F1 Weekly – Primo confronto tra Ferrari e Mercedes a Montmelò, nuovo format per le qualifiche e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina. Testi a cura di Paolo Gallorini. 

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PRIMA TORNATA DI TEST A BARCELLONA: MERCEDES STAKANOVISTA, FERRARI INAVVICINABILE NEI TEMPI

Vettel e Rosberg sotto i riflettori nei primi test pre-stagione a Barcellona (© Getty Images)

 

Consegnata agli archivi la sessione inaugurale di test invernali al Circuit de Catalunya di Barcellona, ecco sviscerata una prima analisi, squadra per squadra, utile a comprendere più in dettaglio chi è riuscito a fare maggiormente la differenza nella quattro giorni di prove in terra iberica.

Primi chilometri per la debuttante Haas, qui condotta da Grosjean (© Getty Images)

Mercedes: notevole il ritmo tenuto dalla nuovissima W07-Hybrid. La Mercedes non sembra essere sazia dopo aver dominato quasi ogni appuntamento delle due stagioni passate e si è presentata a Barcellona con una vettura di primo acchito abbastanza simile a quella del 2015, sebbene con una serie di specifiche dedicate che sembrano averla resa ancora più performante. L’affidabilità sembra essere infatti l’arma in più delle Frecce d’Argento affidate a Lewis Hamilton e Nico Rosberg.
Ferrari: a differenza degli anni passati, quando la Scuderia di Maranello prediligeva l’accumulo di esperienza in termini di chilometri percorsi, quest’anno la Ferrari sembra aver voluto già provare a ricercare la prestazione. La SF16-H ha infatti stabilito tempi di tutto rispetto nei quattro giorni di test e pare aver recuperato almeno una buona fetta del gap che separava il team italiano dalla Mercedes. Basterà? I piloti sembrano essere fiduciosi. Kimi Raikkonen, al termine delle prove, ha dichiarato: “Abbiamo lavorato molto su diversi parametri, d’altronde la macchina è nuova e ci sono tantissime componenti da sistemare. Stiamo cercando di capire come la vettura si comporta e reagisce alle regolazioni. Nel complesso siamo soddisfatti, ma sappiamo che c’è ancora tanto lavoro da fare” . Anche Sebastian Vettel sembra ottimista: “Le sensazioni sono davvero positive, si notano già i miglioramenti che nel corso di questi mesi la Ferrari è risuscita a compiere. Mi sono sentito abbastanza a mio agio, ma ovviamente la strada è lunga”.
Red Bull: il team anglo-austriaco sembra aver retto bene alla delicata e intricata situazione a cui si era esposta nel corso degli ultimi mesi del 2015. Infatti, nonostante sia stato l’ultimo team a decidere con quale power-unit equipaggiare le proprie monoposto, il progetto sembra essere nato bene. Il guaio, semmai, è che il motore Renault rischia di essere un handicap che molto probabilmente non consentirà a Daniel Ricciardo e Danil Kvyat di competere alla pari con gli altri top team.
McLaren: nei primi tre giorni di test sembravano essere stati risolti i problemi di affidabilità che hanno caratterizzato, in negativo, tutta la scorsa stagione. Nel corso dell’ultimo giorno di test, però, Fernando Alonso ha potuto effettuare solamente tre giri cronometrati, a causa di un problema di raffreddamento occorso alla power-unit Honda. La Casa nipponica pare comunque avere svolto un buon lavoro nel corso di questi mesi: la potenza e l’affidabilità dovrebbero essere migliorate in modo significativo.
Renault: il ritorno da costruttore “totale” non è dei più semplici. Sul fronte dei piloti, Magnussen prova a scrollarsi di dosso la ruggine di una stagione spesa al muretto della McLaren, Palmer invece sembra tuttora attraversare un periodo di adattamento dinanzi alla novità dell’inedito ruolo da driver titolare in una squadra di Formula Uno. Sulla nuova vettura c’è molto da lavorare: la livrea, aspramente criticata fin dal giorno della presentazione, non sembra essere l’incombenza primaria per gli uomini chiamati a rilanciare la difficile eredità della ex Lotus. I colori cambieranno, le prestazioni non si sa…
Manor: la piccola scuderia inglese, a differenza degli anni passati, potrebbe essere in grado di dire la sua nel corso del campionato. La nuova partnership tecnica avviata con Mercedes e Williams sembra, infatti, aver permesso al team diretto da Dave Ryan di fare un salto di qualità importante. Con Pascal Wehrlein al volante, inoltre, potrebbero anche riuscire ad affacciarsi in zona punti in qualche occasione. Tutto da decifrare, invece, il contributo che potrà fornire Rio Haryanto, reduce in ogni caso da un 2015 positivo vissuto in GP2 capace di riservargli alcune vittorie e diverse soddisfazioni personali.
Williams: la premessa è che la vettura di Grove, battezzata FW38, non sembra essere molto diversa rispetto all’anno scorso. L’obiettivo rimane quello di confermare il terzo posto nel campionato costruttori, anche se la concorrenza è forse persino più agguerrita. I piloti, Felipe Massa e Valtteri Bottas, hanno già espresso fiducia sulle potenzialità del pacchetto approntato da Pat Symonds.
Force India: avvio tutto sommato produttivo per il team diretto da Vijay Mallya, del quale però si continua a dire (tanto per cambiare) che lascerà presto il vertice della squadra complici i soliti intoppi di natura finanziaria. Realtà o fantasia? Nel dubbio, il trio di piloti in azione a Barcellona (il tester Celis compreso) compie il suo dovere, mentre la nuova monoposto non sembra faccia rimpiangere quella del 2015.
Haas: inevitabili problemi di gioventù sulla VF-16 condotta da Romain Grosjean ed Esteban Gutierrez, per il resto una grande forza di volontà mostrata dai tecnici della squadra capitanata da Gunther Steiner, vecchia conoscenza della Formula Uno. Se sono rose…
Sauber: partecipa alla prima sessione di prove invernali utilizzando la datata C34. Va da sé che ogni valutazione deve essere rimandata al momento in cui, l’1 marzo, la nuova C35 solcherà finalmente la pista di Barcellona. Con Felipe Nasr e Marcus Ericsson impazienti di dire la loro.
Toro Rosso: la power unit Ferrari, anche se nella sua versione 2015, è una sicurezza: potenza e affidabilità garantita per il team faentino. Un punto interrogativo è rappresentato da una specifica di motore che di gara in gara diventerà giocoforza obsoleta complici gli inevitabili aggiornamenti proposti dalle compagini rivali. Alla Toro Rosso, comunque, si aspettano più concretezza e una ritrovata abilità nel massimizzare il risultato con una buona dose di piazzamenti in zona punti.

