Il podio di Sochi – Analisi e dichiarazioni

coppa

Nico Rosberg (Mercedes): “Questo fine settimana è andato in maniera veramente perfetta per me. Già in qualifica ho trovato un bilanciamento ottimale e così anche in gara, che è andata magnificamente. Ho fatto una buona partenza e da lì in poi ho solo dovuto gestire il ritmo da davanti. Grazie a tutti i ragazzi della factory che hanno contribuito a costruire questa macchina perfetta. Se si ha una vettura come questa, è davvero facile spingere fino al limite e la sensazione è fantastica. Lewis ha guidato davvero bene per portarsi in seconda posizione così presto, quindi complimenti anche a lui. L’unica nota dolente riguarda l’affidabilità che desta un po’ troppa preoccupazione ultimamente, con Lewis bloccato già ieri ed entrambe le auto oggi hanno manifestato qualche problema in corsa. Ma abbiamo una grande squadra alle spalle e sono pienamente convinto che ne verremo fuori. È davvero incredibile iniziare la stagione europea con 4 vittorie e sto già guardando a Barcellona. Grazie Russia, sei stata veramente buona per me!”

F1+Grand+Prix+of+Russia+XEzluGG-VKNlChe altro c’è da aggiungere oltre a quello visto in mondovisione? Nico Rosberg conferma, martella e calamita apprezzamenti con una progressione tale da far capire, primo, che le prime 3 vittorie dell’anno non sono dovute a fortuna e, secondo, che Hamilton – inconvenienti tecnici a parte – dovrà sudare, e tanto, per portarsi a casa il 4° iride. Il tedesco riesce a mostrarsi pericoloso anche in qualifica, classico dominio di Lewis grazie alla sua sconcertante capacità di abbassare i tempi di chiunque, ribattendo costantemente ai crono del compagno di casacca. Chissà, forse senza la mancata partecipazione dell’inglese in Q3 la storia sarebbe stata diversa, ma la sensazione è che gli sarebbe comunque tornato molto più complicato mettere le mani sull’ennesima pole position. In gara, poi, Rosberg fa quello che per vari motivi Hamilton non può fare: gestire il proprio ritmo in funzione della vettura. Quindi rimane davanti a tutti pur preservando la macchina, e appena il suo vantaggio inizia ad abbassarsi, non fa fatica alcuna a rimettere gli inseguitori in riga.
A cambiare il figlio di Keke è la “forma mentis”. Basti vedere la “zampata” che ha voluto lasciare alla fine della corsa, quando ormai i giochi erano fatti e buona parte dello schieramento era stato doppiato, segnando un miglior tempo che poco serve in ottica campionato, ma tanto effetto lo fa sugli avversari. Lewis in primis.

coppacoppa

Lewis Hamilton (Mercedes): “Per prima cosa vorrei ringraziare i ragazzi che hanno portato i nuovi pezzi dalla factory fino a qui la scorsa notte, e poi tutti i meccanici che hanno lavorato tutta la notte per preparare la mia auto in modo che potessi correre oggi. Gli uomini dalla mia parte del garage stanno passando un brutto momento ultimamente, ma ho piene fiducia di loro. Abbiamo cambiato un bel po’ di cose nel garage questa stagione, ma non è assolutamente questo il motivo dei nostri problemi. Non lo è stato negli ultimi 3 anni e non ho motivo di crederlo ora. Senza il loro duro lavoro non sarei qui ora, quindi grazie a voi una volta di più. La prima curva è stata a dir poco agitata: non so cosa sia successo, ma ho visto qualcosa con la coda dell’occhio e ho sperato che non mi colpissero ancora, gestendo la situazione per tirarmene fuori. Se avessi sterzato mi sarei ritrovato nella mischia. È stato puro istinto e sono contento di essere riuscito a non rimediare contatti stavolta. Da lì in poi ho avuto un buon ritmo e ho anche creduto di poter competere per la vittoria, ma ho avuto quel problema con la pressione dell’acqua e quella possibilità si è dissolta. Non è stato bello dover tirare i remi in barca nel finale, ma ho continuato come meglio ho potuto. C’è davvero bisogno di controllare la macchina a casa, ma sono comunque sollevato di aver preso bandiera visto come è andato questo week-end. Sarà davvero dura gestire questa stagione con così poche componenti meccaniche sane rimaste, quindi dobbiamo necessariamente fare un miglior lavoro per quanto concerne l’affidabilità.”

