Il podio di Melbourne – Analisi e dichiarazioni

coppaNico Rosberg (Mercedes): “Per me è stata una corsa fantastica. La partenza si è rivelata complicata perchè partivo dal lato sporco del rettilineo e Vettel è riuscito a portarsi davanti. Ha fatto veramente una gran partenza, ma noi abbiamo azzeccato la scelta di ripartire con le gomme medie dopo la bandiera rossa. Voglio ringraziare il muretto per questa scelta, i ragazzi alla factory per avermi dato questa vettura e chiunque si sia alzato presto in Europa per seguire la corsa. Spero vi siate divertiti a guardarla! Ora ci godremo sicuramente questo momento, ma sappiamo bene che questa stagione le auto rosse hanno fatto dei grossi passi avanti e non possiamo abbandonarci al relax. Sto seriamente pensando alle prossime corse e spero ci siano altri duelli mozzafiato. Per finire, vorrei dire quanto mi sia sentito sollevato nel vedere Fernando incolume dopo il suo terribile schianto. È fin troppo evidente quanto siano sicure le monoposto di oggi, ed è una gran cosa!”

Australian+F1+Grand+Prix+EtVNxdtSVgTlNon per essere cinici, ma con tutta probabilità ha destato più scalpore la vittoria di Rosberg che il terribile volo di Alonso! Nico sembrava essere tornato al 2015 pre-“Hamilton che vince il titolo”, quando l’abisso cronometrico tra i due piloti Mercedes si manifestava in ogni sessione disponibile. E invece, il tedesco ha stupito: abbastanza aggressivo in qualifica, tirando fuori dal cilindro giri di tutto rispetto anche se puntualmente demoliti dal team mate. In gara parte decisamente meglio, è costante, abile nel gestire un preoccupante aumento delle temperature in una delle pinze freno – causato, come si vedrà, da un detrito – e, perchè no, malizioso quanto basta per rallentare Lewis alla prima curva. Senza dubbio la strategia del team di Brackley gli ha permesso di non dover affrontare un pericoloso corpo a corpo con le Rosse, ma il resto è tutto farina del suo sacco.

coppacoppaLewis Hamilton (Mercedes): “Ho vissuto un week-end perfetto sotto ogni aspetto fino a quando si sono spente le luci ed ero convinto di mantenere la prima posizione in gara. Ho avuto un po’ di pattinamento all’avvio e mi sono ritrovato largo alla prima curva, quindi da lì in poi è stato tutto recupero. Ma queste cose succedono e sono contento del modo in cui sono riuscito a rifarmi sotto. Pensando a limitare i danni, la seconda posizione non è tanto male dopo una partenza del genere. Ho perso tanto tempo dietro una delle Toro Rosso ma non potevo fare molto visto che stava viaggiando su gomme più performanti. Vedevo gli altri che si allontanavano, ma la safety car ci ha aiutato a ritrovarci davanti. Ero già d’accordo per una sola sosta e, ad essere sinceri, non capisco perchè non l’abbiano fatto anche gli altri con le gomme medie. Ma sono contento che sia andata così, altrimenti mi sarei ritrovato molto più indietro. In ogni caso il team ha fatto un gran lavoro per permetterci di finire così la corsa e mi sento abbastanza rilassato per le prossime 20 gare. Quello di oggi è stata uno dei peggiori avvii di stagione dopo tanto tempo, ma lo accetto e guardo avanti.”

Lewis+Hamilton+Australian+F1+Grand+Prix+Practice+J8vKkTFj0nclA Melbourne si è visto un Lewis Hamilton a due facce, forse per la prima volta nei 10 avvii di stagione a cui ha preso parte dal debutto in F1: 1° in FP1, 1° in FP2, 1° in FP3, 1° in Q1, 1° in Q2, 1° in Q3 – con pole a quasi 3 decimi dal tempo di Rosberg e mettendo 0.8″ e 1.2″ tra sè e gli alfieri Ferrari -.  Se nei test invernali c’è stato qualche dubbio sul mantenimento di superiorità della Mercedes, l’inglese non si è certo contenuto per spazzarlo via! E dopo sabato, addio al sogno di molti di vedere di nuovo una Rossa che apre la stagione trionfalmente, dopo l’illusione di Alonso in Bahrain 6 anni fa. Ma come vale per la Ferrari, il “i conti si fanno alla fine” di Arrivabene vale anche per il cannibale tri-titolato: parte male e si fa chiudere da Nico alla prima curva – trova anche il coraggio di lamentarsene, lui che del terrorismo psicologico al via ha fatto la sua bandiera nello scorso finale di stagione, a discapito di un troppo arrendevole Rosberg e dei poveri cordoli posizionati nelle prime curve dei circuiti – piombando in sesta posizione. Fatica da morire alle spalle di Verstappen – che dispone di un motore del 2015 – e alterna exploit impressionanti sul giro a passaggi quasi rassegnati, come rassegnato è sembrato quando Vettel lo ha sverniciato in accelerazione dopo il pit stop. 2° posto finale più per merito della strategia che per reale determinazione sua.

