Raikkonen niente Red Bull, perché?

A meno di clamorosi colpi di scena (sempre possibili in un mondo “pazzo” come quello della F1) il matrimonio tra Raikkonen e la Red Bull non si farà.

Dopo l’anticipazione della Sport Bild (secondo cui a Spa sarà ufficializzato l’approdo di Ricciardo nel team anglo-austriaco) sono arrivate le dichiarazioni di Steve Robertson, manager di Raikkonen, che al giornale finlandese Turun Sanomat ha confermato il fallimento della trattativa con la Red Bull.

In attesa di conoscere l’effettiva destinazione di Raikkonen (resta in Lotus? Torna in Ferrari?) qui ci chiediamo le ragioni del mancato accordo con la Red Bull, provando ad esaminare la questione da punti di vista diversi, perfino opposti,limitandoci a fornire un elenco e lasciando ad ognuno la possibilità di formarsi la propria idea e di scegliere l’alternativa (o le alternative) che ritiene più probabile(i).

Dunque passiamo in rassegna i possibili motivi, alcuni di essi complementari, altri antitetici, alcuni molto plausibili, altri volutamente provocatori.

– Non è stato raggiunto l’accordo economico.
– Non è stato raggiunto l’accordo sulla durata del contratto.
– La Red Bull chiedeva la partecipazione di Raikkonen a molti eventi o attività di pubbliche relazioni e il finlandese non ha accettato.
– Raikkonen non ha ricevuto garanzia di un trattamento paritario con Vettel.
– Raikkonen ha preferito evitare il confronto con Vettel.
– Raikkonen teme non tanto Vettel in sé, ma la posizione di Vettel in Red Bull (il tedesco è nel team dal 2009, vi ha già tre mondiali, è sulla strada del quarto, personalità influenti del team stravedono per lui)
– Raikkonen vuole rimanere in Lotus: è in lotta per il mondiale e un addio avrebbe rovinato l’equilibrio nel team pregiudicando la rincorsa all’iride.
– Raikkonen vuole rimanere in Lotus perché si trova bene e crede nel progetto a medio-lungo termine
– Raikkonen vuole tornare in Ferrari perché pensa che i cambiamenti regolamentari (nuovi motori, parziale ridimensionamento del fattore aerodinamico) e l’arrivo di Allison a Maranello possano rilanciare il Cavallino.
– Raikkonen vuole tornare in Ferrari perché sarebbe una grande rivincita morale e sportiva dopo il suo allontanamento a fine 2009.
– La Ferrari ha anticipato la Red Bull e ha già preso Raikkonen e l’annuncio sarà dato successivamente: a Maranello hanno finalmente capito che bisogna giocare con due punte e/o hanno voluto evitare che un concorrente già fortissimo si rafforzasse ulteriormente.
– In F1, come in tutti gli sport, esistono i cicli vincenti: Raikkonen pensa che anche quello della Red Bull è destinato ad esaurirsi e quindi preferisce altre alternative.
– La Red Bull ha preferito promuovere Ricciardo perché in caso contrario l’intero programma giovani ne sarebbe uscito ridimensionato e delegittimato.
– Indipendentemente da ogni possibile implicazione sul programma giovani, in Red Bull pensano veramente che Ricciardo sia o possa diventare un top driver.
– Promuovendo Ricciardo si libera un posto in Toro Rosso e un altro esponente del vivaio arriva in F1.
– In Red Bull hanno pensato che l’arrivo di Raikkonen avrebbe potuto guastare un meccanismo pressocchè perfetto.
– In Red Bull hanno pensato che l’arrivo di Raikkonen fosse un lusso non necessario.
– In Red Bull hanno pensato che Ricciardo sia preferibile a livello di immagine e dal punto di vista del marketing sia più funzionale al brand Red Bull (è più giovane, più disponibile con i media, l’Australia è un mercato grande e interessante).
– Vettel si è opposto all’arrivo di Raikkonen.
– L’influente Marko ha spinto Ricciardo.
– Nell’immaginario collettivo la Ferrari è il team totalmente incentrato sulla prima guida e Alonso è il pilota “pavido” che sfugge il confronto con compagni di squadra che possono batterlo o metterlo in difficoltà. I fatti però ci dicono che nel 2012 con Hamilton sul mercato la Red Bull ha confermato Webber e quest’anno con Raikkonen libero hanno scelto Ricciardo. Con tutto il rispetto per Webber e Ricciardo e senza arrivare agli estremi della politica Ferrari, aldilà delle frasi di circostanza forse anche in Red Bull preferiscono avere un numero uno e un numero due: per il titolo piloti Vettel è una garanzia e per il titolo costruttori basta anche Ricciardo e quindi prendere Raikkonen non era indispensabile.

E voi che ne pensate?