Push F1, verso Melbourne – Il debriefing dell’ingegnere: «La Manor? Piccola ma con ambizioni da grande»

Saverio Carillo (© Manor Racing)

Guardare al mondo della Formula 1 con gli occhi di chi nella massima categoria per monoposto ci vive e ci lavora tutti i giorni: è questo l’obiettivo di Push F1, sorta di nuova filiazione della rubrica madre Push to Rants, che in un certo senso intende condurre il lettore in pole position, là dove si svolge la vera azione, ovverosia nei paddock e sui circuiti troppo spesso “off limits” della Formula 1.

Annotazioni e curiosità sulla vita quotidiana dei box sviscerate da Saverio Carillo, ingegnere italiano del team Manor Racing in rampa di lancio nell’esclusivo parterre dei Gran Premi.

 

 

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Rio Haryanto al volante della Manor MRT05 nei test di Barcellona: è il primo indonesiano a disputare il Mondiale F1 (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]«La preparazione invernale della nuova vettura è stata intensissima: uno sforzo molto grande per tutti noi. Dopo una stagione 2015 ricca di ostacoli da superare, ecco che l’inverno ha messo sul piatto problematiche non meno impegnative». A pronunciare queste parole è Saverio Carillo, ingegnere napoletano poco più che trentenne di stanza a Oxford, Gran Bretagna, sede della più antica università di matrice anglosassone, che da un anno a questa parte è Systems Engineer del team Manor Racing, fino al 2015 Manor Marussia Formula 1 Team, dopo aver maturato esperienze importanti nelle fila del team Torino Motorsport e del team Carlin impegnato nelle categorie propedeutiche per monoposto in Europa e negli Stati Uniti d’America.

«Quando giunge il momento di macinare chilometri in pista, in apparenza ogni squadra sembra uguale all’altra – incalza il “nostro” ingegnere – mi preme però ricordare che il personale coinvolto in una struttura di piccole dimensioni come la Manor è un terzo rispetto a un organico medio di un top team di Formula 1. L’obiettivo che accomuna la Manor Racing a un top team è comunque identico: approntare la miglior macchina possibile, in termini di performance e affidabilità».

Riscontri incoraggianti nelle prove invernali

L’adrenalina per l’esordio di una nuova vettura, nella fattispecie la Manor MRT05 motorizzata Mercedes e affidata alle cure dei due rookies di belle speranze Pascal Wehrlein, 21enne tedesco di origini mauriziane, e Rio Haryanto, 23enne indonesiano, si percepisce nitida già a partire dalle prime prove pre-stagione, come sottolinea prontamente Carillo. «I test invernali di Formula 1 non sono simili né paragonabili a nessuna delle mie esperienze passate. La macchina è completamente nuova, il motore nuovo, il cambio nuovo. Tutto deve filare liscio, ma tutto potenzialmente può andare storto. Si lavora sulla macchina per ventiquattro ore al giorno, ininterrottamente, e quando possibile si organizza il personale per lo shift diurno e notturno. La squadra ha soggiornato per diciassette giorni a Montmelò, nelle vicinanze del circuito di Barcellona, dalla vigilia utile ai preparativi di rito fino al termine delle prove. Otto le giornate di test suddivise in due sessioni spalmate tra la seconda metà di febbraio e l’inizio di marzo, di per sé poca cosa in rapporto al tempo di permanenza del team in Spagna. Le prove invernali rivelano con buona approssimazione le qualità di ognuna delle monoposto presenti e da qui si può già intuire chi starà davanti e chi faticherà a reggere il passo della concorrenza al pronti-via del Mondiale di Formula 1. Ovviamente con le dovute eccezioni di chi si è palesemente nascosto. Nel complesso siamo abbastanza soddisfatti delle risultanze ottenute, pur nella consapevolezza di non avere sfruttato al cento per cento il potenziale della nuova MRT05».

Le linee accattivanti della nuova Manor spinta dalla power unit Mercedes (© Getty Images)

 

«Il team Manor versione 2016 ha un assetto molto particolare – puntualizza l’ingegnere – con il motore Mercedes e la trasmissione Williams, disponiamo infatti di personale proveniente da entrambe le scuderie, che collaborano attivamente con noi. È un po’ come avere tre teams in uno! Un aspetto fondamentale è soprattutto quello di coordinare in modo armonioso le diverse forze lavoro lasciando emergere le reali potenzialità della squadra. Il fondatore, John Booth, ha lasciato il team al termine del 2015, e con lui tutto il vecchio management ha salutato la compagnia. Abbiamo mantenuto il nome originario, modificando però da la ragione sociale da Manor Marussia Formula 1 Team a Manor Racing».

Fry e Tombazis nell’organigramma

Stephen Fitzpatrick, uomo d’affari britannico tra i fondatori della compagnia OVO Energy, leader nel settore della fornitura di gas ed elettricità, è il proprietario della squadra, mentre nelle vesti di Racing Manager troviamo Dave Ryan, trentacinque anni trascorsi in Formula 1 alla McLaren ricoprendo in successione i ruoli del meccanico, capo meccanico, Team Manager e infine Sporting Director. Alla presidenza c’è Justin King, già amministratore delegato della holding J Sainsbury plc, legata a doppio filo con la nota catena di supermercati inglesi Sainsbury’s, nonché padre di Jordan, 22enne pilota con all’attivo un 2015 vissuto nella GP2 Series alle dipendenze del team Racing Engineering e un presente da development driver della Manor nel Circus iridato. Tra le figure di spicco del nuovo management va poi menzionato John McQuilliam, direttore tecnico della compagine con sede a Banbury, Oxfordshire, nella ridente cittadina del Regno Unito in cui sorge anche il quartier generale europeo dell’americana Haas, che vanta precedenti di rilievo in Williams, Arrows, Jordan e Midland prima dell’approdo alla Marussia avvenuto nel 2014.