La top ten assoluta al termine della prima sessione di prove in Spagna (© Formula1.com)

 

STRAVOLTO IL FORMAT DELLE QUALIFICHE. BRIATORE DICE LA SUA SUL FUTURO DI MONZA

Lo Strategy Group e la Formula Uno Commission hanno approvato il nuovo sistema di qualifiche per cercare di rendere più spettacolare l’ora di prove ufficiali del sabato con la quale si delinea la griglia di partenza per la gara della domenica. Addetti ai lavori e spettatori di tutto il mondo si interrogano sulla reale necessità di modificare il format delle qualifiche a cui ormai da parecchi anni ci si era abituati. La decisione ormai è però stata presa, anche se dovrà essere ratificata in via definitiva entro il 4 marzo, e dovrebbe già essere in vigore a partire dalle prove del sabato del Gp di Melbourne in programma il prossimo 19 marzo. La sessione resterà divisa in tre segmenti: Q1, Q2 e Q3. La prima manche avrà una durata di 16 minuti ma già dopo 7 minuti il pilota più lento sarà eliminato e dovrà rientrare ai box. Da questo punto in poi le eliminazioni si susseguiranno ogni 90 secondi, così da scremare il gruppo e portarlo a quota 15 piloti, i quali potranno accedere al Q2. Nella seconda fase di qualificazione faranno testo le medesime regole previste per la precedente sessione, con la differenza che questa avrà una durata di 15 minuti e le eliminazioni inizieranno allo scoccare del sesto minuto, lasciando così in pista 8 piloti. Questi ultimi potranno partecipare al Q3, che durerà 14 minuti; in questo caso la scrematura inizierà a partire dal quinto minuto. Nel finale resteranno a sfidarsi solamente due piloti, che negli ultimi 90 secondi potranno giocarsi la pole position. Sicuramente si tratta di un format un po’ complicato da spiegare e da comprendere dopo una rapida lettura. L’obiettivo dichiarato è quello di incentivare lo spettacolo e soltanto tra qualche mese si potranno tirare le somme su un nuovo sistema di qualificazione destinato a fare discutere. Daniel Ricciardo, interpellato dai colleghi di F1.com, ha dichiarato: “Questo format metterà sicuramente più pressione a tutti quanti. Oltre a impegnarsi fin da subito per fare segnare un giro buono sarà necessario sapersi collocare nel modo migliore nel traffico, soprattutto nel corso della prima manche”.

Briatore a colloquio con Abad, manager di Alonso, in una foto d’archivio (© Getty Images)

Così, mentre la Formula Uno sembra voler sposare seduta stante novità regolamentari eclatanti sul fronte della gestione dei weekend di gara, non smette di tenere banco il caso del Gran Premio di Monza, prossimo al rinnovo per alcuni o passibile di “taglio” secondo altri. Nel corso di un intervista a Radio Gr Parlamento, l’ex team principal della Renault Flavio Briatore ha dichiarato: “Le chances di avere ancora il Gp di Monza in calendario dopo il 2016 si attestano sul 90%. Finché Bernie Ecclestone non avrà ottenuto quanto chiede in termini economici, ecco che la tappa italiana resterà il rischio. Maroni, il presidente della Regione Lombardia, ha ragione quando dice che non c’è Formula Uno senza Gp di Monza, ma fino a quando Bernie non vedrà i suoi soldi nulla è assicurato”.