F1+Grand+Prix+of+Russia+l6v9u-ED_XTlIl campione del mondo in carica continua a soffrire, così come la sua monoposto: in qualifica evapora la possibilità di una rassicurante pole position per l’ennesimo valore anomalo comparso in telemetria. Ecco che quindi, sotto il cofano della Mercedes numero 44, la domenica mattina c’è rimasto poco di già utilizzato: viene cambiata la turbina, l’MGU-H, la centralina di controllo e impiantata la power unit già messa a dura prova in Australia. Buona parte dell’anima della W07, in pratica. Nonostante questo, a metà gara i dati relativi alla temperatura dell’acqua – in altri casi si parla della pressione della stessa – sono fuori scala e scatta l’allarme. Addio quindi anche ad una possibile vittoria. Ma davvero era possibile? La sensazione è che, ad essere messa a dura prova, non sia solo la meccanica della Mercedes, ma anche la tempra del britannico: in gara viene favorito dal disastro della prima curva e si ritrova alle spalle di Williams e Ferrari, ma ci mette qualche giro prima di poter avere ragione di Raikkonen – colto di sorpresa in uscita di curva – e Bottas – superato più per motore e calo prestazionale del finlandese che per perizia. Da lì inizia il tentativo di riavvicinamento a Nico, timido già ben prima del suddetto allarme per l’affidabilità.
Altro che affidabilità, qui manca il “Cannibale”!

coppacoppacoppa

Kimi Raikkonen (Ferrari): “Alla fine di tutto, non è stato affatto un week-end semplice, ma oggi abbiamo cercato di tirar fuori il meglio. Ho fatto una buona partenza e ho cercato di mantenere la seconda piazza ma, come lo scorso anno, non sono riuscito a tenere dietro la Williams in rettilineo. Ho cercato di riprendermi la posizione, ma sono stato sopravanzato da Hamilton. Quindi abbiamo deciso di rimanere più a lungo in pista per guadagnare posizioni ed è stata veramente un’ottima scelta. La vettura si è comportata davvero bene per l’intera corsa, anche se abbiamo dovuto fare un po’ di “fuel-saving” e ne hanno risentito i nostri tempi. Il 3° posto di oggi è il massimo che potevamo ottenere, anche se non il piazzamento ideale visto che speravamo di poter portare avanti entrambe le auto. È un peccato non aver potuto combattere per la vittoria, ma continueremo a lavorare per portarci in posizioni più di rilievo.”

Kimi+Raikkonen+F1+Grand+Prix+Russia+Qualifying+sdhvasmjzr6lCome per Rosberg, anche nel caso di Raikkonen i riscontri giunti da Sochi sono chiari: il finnico mal si è sposato con questa pista. In qualifica il forfait di Hamilton potrebbe garantire l’arrivo in prima fila della sua Rossa – con Vettel fuori gioco per la penalità di 5 posizioni – ma Kimi finisce dietro ad un non irresistibile Bottas di appena 1 decimo, mentre Sebastian ferma il cronometro mezzo secondo prima. A pesare, forse, un’uscita ballerina dall’ultima curva. E in gara è proprio quel punto a tradirlo, facendogli perdere la posizione guadagnata sul connazionale alla partenza. Cerca di ritornare avanti, ma si lascia sorprendere da Hamilton e finisce momentaneamente fuori dalla top-3. Fortuna vuole che la Williams abbia accusato un calo prestazionale nello stint centrale della corsa, altrimenti il podio sarebbe stato un sogno, degno coronamento di una giornata pessima per il team di Maranello.
Bisogna dire che il Raikkonen visto in questo inizio di stagione appare molto più aggressivo e motivato rispetto a quanto visto lo scorso anno, quindi una gara sottotono ci può anche stare. Ma la Ferrari ha bisogno di quanti meno errori possibili in una fase già di per sè tribolata, e il finlandese sta già lasciando per strada punti e jolly.

Il commento

Quella che doveva essere un’annata di lotte accanite tra piloti e team, in particolare la Ferrari assetata di riscatto e la Mercedes in cerca di consacrazione, si va sempre più trasformando come una stagione che vede e vedrà come protagonisti episodi e rallentamenti. Tralasciando per ora il team di Brackley, sulla cui competitività e superiorità c’è poco da dire, a causare una valanga di interrogativi e pugni stretti è la Ferrari di Maurizio Arrivabene, alla ricerca disperata di un “week-end normale” che non si degna d’arrivare. E Sochi non ha fatto eccezione, con Vettel che si ferma nelle seconde prove libere con l’elettronica k.o e costretto successivamente a cambiare la trasmissione danneggiata nel contatto della prima curva di Shanghai, pagando 5 posizioni in griglia.