«Lo staff è notevolmente mutato – rivela il “nostro” ingegnere, quasi a voler prendere fiato prima di andare al succo del discorso – molti i neoassunti, e tra loro qualche nome d’eccellenza del calibro di Pat Fry e Nikolas Tombazis, entrambi ex pedine chiave della Ferrari, ingaggiati allo scopo di rafforzare l’organigramma tecnico della squadra. Attualmente Fry ricopre l’incarico di consulente del reparto ingegneristico, mentre Tombazis svolge le funzioni di capo aerodinamico: entrambi garantiscono quella dose di pragmatismo che in una realtà come la nostra può fare la differenza. Il team è in costante espansione e la nuova proprietà ambisce a investire sensibilmente in modo da scalare posizioni sulla griglia di partenza. Il 2015 è stato un anno difficile e avaro di soddisfazioni, ma con un telaio Marussia 2014 e una power unit Ferrari del medesimo anno, ormai datati, abbiamo portato a casa il massimo possibile».

Pat Fry, a sinistra, con Tombazis: dalla Ferrari alla Manor per iniziare insieme un nuovo capitolo professionale (© Sutton Images)

 

Già, la Ferrari, che nell’ultimo biennio, agli albori della nuova era all’insegna del turbo ibrido, ha fornito al team i propulsori rimpiazzando una Cosworth non attrezzata per preparare gli innovativi V6 da 1,6 litri di cilindrata resi obbligatori dal regolamento approvato dalle stesse squadre. «A Barcellona, in concomitanza dei primi test 2016, si è avvertita la mancanza del gruppo di uomini Ferrari che collaborava con noi l’anno scorso – evidenzia Carillo – l’atmosfera nei box è oggi molto diversa, direi seriosa rispetto al recente passato, forse anche nella consapevolezza di dover soddisfare aspettative sempre più elevate».

La Formula 1 non è per tutti

Perché il Circus non è un microcosmo popolato da lustrini e paillettes, anzi, dall’interno il “carrozzone” della categoria regina dell’automobilismo mondiale tollera ben poche distrazioni tra i suoi eletti soprattutto in un periodo dell’anno in cui le squadre premono a fondo sull’acceleratore dello sviluppo in vista di un campionato “monstre” articolato su ventuno appuntamenti. «Sfortunatamente non c’è stato alcun momento libero durante i test – rivela Carillo – con una media di ore di sonno tra le quattro e le sei giornaliere. Hotel e pista, pista e hotel, questo è stato il tran tran quotidiano per i membri della squadra. Al di là di quello che si può pensare osservando il paddock dall’esterno, questa è una vita abbastanza dura, che molto spesso accetti di sostenere in quanto spinto dalla passione per il motorsport. Rinunciare quasi sempre ad avere un weekend libero, alle vacanze, quindi perdere i contatti con molti dei tuoi amici, e lavorare ogni giorno una montagna di ore fa parte del gioco: chi non è disposto ad accettare queste regole non può operare in un ambiente competitivo e totalizzante qual è la Formula 1».

Pascal Wehrlein impegnato nei test a Montmelò: il protetto del manager Toto Wolff è il campione DTM 2015 (© Getty Images)

 

«E anche se si gira il mondo, bisogna tenere bene a mente che il nostro mondo è fatto quasi sempre di voli, alberghi e pista, non esattamente una vacanza come qualcuno crede. Si sta lontano da casa per più di centosessanta giorni all’anno! E quando si torna alla base c’è sempre tanto lavoro da fare in preparazione dell’evento successivo. Per questi motivi, molto spesso le persone trascorrono brevi periodi in Formula 1, sempre intensi e logoranti, poi decidono di voltare pagina. Altri, invece, continuano, facendone uno stile di vita».

“Strane” conversazioni radio e vigilia di campionato

C’è però un episodio divertente che il “nostro” ingegnere vuole raccontare ai microfoni di Motorsport Rants: «Durante la prima tornata di test al Circuit de Catalunya, a febbraio, il ritmo era serratissimo. A un certo punto avevo assoluta urgenza di correre al bagno, ma il problema è che la sessione era in pieno svolgimento. Vado al bagno ed ecco che proprio in quel momento mi chiamano in radio. È stato imbarazzante, in quel frangente, avere una lunga discussione alla radio con il team; beh, spero almeno che non abbiano ascoltato i rumori in sottofondo!».

Haryanto scambia pareri nel box Manor: anche per lui si avvicina il momento della verità in Australia (© Getty Images)

 

La sabbia idealmente contenuta nella fatidica clessidra si sta velocemente esaurendo e, come ci rammenta sornione Carillo, di altri frizzi e lazzi a breve raggio dal Gran Premio inaugurale in programma a Melbourne nel weekend del 18-20 marzo non è proprio il caso di parlare: «Il post Barcellona è stato subito incentrato sulla preparazione della gara in programma a Melbourne il prossimo fine settimana, dove tutti noi dovremo confrontarci con il nuovo format di qualifica a eliminazione iniziando anche a scoprire gradualmente le nostre carte in attesa della gara di domenica. Sì, finalmente la Formula 1 riparte dall’Australia e il team Manor Racing è impaziente di lanciare questa nuova sfida anche attraverso le pagine di Motorsport Rants!».

Twitter @Fra55oni