Una risposta a Dietrich Mateschitz (e non solo…)

Come sicuramente saprete la Pirelli, travolta dalle polemiche dopo il Gp di Spagna, ha annunciato cambiamenti a partire dal Canada, con un parziale ritorno alle caratteristiche delle gomme 2012 sperando di ridurre il consumo degli pneumatici e quindi il numero delle soste.

Chi ci segue assiduamente sa che noi di Motorsportrants avevamo lanciato l’allarme gomme sin dai test invernali, quando nei nostri articoli (dove vi avevamo fornito tutti i tempi di tutti i run dei piloti impegnati) avevamo sottolineato l’eccessivo degrado delle nuove Pirelli.

Francamente non ci avevano convinto gli “alibi” dell’asfalto rovinato di Jerez o delle temperature basse di Barcellona e in effetti i problemi si sono ripresentati (anzi forse sono addirittura peggiorati) anche in condizioni ambientali ideali.

In quella fase, lasciateci togliere questo sassolino dalla scarpa, eravamo stati tacciati di catastrofismo e ci eravamo sentiti rispondere “sono solo test, in gara la situazione si normalizzerà” da autorevoli esperti di media nazionali (i tweet sono ancora li’…).

Tutto ciò solo per dire che in buona sostanza siamo d’accordo con Dietrich Mateschitz, mr. Red Bull, che nel post-Barcellona ha dichiarato: “Tutti sanno benissimo quello che sta succedendo, questa non è più Formula 1. La competizione è tutta basata sulla gestione delle gomme . Le gare d’auto sono un’altra cosa, così invece non possiamo esprimere tutto il potenziale della nostra vettura e dei nostri piloti.”

Parole estremamente condivisibili. Al tempo stesso,però, non possiamo esimerci dal puntualizzare alcune cose.

Come mai Mateschitz si è guardato bene dal rilasciare queste stesse identiche dichiarazioni dopo il Gp di Turchia 2011?

Anche in quel caso l’usura delle gomme era stata esagerata e i pit stop erano stati 4…. Ah no, che stupido….In quella gara ci fu una doppietta Red Bull!

E come mai Mateschitz ha taciuto dopo il Gp di Spagna 2011?

In quel caso Alonso, che aveva guidato la gara nei primi 19 giri, fu costretto a ben 4 soste visto che la Ferrari non digeriva le Pirelli e arrivò addirittura doppiato…. Ma la Red Bull non aveva problemi con le gomme e infatti vinse Vettel e al patron austriaco stava bene cosi’…

Varrebbe poi la pena di chiedere a Mateschitz: è vera Formula 1 quella in cui architettura,dimensioni,peso,ecc dei motori sono rigidamente vincolate dal regolamento, per non dire standardizzate, con l’effetto di livellarne le caratteristiche e annullarne di fatto l’impatto sulle prestazioni ?

Strano, perché io ricordo una Formula 1, quella vera, in cui in pista c’erano contemporaneamente V8, V10 e V12 e il motore poteva fare veramente la differenza.

E’ vera Formula 1 quella in cui un cambio deve durare 5 gare e un motore oltre 2000 km?

Strano, perché io ricordo una Formula 1, quella vera, che seguiva davvero la sua anima di competizione estrema. Perché la Formula 1 è la Formula 1 e le gare di durata sono le gare di durata. La prima non è meglio o peggio delle seconde, semplicemente qualcosa di diverso.

E’ vera Formula 1 quella in cui lo sviluppo dei motori è congelato per 7 anni?

Strano, perché io ricordo una Formula 1, quella vera, che davvero poteva fregiarsi del titolo di “massima espressione della tecnica”.

E’ vera Formula 1 quella in cui i test sono vietati? E’ vera Formula 1 quella del tetto di spesa?
E’ vera Formula 1 quella in cui una squadra che negli anni ha investito acquisendo due circuiti di proprietà e ha implementato uno dei reparti motoristici più importanti al mondo non può usare né gli uni né l’altro?

E’ vera F1 quella che fa dire alla Porsche: no grazie, non siamo interessati ad entrare perché la possibilità di trasferimento tecnologico alle vetture stradali è penalizzata dallo strapotere dell’aerodinamica?

Queste domande sono rilevanti nella misura in cui la Red Bull ha costruito le proprie vittorie (assolutamente meritate sia chiaro) in un periodo (dal 2009 in poi) in cui il regolamento tecnico-sportivo presentava queste peculiarità, peculiarità che secondo alcuni (molti?) poco o niente hanno a che vedere con ciò che può essere definita “vera Formula 1”.

Eppure Mateschitz non se ne era mai lamentato…Della serie fin quando vinco, fin quando sono il più bravo ad interpretare il regolamento, fin quando ci sono regole che in una certa misura esaltano i miei punti di forza e “castrano” quelli dei miei contendenti, è tutto ok.

Per carità, il patron della Red Bull è in buona compagnia: ci ricordiamo tutti le dichiarazioni di Montezemolo, anche (e non solo) contro le gomme.

Ma questo non fa altro che dare ragione a Leo Turrini che, con la sua tagliente ironia, parla di “penoso atteggiamento dei Bibitari, che vincono per anni con valanghe di pit stop e nulla hanno da obiettare, poi perdono un Gp di brutto e scoprono che questo, con tante soste, non è più automobilismo. Ma loro sono quelli che non usano gli ordini di scuderia, che mandano le cartoline di Natale per pigliarti per il culo, eccetera. Appunto. Grandissimi, meravigliosi con il loro Triplete iridato. Io mi inchino, a patto di non inchinarmi ad una superiorità morale che non hanno e non hanno mai avuto.
Il fatto che Mateschitz si sia lamentato platealmente delle ‘scarpe’ è oggettivamente brutto sul piano etico, perchè somiglia al presidente di una squadra di calcio che tace sugli arbitri fin quando gli danno i rigori che non ci sono e poi si strappa i capelli la prima volta che gli fischiano contro”.

Dunque è passata la linea della Red Bull, le Pirelli cambieranno e se ne dovrà fare una ragione anche Boullier, team principal della Lotus, che avanti ieri ricordava che le gomme sono uguali per tutti e che le squadre ne avevano ricevuto i dati già nella seconda parte del 2012 (provandole peraltro nelle libere in Brasile) avendo modo e tempo di progettare e sviluppare le vetture 2013 in funzione di queste gomme, come avevano fatto loro in Lotus (e in Ferrari aggiungiamo noi).

Boullier sottolineava poi come un cambio del genere in corsa non fosse proprio una cosa bella dal punto di vista sportivo.

Beh, un fondo di verità c’è. Mi si risponderà: il cambio è giustificato da ragioni di sicurezza, non è possibile mettere a repentaglio l’incolumità dei piloti.

Sono d’accordissimo. A patto che questa obiezione non mi venga da chi si indigna se entra la sefety car perché ci sono detriti in pista, da chi si strappa i capelli perché ci sono le vie di fuga chilometriche, da chi pensa che le gare vere sono quelle che si corrono a Macao piuttosto che sull’isola di Man. Perché a quel punto non mi sembrerebbe più un’obiezione valida, ma solo un controsenso bello e buono.