coppacoppacoppaSebastian Vettel (Ferrari): “Ho sicuramente fatto una gran partenza ed ero molto soddisfatto di essermi lasciato alle spalle le due auto di fronte a me, ricordandomi come avesse funzionato l’anno scorso in Ungheria. Ottimo il fatto che anche Kimi sia riuscito nella stessa manovra e, ritrovandoci davanti, abbiamo dettato il ritmo. La bandiera rossa non ci ha aiutato, ma la cosa veramente importante è che Fernando ed Esteban stiano bene. Sospendere la gara è stata una giusta decisione, la prima volta che sono passato sul luogo dell’incidente c’erano detriti ovunque. Ovviamente le aspettative sono molto alte dopo una stagione come quella passata ed eravamo ansiosi di chiudere il gap. Ieri eravamo un po’ distanti, ma oggi ci siamo avvicinati molto. In generale è stata una buona corsa, ho spinto dall’inizio alla fine ma non volevo andare fuori pista facendo il tagliaerba! Quindi non dovrò farlo quando tornerò a casa la prossima settimana. In definitiva però ci sarebbe piaciuto ottenere di più da questa giornata.”

Sebastian+Vettel+Australian+F1+Grand+Prix+xAUBEd13NKYlDi Vettel non smette mai di sorprendere l’umiltà e la spontaneità. Perde palesemente una gara per un errore di strategia dei box, ma continua a spingere in qualsiasi condizione: traffico o strada libera, soft o medium, 40 giri dal termine o ultimo giro. Alla fine sbaglia – ci può stare – ma chiede subito scusa agli uomini al muretto. Scende dalla vettura con l’amaro in bocca ma trova il modo di scherzare con i due della Mercedes. Non avrà vinto in pista, ma umanamente è avanti anni luce! È tuttavia vero che i campionati si vincono sull’asfalto, e pure qui Seb trova terreno fertile per regalare emozioni: brucia tutti al via e scappa, rubando scena e copione alle monoposto tedesche. Dopo la bandiera rossa cerca di rimediare a quello che diventa sempre più evidente come un “contropiede strategico” a suon di giri veloci – il 2° miglior crono della giornata a 6 decimi dalla prima delle Mercedes porta il suo nome – ma alla fine deve cedere. Peccato, un’occasione persa.

Il commento

Un’apertura del mondiale all’insegna dell’incertezza, finalmente! Dopo anni in cui il riassunto della stagione si poteva fare già dopo la prima gara, il week-end di Melbourne appena conclusosi è una boccata d’aria per chi sperava in una maggiore imprevedibilità in pista, ma anche per chi voleva regole che rendessero meno monotona e controllata la F1. Si comincia nelle prove libere, con un tempo uggioso che rende precari i riscontri in pista e la reale valenza delle mescole. Si prosegue nelle qualifiche, con il nuovo format che ha creato confusione in più box e, per questo, bocciato successivamente da tutti. Peccato, prima del deprimente esito del Q3 lo spettacolo in pista non è mancato e si poteva ben parlare di un “Gp prima del Gp”.
Anche le nuove limitazioni alle comunicazioni tra driver e muretto rappresentano un bel ritorno a quel tipo di guida “old style”, quando il pilota gestiva la vettura e non viceversa.