Ma non finisce qui, perchè quel Daniil Kvyat ripreso ingiustamente dal tedesco in Cina decide di trasformarsi improvvisamente in un kamikaze – scelta pessima considerando la linea politica tenuta dalla Russia di Putin – che distrugge la gara di Sebastian con 3 tamponate nel giro di 200 metri, una più ingiustificabile dell’altra. A pesare sulla condotta del russo è forse l’atteggiamento criticabile tenuto da Helmut Marko con i suoi pupilli, costretti a soffocare la crescente pressione con una escalation prestazionale, ma il tempo non torna indietro, così come i punti persi. Se nel caso della Red Bull, però, si può parlare “soltanto e per l’appunto di una gara andata male, in casa Ferrari l’allarme diventa più serio: il team ha raccolto 31 punti in meno rispetto alle prime 4 gare del 2015 e molti più cedimenti, pericolo che potrebbe ripresentarsi anche in Spagna visti gli strapazzi subiti da Vettel nella sciagurata partenza del Gp di ieri. E se è bastato un bloccaggio quando le ruote non toccavano terra per mandare in crisi il cambio del 4 volte campione del mondo in Cina, 3 tamponate successive sulla zona posteriore e un arresto contro il muro potrebbero creare molti più danni.

Ma, al netto degli inconvenienti tecnici, questa Ferrari è davvero una credibile candidata per il titolo? Bella domanda. In Russia si è deciso di utilizzare 3 gettoni di sviluppo sulla power unit, e il risultato è una bandiera a scacchi che saluta il vincitore 32 secondi prima del passaggio di Raikkonen, che segna un miglior crono a 1 secondo da quello di Rosberg, mentre in qualifica il divario sale a 1.2 secondi. Tanti, troppi, specie per l’evoluzione di un’auto che l’anno scorso almeno in 3 occasioni è riuscita ad issarsi sul gradino più alto del podio. Specie se si dà peso alle parole del team principal, che parla di buoni riscontri con la nuova ala anteriore. Figuriamoci se fossero stati pessimi!

Di contro, però, c’è stata anche la necessità di risparmiare carburante in gara – ammessa dallo stesso Raikkonen in conferenza stampa – che non ha permesso di tirare fuori il meglio dalla vettura. E tutto ciò, come detto, va interpretato senza la mole di cedimenti che stanno affliggendo il team italiano. Perchè, per quanto se ne possa parlare, il tempo perso in pista per un guasto e nei box per indagini/sostituzioni viene sottratto alla sperimentazione e alla ricerca prestazionale.F1+Grand+Prix+of+Russia+NZIwtdAXBGOl

Ma anche i diretti avversari non dormono sonni tranquilli: i tecnici di Hamilton sono costretti a cambiare più componenti meccaniche/elettroniche che biancheria intima nel corso di un fine settimana. E anche Rosberg, per sua stessa ammissione, non è al riparo da certe problematiche. Toto Wolff si è scagliato aspramente contro la tesi di un complotto ai danni del suo alfiere tri-titolato, e gli si può credere più per buonsenso che per prove offerte. Ma la domanda rimane: cosa succede alla monoposto di Lewis? La risposta si può trovare analizzando le sue gare: a Melbourne finisce nel caos della prima curva ed è costretto a rimontare. In Bahrain stesso identico discorso. A Shanghai, poi, parte dal fondo e nel primo giro si ritrova senza ala. Non ci vuole una particolare capacità di lettura delle vicissitudini nel motorsport per comprendere che lo stress cui è soggetta un’auto non è lo stesso in fase di rimonta e stando in testa potendo gestire il ritmo.

La differenza tra i problemi della Mercedes e quelli della Ferrari, però, potrebbe stare qui: Hamilton è costretto a mettere sotto pressione la W07, mentre per quanto riguarda la SF16-H sembra più un problema congenito. Basti pensare al ritiro di Raikkonen in Australia per l’aumento delle temperature durante la bandiera rossa.

Sarà interessante quindi vedere come entrambe le parti reagiranno già dal prossimo appuntamento, a Barcellona il 15 maggio. Tutti i team porteranno novità e sviluppi e c’è già tanta attesa per vedere come evolverà lo scacchiere di questa F1 2016.

Classifica piloti (top-10): 1 – Rosberg (100 punti); 2 – Hamilton (57 punti); 3 – Raikkonen (43 punti); 4 – Ricciardo (36 punti); 5 – Vettel (33 punti); 6 – Massa (32 punti); 7 – Grosjean (22 punti); 8 – Kvyat (21 punti); 9 – Bottas (19 punti); 10 – Verstappen (13 punti);

Classifica costruttori: 1 – Mercedes (157 punti); 2 – Ferrari (76 punti); 3 – Red Bull (57 punti); 4 – Williams (51 punti); 5 – Haas (22 punti); 6 – Toro Rosso (17 punti); 7 – McLaren (10 punti); 8 – Force India (8 punti); 9 – Renault (6 punti); 10 – Sauber (0 punti); 11 – Manor (0 punti);

Lorenzo Michetti