Formula E: Buemi torna a sorridere

Berlino città blindata. No, non si tratta di contestatori della Merkel, quanto del circus della Formula E arrivato in terra teutonica per la terzultima prova del mondiale, contando il dietro front per la tappa moscovita e la doppia gara che animerà il week-end londinese, a luglio.

Pista tortuosa, da buona tradizione della Formula E, che permette buoni spunti e grandi frenate per la presenza di più tornantini. Ma non è il layout della pista a mischiare le carte in tavola, quanto la mole di penalità che i vari team si sono ritrovati tra le mani nella giornata odierna: già al termine delle qualifiche, entrambi i piloti Mahindra – Senna e Heidfeld – sono stati retrocessi per una pressione non conforme delle gomme, dovendo dire addio all’ottimo 4° e 5° posto che erano riusciti a garantirsi al termine della Super Pole. Identica sorte per Sarrazin (Venturi) e D’Ambrosio (Dragon Racing).

La griglia vede quindi un’inaspettata partenza dal palo di Jean-Eric Vergne, seguito da Sebastien Buemi, Daniel Abt, Sam Bird e Nelson Piquet Jr, finalmente alle prese con una NEXTEV TCR almeno in parvenza competitiva in Germania. Solo 8° Lucas Di Grassi, leader del campionato, mentre in fondo al gruppo troviamo l’arrembante Ma Qing Hua (14°), che buone cose aveva fatto vedere a Parigi, e il debuttante della serie, Renè Rast (13°) che ha sostituito Felix Da Costa nel team Aguri.13265886_1152617921444754_6168680287378012663_n

Alle ore 16, lo start: “JEV” viene facilmente passato da Buemi, da troppo tempo relegato in posizioni che, ad inizio campionato, nessuno credeva potessero ospitare il velocissimo svizzero. Alle loro spalle è un fioccare di contatti e carrozzerie danneggiate, come buona tradizione di un campionato in cui la ridotta velocità e la buona resistenza delle monoposto permette lotte quasi in stile Nascar. E sottolineo “quasi” per evitare facili dissidi.

A farne le spese sono entrambi i piloti NEXTEV, Piquet e Turvey, mentre alle loro spalle Senna manca il punto di frenata e travolge il povero Rast, distruggendo l’ala posteriore del povero rookie che ha avuto veramente poco tempo per abituarsi alle dinamiche più “movimentate” della Formula E. Nel frattempo, Vergne è riuscito a riguadagnare la prima piazza con un perfetto sorpasso al primo tornante, mentre Di Grassi si lancia all’inseguimento delle posizioni di vertice guadagnando 2 posizioni.

Al 6° passaggio, però, l’alfiere di casa eDams Renault “brucia” letteralmente il francese, che inizia a mostrare segni di cedimento nel ritmo gara, tanto da venir raggiunto rapidamente anche da Abt (che lo supererà poco dopo), Bird, Prost e Di Grassi. Come non detto, Bird è tra i tanti che in pista circolano con appendici alari sbilenche o indebolite da contatti e rimane vittima della temibile bandiera nera con cerchio arancione, vero incubo dei piloti durante la corsa poichè costretti a rientrare ai box – e sostanzialmente “buttare” la gara – anche per danni minimi che non intaccano la robustezza delle appendici alari.

13165934_1152618034778076_2839551728959277622_nVergne soffre sempre di più e questo lo porta a commettere due grossolani errori, sostanzialmente uno fotocopia dell’altro, che lo privano dell’ala anteriore alla chicane. Per sua fortuna, ciò avviene nel giro di rientro per il cambio vetture, e non perde troppe posizioni.

Concluso il valzer degli stop, quindi, Buemi si ritrova ancora in testa con un notevole vantaggio da amministrare su Abt. Alle loro spalle, Prost inizia a sentire il fiato di Di Grassi sul collo, con il brasiliano che ha tutto l’interesse e la convinzione a passare il pilota eDams per una questione di classifica, sia piloti che costruttori. In pista si accendono anche altri duelli, come quello tra Sarrazin e la De Silvestro – che si ritrova ai margini della zona punti – e tra Frijns e Heidfeld. L’olandese in particolare si distingue per la guida molto aggressiva e spettacolare, sintetizzata perfettamente da un sorpasso alla prima curva degno del miglior pilota del Mondiale Rally.

Di Grassi riesce a superare Prost e si mette a caccia del compagno di squadra, ma la sorte si mette in mezzo sotto forma di Loic Duval “spalmato” contro le barriere dopo aver perso il posteriore in curva. La non proprio celere risposta dei commissari costringe la direzione gara a sventolare bandiera verde solo a 2 giri dal termine, con le posizioni che rimangono sostanzialmente immutate fino all’arrivo, grazie anche al risparmio di energia operato sotto regime di safety car che ha permesso a molti piloti di rimediare ad eventuali squilibri di carica elettrica rispetto ai diretti avversari. Tra cui Di Grassi, forse il più danneggiato dalle neutralizzazioni visto il cambio vettura avvenuto 1 giro dopo quello degli altri, vantaggio che gli avrebbe permesso di arrivare a fine gara con più carica.

Affermazione di Sebastien Buemi quindi, la cui ultima vittoria risale all’ePrix uruguaiano di dicembre dopo il quale il driver svizzero ha mostrato momenti di debolezza e autentiche scenate da “premiere dame”. Dietro di lui Daniel Abt che non si è fatto problemi a negare punti preziosi al compagno di squadra, Lucas Di Grassi, giunto 3°. Ed è giusto così. Subito giù dal podio Prost, Vergne, Frijns, Heidfeld, Conway, De Silvestro e Sarrazin a chiudere la top-10. Top ten che esclude un sicuro protagonista come Sam Bird (11°) ed entrambe le NEXTEV TCR, le cui prestazioni in gara difficilmente si potevano sposare con le posizioni occupate in griglia.

Con il forfait della Russia, quindi, il circus di Alejandro Agag tornerà in scena il 2 e 3 luglio in terra britannica, ultimo atto di questa stagione 2015/2016. E vista la situazione in classifica – Buemi adesso ha solo 1 punto di ritardo da Di Grassi – è lecito aspettarsi tuoni e fulmini per le vie di Londra. E stavolta, l’uggioso tempo inglese non c’entra.

Lorenzo Michetti