Formula E: a Long Beach la caduta degli dei.

Sarà anche una serie lenta, sciapa, “radical chic” e priva di quel rumore che dalla nascita delle automobili fa vibrare pareti e anime di appassionati, ma la Formula E non smette di sorprendere. E a sorprendere, nell’appuntamento americano in quel di Long Beach, è un’autentica caduta degli dei, una debacle totale dei valori in campo e dei pronostici più semplici.

I vari appuntamenti della serie di Agag concentrano tutte le attività in pista in un’unica giornata, quindi è difficile parlare di “colpo di scena” già nelle qualifiche in quanto manca il tempo necessario per “sedimentare” la notizia prima della partenza della gara. Tuttavia, i risultati destano scalpore ugualmente: entrambe le eDams Renault si ritrovano fuori dalla lotta per la Super Pole, con Seb Buemi 8° seguito dal compagno di team, a sua volta seguito da Jerome D’Ambrosio, vincitore – a tavolino, ma pur sempre ottima prestazione – dell’ultima tappa in Messico.

A contendersi le prime 5 posizioni sono Bird, Da Costa, Heidfeld, Di Grassi e Sarrazin. E a spuntarla, udite udite, è la Aguri di Da Costa, una monoposto rimasta fedele alla tecnologia della scorsa stagione. Uno smacco per tutti i team del campionato, fieri dell’incremento prestazionale raggiunto quest’anno a suon di investimenti e sviluppi.

Pardon, come non detto: la vettura del portoghese viene squalificata e retrocessa in fondo alla griglia per la pressione troppo bassa delle gomme – seppur di un valore minimo – con grande sollievo e miglioramento dell’ego personale delle varie squadre della Formula E. Tutti guadagnano una posizione, a partire da Sam Bird che artiglia la partenza dal palo e i 3 punti conseguenti, seguito da Lucas Di Grassi – in cerca di rivalsa dopo la squalifica nell’ePrix precedente – Sarrazin, Haidfeld e Frijns.12931131_1123245751048638_1110503143598253641_n

Scatta l’ora X e con essa scattano le 18 monoposto elettriche dai loro posti in griglia. Ma potrebbe anche non essere successo, a giudicare dal serpentone che si crea nel primo terzo di gara paragonabile ad una dose di cloroformio audiovisivo. Ma al 12° passaggio suona la sveglia: Buemi tenta un maldestro sorpasso ai danni di Frijns nel disperato tentativo di agguantare le posizioni di vertice, guadagnando un’ala troncata e, di fatto, la fine delle sue ambizioni. Stessa sorte toccata all’incolpevole Robin Frijns, caparbio nel tentare di arrivare al primo stop con un’auto di fatto privata dell’alettone posteriore.

Poche curve più avanti, Di Grassi conquista la testa della corsa con un sorpasso su Sam Bird. Posizioni immutate dopo il cambio vettura ai box, ma al 24° giro il britannico si auto-esclude dalla lotta per il podio con un incruento lungo in curva-5, piombando in settima piazza. Pochi giri più tardi, un drive through inflitto a Nicolas Prost per il mancato rispetto del tempo minimo al pit stop pone la pietra tombale sulla pessima giornata della eDams.

Ma manca ancora qualcosa, una variabile immancabile su una pista così stretta. Ecco quindi che al 34° passaggio fa il suo ingresso la vettura di sicurezza, costretta a palesarsi in pista per l’ennesimo schianto di Piquet contro il muro. Qualcuno lo avverta che i tempi del “crash gate” sono passati! Cartellino rosso non solo per il brasiliano, campione in carica della serie che a quanto pare non riesce a gestire il calo di prestazione del team cinese, ma anche per i commissari del circuito, lentissimi a spostare la Spark-NEXTEV nonostante si fosse fermata proprio all’uscita della pit lane.

La gara riprende a 3 giri dal termine, trasformando l’ePrix in una sorte di sprint race tra piloti che, insolitamente, non dovevano preoccuparsi della carica della batteria, grazie al risparmio operato durante la neutralizzazione. O almeno questa era l’aspettativa, nella realtà la gara si è conclusa senza significativi cambi di posizione, decretando la vittoria di Lucas Di Grassi, seguito da Stephane Sarrazin e Daniel Abt.

Il team Schaeffler Audi piazza quindi 2 vetture a podio, risultato che permette al team tedesco di avvicinarsi in maniera preoccupante alla compagine francese diretta da Alain Prost, salita di appena 2 punti grazie al – solito – giro veloce di Sebastien Buemi. Subito giù dal podio, invece, troviamo i portacolori del team Mahindra, Heidfeld e Senna. Solo 6° il poleman Bird. Ottima prestazione della De Silvestro che artiglia i primi punti dall’inizio della sua esperienza in Formula E.

E l’eroe delle qualifiche, Da Costa? Alla 27a tornata guadagna la nona posizione dopo un sorpasso su Vergne, risultato notevole vista la partenza dal fondo. Ma un problema tecnico lo ferma poco dopo. Insomma, oltre al danno la beffa!

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Ora una pausa di 20 giorni, prima di sbarcare sull’Ile de France – che di isola ha solo il nome essendo un distretto francese – e portare il vessillo delle corse eco-sostenibili anche nella capitale transalpina, grande novità di quest’anno.

Lorenzo Michetti