Infine è arrivata la corsa vera e propria, dopo una conclusione delle qualifiche che faceva pensare – con una certa amarezza – ad un 2015-bis. Ma non è andata proprio così: le Rosse hanno dimostrato di viaggiare su tempi molto vicini se non superiori a quelli delle Mercedes, mentre nelle retrovie si guardava con una certa sorpresa alle prestazioni di Toro Rosso, Manor, Renault ma, soprattutto, Haas. Sorpresa che si è trasformata in orrore quando la vettura italo-americana – perchè di Italia si parla, con un telaio Dallara e un propulsore Ferrari – è stata coinvolta nel terribile volo di Alonso, forse l’incidente più rocambolesco e drammatico dopo quello di Kubica in Canada nel 2007.

Tornando alle posizioni di vertice, la Red Bull ha mostrato un grande potenziale inespresso solo alla fine per mano di Ricciardo – autore del giro più veloce a ben 1.5″ dalla prima delle Frecce d’Argento – mentre sembra non aver fatto passi avanti la Williams. Ma la vera attenzione va ai 2 team che hanno dimostrato pienamente di potersi contendere il titolo 2016, e tutti sappiamo di chi si sta parlando.

Le Mercedes rimangono le vetture da battere, con un miglioramento dell’efficienza meccanica e aerodinamica e una maggiore attenzione al passo gara e all’affidabilità. Ma la vera sorpresa viene da Maranello, dove il duro lavoro invernale ha portato alla chiusura del gap accumulato l’anno scorso, ma non solo: le SF16 H hanno mostrato un passo impressionante nella prima fase di gara, seppur con gomme meno consumate, continuando a inanellare prestazioni di rilievo per il resto della gara. Ma attenzione, ci sono anche note dolenti: negli ultimi anni in casa Ferrari si è lavorato molto sull’equilibrio del progetto, concentrandosi su passo gara, affidabilità e uso ottimale delle gomme. Vetture meno estreme ma più efficienti. Quest’anno, invece, il vento sembra essere cambiato: le monoposto di Maranello soffrono di più il cambio della mescola o anche il mutamento delle condizioni ambientali (emblematiche le prestazioni al sabato), sono meno costanti sul passo gara (almeno rispetto alle Mercedes) e devono anche fare i conti con una maggior estremizzazione del comparto meccanico, aspetto che con tutta probabilità ha causato l’innalzamento vertiginoso di temperatura nel turbo di Kimi Raikkonen, causandone il ritiro. Il tutto condito da un pit stop lento per Vettel e un errore di strategia che, però, bisogna interpretare: il tempo variabile nelle prove libere non ha probabilmente permesso di accumulare dati sulle prestazioni delle gomme medie e questo ha spinto il muretto della Rossa a non azzardare la mossa. Chissà, se avessero visto che pneumatici montavano le concorrenti magari ci sarebbe stata una reazione, ma durante lo stop causato dalla bandiera rossa le gomme sono celate dalle termo coperte ed è difficile capire le scelte degli altri.Australian+F1+Grand+Prix+RUljrSsdFawl

Peccato, c’era il potenziale per iniziare la stagione nel migliore dei modi. Ma con queste premesse, l’exploit è solo rimandato a Sakhir, il prossimo 3 aprile, dove le temperature alte del Bahrain dovrebbero risultare più congeniali per lo sfruttamento delle mescole. Ma potrebbero anche rivelare una volta di più delle preoccupanti lacune in fatto di affidabilità.

Di certo c’è solo che questa incertezza generale fa bene al campionato e fa bene ai suoi tifosi, ma non certo a chi spera di vedere un Gran Premio di Monza anche nel 2017, possibilità che si fa sempre più remota ma non è questo lo spazio per parlarne.

Classifica piloti (top 10): 1 – Rosberg (25 punti); 2 – Hamilton (18 punti); 3 – Vettel (15 punti); 4 – Ricciardo (12 punti); 5 – Massa (10 punti); 6 – Grosjean (8 punti); 7 – Hulkenberg (6 punti); 8 – Bottas (4 punti); 9 – Sainz (2 punti); 10 – Verstappen (1 punto);

Classifica costruttori: 1 – Mercedes (43 punti); 2 – Ferrari (15 punti); 3 – Williams (14 punti); 4 – Red Bull (12 punti); 5 – Haas (8 punti); 6 – Force India (6 punti); 7 – Toro Rosso (3 punti); 8 – Renault (0 punti); 9 – McLaren (0 punti); 10 – Sauber (0 punti); 11 – Manor (0 punti);

Lorenzo Michetti