Forse è anche da queste cose che si denota la maturità e la personalità delle persone: RaiSport Motori, dopo aver perso i diritti per la Formula 1 ed esser stata oggetto di critiche, anche forti, ha ben pensato di scappare via chiudendo l’account Twitter.
Evidentemente per loro era troppo oltraggioso sentirsi le critiche di tanti appassionati da casa scontenti del loro operato e ancor più dalla prospettiva di dover pagare per poter vedere la Formula 1 il prossimo anno. Hanno provato una difesa d’ufficio nella serata di ieri, dando la colpa ad Ecclestone e ai team che vogliono sempre più soldi, dando la colpa al sistema televisivo che castra la Rai rispetto alle altre emittenti, dando la colpa alla crisi economica. Han dato la colpa a chiunque senza fare una punta di autocritica.
L’avevamo già detto in passato, forse chi ha aperto quell’account, @F1Rai, non aveva ben presente come funzionasse Twitter, come avrebbe reagito il pubblico. Perchè dopo 15 anni di totale distacco tra chi fa tv e chi la guarda da casa, aprire un canale così diretto con il pubblico è stato come scoperchiare il vaso di Pandora.
I tifosi han potuto finalmente dire liberamente tutto ciò che pensavano, tutto ciò che non gli andava bene e qualcuno, per dovere di cronaca, ha fatto loro anche i complimenti. Ma, dati alla mano, erano una stretta minoranza. Le risposte piccate, spesso maleducate, rifilate agli appassionati erano all’ordine del giorno e ciò non ha fatto altro che peggiorare i già nefasti rapporti con i telespettatori.
E così, poco fa, la troupe diretta da Maurizio Losa, sotto i colpi delle risposte date dagli utenti ai tweets, ha abbandonato Twitter, preferendo scappare e battere in ritirata piuttosto che cercare un minimo di dialogo col pubblico. Non siamo mai stati teneri nei loro confronti ma, nonostante tutto, avremmo preferito un dialogo, una sana discussione dove magari ognuno poi alla fine rimaneva della sua opinione. Così siamo stati abituati a confrontarci, noi. Evidentemente, hanno preferito chiudere i ponti e rinchiudersi ancora una volta nella loro gabbia dorata, senza un feedback col pubblico, magari autoconvincendosi che da casa sono tutti entusiaati. Ma tranquilli, questo fastidio di dover aver a che fare con questo scontroso popolo di appassionati ingrati finirà presto, pochi mesi e ognuno andrà per la sua strada. In bocca al lupo a tutti.
E così, questo nostro post per il quale avevamo chiesto una replica, rimarrà ancora una volta senza risposta…
RaiSport Motori, (più) croce (ch)e delizia degli appassionati
Motorsport Rants Motorsports Speaker's Corner
@27rosso
ho visto ieri quella circolare, ma la circolare impedisce di dare “informazioni sensibili”, non di avere un dialogo con gli utenti. nella fattispecie, a loro penso fosse “impedito” magari di parlare di rai\sky ma non di commentare il gp, le prove, ricordare appunamenti, rispondere a domande sul gp da parte dei tifosi.
Tanto più che uno dei loro ultimi tweet è stato del tipo “Ci siamo stufati, pensavamo di poter parlare, visto che non ci volete ce ne andiamo”, tanto che molti han risposto “su mò non fate i permalosi”. Se poi l’abbian usato come scusa non so…
Sulle risposte piccate e prive di educazione io avrei da dissentire, certo non ti fanculizzavano, ma da un ente pubblico mi sarei aspettato risposte ben diverse. Chiedere ad esempio a Riccardo Turcato, uno degli editor di questo sito… Potessi, ti farei qualche copia e incolla…
Proprio l’8 giugno in Rai è stata emessa una circolare da parte del DG Lei in cui si vietava l’uso dei social network per i dipendenti Rai senza autorizzazione da parte dell’Ufficio Stampa.
Probabilmente per questo motivo è stato chiuso l’account e non per altro anche perchè chi lo gestiva ha sempre risposto in maniera educata e civile anche a chi insultava.
Gli utenti spesso hanno esagerato, vedi uno che in un tweet ha esordito con una bestemmia (e non aggiungo altro) e questo accade sempre se si lascia troppa libertà.
“hanno preferito chiudere i ponti per rinchiudersi nella loro gabbia dorata”….. esagerato, che strana idea! Forse si sono solo rifugiati all’estero e in un paese senza estradizione (il Brasile di solito funziona alla grande e se poi dicono che li manda Massa…)!