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Formula 1

Via di fuga in asfalto, troppa sicurezza?

Partiamo dal fatto più eclatante, ossia la penalizzazione di Vettel. Punito perchè ha passato Button utilizzando la via di fuga. Seb ha prima provato a dire che era stato buttato fuori da Jenson, poi ha ritrattato non profondamente convinto, ma alla fine è stato retrocesso da secondo a quinto.
Non voglio star qui a sindacare sulla decisione dei commissari, se era giusta o meno, se era commisurata o meno. Anche se ho la mia idea.

Il punto è un altro, ossia il perchè Vettel abbia potuto passare un avversario pur andando allegramente fuori pista. Ma sopratutto: se il tedesco andava punito, come bisogna comportarsi se, ad esempio, un pilota in bagarre arriva lungo, esce sulla via di fuga in asfalto e ritorna in pista nella stessa posizione? Vale il principio del taglio di chicane? La domanda è lecita perchè se invece del parcheggio tanto caro all’accoppiata Tilke-Ecclestone ci fossero ancora erba e terra, in questo caso chi esonda dalla linea bianca qualche posizione l’avrebbe persa… Un pò come i ripetuti sconfinamenti del margine della pista e del cordolo in determinate curve veloci…

Sono anni che assistiamo a scene di questo tipo in circuiti di tutto il mondo in ormai qualsiasi categoria, con piloti che escono impunemente oltre i margini e continuano a gas spalancato come se nulla fosse. Con Vettel il vantaggio era palese, ma, ad esempio, in un giro di qualifica andare oltre la linea bianca qua e la qualche decimo te lo da. E psicologicamente il pilota tende a prendersi tutto l’asfalto a disposizione, tanto dentro o fuori la linea bianca per l’aderenza cambia poco. Anzi, in determinati casi, uscire vuol dire fare la curva più veloce. Ma penalizzazioni in questo senso sono eventi decisamente rari.

Forse, ancora più di Vettel domenica, aiuta ancora meglio a capire la questione la polemica sulle chiusure di Rosberg ad Alonso ed Hamilton in Bahrain. Anzi, li Hamilton riuscì a passare il tedesco di casa Mercedes “uscendo di pista” o, detta in altri termini, sfruttando l’asfalto all’esterno. (Si, evitiamo ogni commento sull’uniformità di giudizio…)

Ci hanno detto che le vie di fuga in asfalto sono una necessità perchè più sicure di quelle in ghiaia o erba, che non rallentano altrettanto efficacemente le vetture o che, nel caso della ghiaia, rischiano di far capottare l’auto. Perfetto, ok, avran fatto studi intensi sulla cosa e quindi ne sanno più di noi. Anche se mi rimane il dubbio di come facciano a rallentare una vettura rimasta senza freni o senza ruote, ma son piccolezze.

Quindi, secondo questo principio, abbiamo fatto diventare le migliori curve del mondo, come l’Eau Rouge, un’immensa distesa di cemento. Va beh, capita. Il problema è che ora, queste nuove vie di fuga sicuramente più sicure non permettono più la selezione tra Campioni e Piloti, tra quelli capaci di arrivare al limite ma di non superarlo. Una volta se sbagliavi una curva e mettevi una ruota fuori nel migliore dei casi ti intraversavi o perdevi tempo, nel peggiore c’erano le barriere ad attenderti. Oggi, sia nel migliore che nel peggiore dei casi, non ti succede assolutamente nulla, con un conseguente generale appiattimento dei valori.

E, ricordando la gloriosa uniformità di giudizio della FIA, uno si chiede perchè si valuta al millimetro l’uscita dai box e invece in gara puoi anche uscire con 4 ruote ma nulla succede…

Bastava vedere la gara Gp2 di sabato per rendersi conto che qualcosa non andava. Piloti che finivano spesso fuori e nulla perdevano, curve puntualmente allargate per far piacere al cronometro. E se sti ragazzi si abituano così, come possiamo poi sperare che in F1 arrivino altri Senna, Schumacher e compagni?

Io rimango dell’idea che, se le vie di fuga in asfalto sono il futuro perchè più sicure, allora bisogna trovare il modo di far di nuovo selezione. Un’idea, economica tutto sommato, può essere quella di piazzare, per almeno due metri, ma sarebbe meglio 5, all’esterno della riga bianca che delimita la pista di nuovo erba e ghiaia. Ma di quella vera, non dipinta che fa tanta scena e nessuna efficacia, almeno alla mia causa. Così facendo, si manterrebbe per intero le proprietà di sicurezza della via di fuga in asfalto, ma si riuscirebbe di nuovo a far, un minimo, di selezione. E pscologicamente i piloti ci penserebbero un paio di volte prima di allagarsi allegramente…

Ci han detto per anni che in Formula 1 ci sono i migliori piloti al mondo, ma  è un pò di tempo che non gli si permette di mostrare talento, capacità e pelo sullo stomaco. E ogni riferimento alla safety car durante la pioggia è puramente voluto.

Di Massimiliano Palumbo

Innamorato del Motorsport, appassionato di motori, talebano delle corse. Potete contattarmi via mail scrivendo a mpalumbo@motorsportrants.com, tramite Twitter menzionando @Palumbo_Max, oppure sulla pagina "Aforismi da corsa" su Facebook, o ancora su G+ al link qui sotto oppure su Instagram "palumbo_max"