Formula E, ne rimarrà soltanto uno: Di Grassi!

Chi ha detto che la Formula E non è in grado di regalare emozioni e sorprese? Probabilmente gli stessi che, al solo nominare la Rai, hanno perso ogni interesse per il campionato. Ebbene, non solo la gara di è stata trasmessa integralmente su Rai Sport 1 – con gli highlights di prove libere e qualifiche andati in onda durante la notte sul canale web – ma ha anche regalato uno spettacolo autentico in quel di Putrajaya. E ripeto per i neofiti della serie che, no, non è un insulto! Del resto, se un 4 volte campione del mondo come Alain Prost si permette di paragonare l’avvincente sfida tecnica del campionato di Alejandro Agag al clima che si respirava nella F1 degli anni ’80, un motivo ci sarà. No?

Che dire, il secondo appuntamento del campionato di Formula E è stato un vero incubo per 3 figure, essenzialmente: per coloro che hanno scommesso sui risultati, per i muretti del circuito e per i tecnici dei vari team. Tra contatti e inconvenienti meccanici, infatti, l’ePrix malese si è trasformato in un’ecatombe dal risultato tutt’altro che scontato. Ma partiamo dall’inizio.

12208309_1037593806280500_3188736079492228780_nIl week-end inizia con le classiche prove libere e con la notizia – non troppo sorprendente, alla fine, ma decisamente imbarazzante – della seconda dipartita consecutiva per il team di Jarno Trulli per non aver superato le verifiche tecniche. E, stavolta, la Motomatica si era anche premurata di far sapere ai fan su Facebook che “The worry is over! Our Motomatica JT-01’s have arrive safely in Putrayaja! #LetsRace”. Insomma, dopo l’errore doganale a Pechino – per cui la società abruzzese ha avviato un’indagine interna – e i dissapori con Duran – che a detta di patron Jarno non ha rispettato il contratto – è l’ennesima tegola per la compagine italiana.

Ma se per Trulli ci sono solo guai, a partire davanti a tutti è stato, neanche a dirlo, Seb Buemi. Il mattatore di Pechino. Dietro di lui, a completare le prime 5 posizioni della SuperPole, troviamo Sarrazin, Duval, l’ottimo Felix Da Costa e la seconda delle e.Dams condotta da Nicolas Prost, sfortunatissimo in Cina con quel cedimento – tuttora inspiegabile – che ne ha compromesso la gara. Le altre figure chiave del campionato – presente o passato – si sono piazzate più indietro: Di Grassi (6°), D’Ambrosio (7°), Heidfeld (11°), Bird (14°) e il campione in carica Piquet solo 16°. L’unica donna dello schieramento, Simona De Silvestro, ha chiuso in ultima posizione con l’unico – ingeneroso – distacco oltre i 2 secondi.

12182942_1032832406756640_94548606292318811_oCome da tradizione, invece della tipica attesa di almeno 1 giorno per assistere alla gara, in Formula E le ostilità sono andate in scena dopo poche ore dalla fine delle qualifiche. Pronti? Via. E la partenza dalla prima fila di Sarrazin evapora a causa dello spegnimento della sua Venturi. Rimozione della monoposto, nuova partenza e, questa volta, la procedura è regolare, con Buemi che scappa subito dove nessun altro è in grado di raggiungerlo, mentre nelle retrovie Villeneuve, Vergne e Heidfeld si giocano il ruolo di “pilota con l’auto più resistente”. Perde JV.

I primi 15 giri scorrono senza eccessivi intoppi, fatta eccezione per il ritiro di Turvey. Ma è poca cosa, in uno schieramento di 18 vetture. E, comunque, dice il saggio: “mai dire trofeo, se non ce l’hai nella teca.”

Le due e.Dams iniziano a rallentare: per Buemi si parla di un problema al software, mentre Prost Jr si ritrova alle prese con grossi problemi di temperature. Entrambi sono costretti a “pittare” con 2 giri di anticipo, cosa che li costringe ad una condotta nella seconda parte di gara incentrata principalmente sul risparmio, con il risultato di scivolare giù in classifica. Passa in testa il solido Di Grassi, seguito da Felix Da Costa con la monoposto del team Aguri che monta l’unità motrice della scorsa stagione. Ancora competitiva, senza dubbio, ma forse un po’ fragile, e infatti il portoghese ha visto spegnersi più volte la sua monoposto, facendogli perdere diverse posizioni.

12187865_1037594739613740_2187010903480126453_nIl brasiliano si avvia così ad una tranquilla e solitaria vittoria? No. La vettura del team Abt Audi non gli riserva sorprese, così come quelle del team Dragon Racing non ne riservano a Duval e D’Ambrosio. I due alfieri del team americano sembrano averne di più ma, se non è la meccanica a tradirti, può succedere che lo faccia l’uomo: Duval apre una sospensione al 30° passaggio, e 2 giri più tardi tocca la stessa sorte anche al team mate, tradito dall’asfalto sdrucciolevole.

Vince quindi Lucas Di Grassi, seguito da “quelli che non ti aspetti”: Sam Bird, autore di una rimonta impressionante dalla 14a posizione, e Robin Frijns, scattato 8° e ritrovatosi con un tirante dello sterzo rotto dopo un bacio troppo appassionato con il muro a 3 giri dal termine. 4° Sarrazin, abile a recuperare dal fondo, davanti a Da Costa. 9° Heidfeld, anche lui autore di una rimonta dall’ultima posizione dopo il testacoda al via, mentre Prost riesce a portare a casa un misero punto per lo sfortunato team e.Dams. Primi punti anche per Piquet, in 8a posizione. Villeneuve sfiore la zona punti e, dietro di lui, giunge Buemi che racimola comunque 2 punti grazie al giro veloce.12227159_1037570286282852_2657203606691584967_n

L’aveva detto Di Grassi, dopo Pechino: “L’inizio di stagione è stato buono, poteva essere molto peggio. Ma poteva anche andare meglio. Dobbiamo ancora migliorare il nostro ritmo, ma la macchina è veramente competitiva. Il campionato è lungo, e noi proveremo a mettere pressione ai nostri concorrenti…”. Si può dire che sia stato di parola, vista la conquista della prima posizione in classifica piloti e anche nel costruttori per il team ABT Schaeffler Audi Sport.

Prossimo appuntamento a Punta Del Este il 19 dicembre. Chi sarà a fregiarsi di un regalo natalizio anticipato conquistando l’ePrix uruguayano? Manca ancora un mese per saperlo. Nel frattempo, rimane da vedere il video degli highlights di Putrajaya che già per l’inusuale duranta di 6 minuti lascia intendere l’avvincente gara andata in scena stamane.

E non sarà l’ultima, se solo ci si abituasse a non paragonare questo campionato con altre serie in cui potenza e velocità la fanno da padroni – seppur a scapito di spettacolo e vicinanza allo spettatore, talvolta -, iniziando a vedere “l’elettrico” come un futuro importante per l’automobilismo, di strada e su pista. Non per scelta, ma per necessità. E visti i tempi, Alejandro Agag ha già vinto la sfida anche solo per il coraggio con cui ha tirato su questa piccola realtà.

Lorenzo Michetti