Il podio di Spielberg – Analisi e dichiarazioni

Con Paolo Gallorini andiamo alla scoperta dei fatti salienti che hanno caratterizzato il Gran Premio d’Austria di scena sull’esaltante circuito di Spielberg.

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Da sinistra verso destra Verstappen, il vincitore Hamilton e Raikkonen sul podio del GP Austria (© Getty Images)

 

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “E’ stata una gara incredibile, davvero molto difficile, corsa su una pista fantastica. I fischi di alcuni tifosi? Non sono un problema mio ma loro. Io sono qui per vincere, Rosberg ha commesso un errore in curva uno, ho avuto la possibilità di andare esterno in curva due e gli ho lasciato parecchio spazio. Poi Nico ha fatto un bloccaggio, credo abbia avuto un problema sui freni”.

L’ultimo giro del Gran Premio d’Austria potrebbe aver cambiato le sorti di questo mondiale. Lewis Hamilton nel giro di due curve è passato dal perdere ulteriori sette punti in classifica nei confronti del suo compagno di squadra Nico Rosberg a guadagnarne tredici. Una vittoria che, per come è arrivata, può davvero influire molto sull’economia di questo campionato.

coppacoppaMax Verstappen (Red Bull): “Mi sono divertito tantissimo, è fantastico essere arrivato secondo. La gara è stata emozionante. Devo assolutamente ringraziare il team per avermi affidato una macchina grandiosa quest’oggi. Spero di continuare su questa strada nei prossimi Gran Premi!”.

Un Verstappen orgoglioso brinda a un secondo posto che per la Red Bull è oro colato (© Getty Images)

 

Verstappen si conferma, ancora una volta, un “animale da gara”: se in qualifica mostra ancora qualche lacuna (se così possiamo chiamare le prestazioni di questo formidabile diciottenne), in gara l’olandese si rivela un pilota praticamente impossibile da superare: eloquente, a tal proposito, la fatica che Lewis Hamilton al volante della Mercedes con gomme decisamente più fresche, ha fatto per superarlo nelle ultime fasi di gara. E’ di piloti come lui che la Formula Uno, oggi, ha un grande bisogno.

Per Raikkonen una terza piazza che salva l’onore della Ferrari (© Getty Images)

coppacoppacoppaKimi Raikkonen (Ferrari): “Con la velocità di cui disponevamo non abbiamo ottenuto quello che potevamo ottenere. Nel corso delle prossime gare cercheremo di fare di più, perché l’obiettivo della Ferrari non è di certo questo. Certamente per noi non è stata una giornata semplice, ma io ho fatto il mio lavoro. Forse c’è stata la possibilità di poter superare Max anche se nel corso dell’ultimo giro sono state esposte le bandiere gialle per l’incidente di Sergio Perez: è stato bravo lui a tenere duro, queste sono le gare. Sono dispiaciuto per Sebastian e per il problema che ha avuto sulla sua Ferrari”.

A un certo punto è sembrato che per Kimi non ci potessero essere più speranze di salire sul podio. Invece, dopo aver ritrovato il ritmo, il pilota finlandese è riuscito a risalire la classifica, arrivando a ridosso di Max Verstappen. Il possibile rinnovo contrattuale con la compagine di Maranello oltre il 2016 passa anche da gare così, intense ma per svariati motivi foriere di soddisfazioni.

 

 

Il commento

Quella andata in scena lo scorso fine settimana è stata un’edizione del Gran Premio d’Austria che ci ricorderemo per molto tempo. Gli appassionati di tutto il mondo si erano ormai probabilmente dimenticati di come la Formula Uno possa regalare finali di gara così rocamboleschi. Sembrava fatta per Nico Rosberg quando, a due giri dalla fine, era riuscito ad incrementare di qualche decimo il gap che lo separava da Lewis Hamilton, sfruttando abilmente i doppiaggi da effettuare. Lewis però non si è arreso e ha sferrato un grande attacco al compagno di squadra in curva due: Nico ha cercato di difendere la posizione tenendosi largo, ritardando il più possibile la frenata e il contatto tra le Frecce d’Argento è stati inevitabile. Rosberg ha corso una gara davvero convincente, da campione. Partito dal sesto posto a causa della penalità che gravava su di lui per la sostituzione del cambio, è riuscito a rimontare fino a conquistare la leadership della corsa. Probabilmente nel corso dell’ultimo giro non ha voluto accettare di finire dietro a Hamilton e di conseguenza ha deciso di mantenere quel comportamento aggressivo tipico, solitamente, di Hamilton.

La Ferrari, per l’ennesima volta, ha dovuto scontrarsi con la sfortuna e con episodi di volta in volta più o meno negativi. Sebastian Vettel è stato costretto a scontare una penalità di cinque posizioni sulla griglia per la sostituzione del cambio, che lo ha relegato a centro gruppo. In gara, dopo una partenza non particolarmente brillante, il team di Maranello ha provato una strategia differente con il pilota tedesco, provando ad andare “lunghi” con il primo stint. Purtroppo per il pilota della Scuderia, gli pneumatici Pirelli non hanno retto abbastanza: la posteriore destra di Vettel è letteralmente esplosa, costringendolo al ritiro dopo 27 tornate. Kimi Raikkonen, approfittando dei problemi accusati dal compagno di squadra e del contatto nel finale tra le due Mercedes, è riuscito ad arpionare un altro podio: il driver finlandese, ora, può vantare gli stessi punti in classifica del suo compagno di team.

Le Red Bull di Verstappen e Ricciardo ai ferri corti con la SF16-H di Vettel (© Getty Images)
Button in azione sui saliscendi del Red Bull Ring (© Getty Images)

 

Da segnalare l’ottima prova messa sul piatto da un irriducibile Jenson Button: il pilota della McLaren-Honda, forse galvanizzato da una fantastica qualifica, ha beneficiato delle penalità comminate in qualifica a Nico Rosberg e Sebastian Vettel, scattando così dalla terza posizione. Button, a Spielberg, ha condotto una gara solida, concludendo al sesto posto finale. Sicuramente un risultato difficilmente prevedibile alla vigilia per una McLaren ancora alla ricerca di prestazioni e affidabilità.

Risultato persino più clamoroso è stato quello ottenuto da Pascal Wehrlein al volante della Manor: il giovane pilota in orbita Mercedes ha chiuso al decimo posto, conquistando i primi punti per il team inglese dai tempi di Montecarlo 2014, quando Jules Bianchi riuscì a concludere in nona posizione.

Paolo Gallorini