposto e addirittura a conservare la seconda posizione in cui si trovava fino a quel momento. L’errore strategico del box Red Bull di montare le intermedie per poi sostituirle nuovamente con le full wet sembrava avergli distrutto la gara. Eppure Verstappen, nel corso degli ultimi giri ha inanellato una serie di giri record e sorpassi da manuale che gli hanno consentito di giungere al terzo posto allo sventolare della bandiera a scacchi. Il suo compagno di squadra, Daniel Ricciardo, questa volta è stato protagonista di una gara sottotono che, complici le decisioni del muretto, non l’hanno portato oltre a un anonimo ottavo posto finale.

Da segnalare le ottime prestazioni di Sergio Perez, che ha terminato ai piedi del podio con la Force India, e il sesto posto di Carlos Sainz, autore di una gara senza errori. Fernando Alonso, invece, anche viste le condizioni incerte, avrebbe senz’altro sperato di ottenere ben più di un decimo posto. Festa grande in casa Sauber dal momento che con il nono posto ottenuto da Felipe Nasr la scuderia svizzera ottiene due punti iridati (i primi della stagione, ndr), che gli consentono di scavalcare la Manor e conquistare il decimo posto in classifica mondiale, garantendogli i 35 milioni di premio finale se ad Abu Dhabi le cose non muteranno ulteriormente. Deludente, invece, la gara di Jenson Button, che ha concluso all’ultimo posto tra i piloti classificati.

La Force India del volitivo Perez all’inseguimento di una Red Bull nel GP Brasile (© Getty Images)

 

Per Felipe Massa quello di domenica era l’ultimo Gp del Brasile della sua carriera e sicuramente il vicecampione del mondo 2008 avrebbe voluto quantomeno arrivare alla bandiera a scacchi di fronte al suo pubblico. Purtroppo però, anche il paulista è stato vittima della scivolosa Arquibancadas tanto da terminare lì la sua gara. A Felipe è stato comunque tributato un caloroso saluto da parte di tutti i presenti nel paddock e dal pubblico sugli spalti, a testimonianza di come questo pilota sia nel cuore di tutti gli appassionati e degli addetti ai lavori.

L’appuntamento è tra meno di due settimane ad Abu Dhabi, sul circuito di Yas Marina, dove si conoscerà il nome del campione del mondo 2016!

Paolo Gallorini