RIVOLUZIONE HONDA: HASEGAWA RIMPIAZZA ARAI AL VERTICE DEL COMPARTO MOTORSPORT

La Honda ha annunciato con un comunicato di avere rimosso dall’incarico Yasuhisa Arai, responsabile del progetto Formula Uno della Casa motoristica nipponica. La decisione sembrerebbe essere stata presa sulla base degli scarsi risultati ottenuti nel corso della passata stagione ma anche a causa delle forti pressioni esercitate dalla McLaren. La Honda ha poi specificato, attraverso i social network, che Arai andrà comunque a rivestire il ruolo di consigliere all’interno. Yoshiyuki Matsumoto andrà ad occupare la nuova poltrona di direttore e supervisore del progetto Honda F1, mentre Yusuke Hasegawa sarà colui che andrà a sostituire Arai come capo-ingegnere. Arai ha così commentato: “Con Yusuke Hasegawa la Honda è in mani sicure e il progetto Formula Uno andrà avanti nel migliore dei modi”. Hasegawa, infine, sembra essere fiducioso in vista del campionato che sta per iniziare: “La McLaren-Honda è reduce da una stagione molto complicata, ma sono stati compiuti significativi miglioramenti nel corso dell’anno. Il mio sguardo è già proiettato verso il futuro e, in particolare, a questo nuovo capitolo targato 2016”.

SAINZ ENTUSIASTA DELLA POWER-UNIT FERRARI

Sainz ha promosso la nuova power-unit Ferrari dopo i test di Montmelò (© Getty Images)

La Toro Rosso, nel corso del 2016, sarà come noto equipaggiata dalla power-unit Ferrari, seppure nella versione Abu Dhabi 2015. Si tratta, comunque, di un notevole progresso per la scuderia di Faenza dal momento che l’ibrido di Maranello garantirà molti più cavalli di quanto la Toro Rosso non disponesse lo scorso anno con la Renault. “La STR10 è una buona evoluzione della monoposto dell’anno scorso. Purtroppo non siamo ancora ai livelli di Red Bull, ma non siamo nemmeno messi così male. La cosa che più mi ha impressionato nei primi test in Spagna è stata la power-unit Ferrari: è molto più potente e la gestione è assai più semplice rispetto a quella della Renault”, ha dichiarato un entusiasta Carlos Sainz, affatto preoccupato dall’addio ai motori forniti dalla Casa della Losanga.

HAMILTON DICE NO A MONOPOSTO PIU’ PESANTI NEL 2017

Secondo il campione del mondo in carica Lewis Hamilton, le modifiche al regolamento tecnico della Formula Uno che dovrebbero essere approvate in chiave 2017, non sarebbero la strada giusta per incentivare la competizione. “Per avere monoposto più veloci basta alleggerirle, senza stravolgere i regolamenti. Quando ho iniziato a correre in Formula Uno, nel 2007, le vetture pesavano 600 chili, sollecitavano meno le gomme ed erano più agili. Oggi si sta parlando di portare il peso attorno ai 700 chili: il problema è che tanto più si appesantisce l’auto, tanto più questa forza graverà sulle gomme. A questo punto la Pirelli dovrà sviluppare un nuovo tipo di pneumatici che sopportino questo peso ulteriore. A tutto ciò, inoltre, si aggiungerà una perdita di carico aerodinamico non indifferente. Credo che noi piloti disponiamo dell’esperienza necessaria per indirizzare queste scelte: chi corre da 10-15 anni sa quali ingredienti occorrono per migliorare le vetture”.

HULKENBERG SI SCHIERA CONTRO I COCKPIT CHIUSI

Nel corso di un’intervista rilasciata durante la prima sessione di test invernali andati in scena a Barcellona dal 22 al 25 febbraio, Nico Hulkenberg ha voluto sottolineare la sua posizione in merito al sistema “Halo” (la copertura del cockpit per innalzare il livello di sicurezza delle F1 moderne, n.d.r.), già a partire dal 2017: “Il mio pensiero è del tutto personale, ma sono dell’idea che le vetture di Formula Uno debbano rimanere scoperte”. Nel corso del 2015, il pilota della Force India ha anche partecipato e vinto la celebre 24 Ore di Le Mans, campionato nel quale l’abitacolo è ovviamente coperto: “E’ un discorso totalmente diverso, le monoposto sono sempre state così e a mio giudizio non si deve cambiare proprio in virtù della storia di questa categoria”.

Paolo Gallorini