Formula E: si riprende (quasi) da dove ci si era interrotti

Per la serie full-electric di Alejandro Agag è stata un’estate caldissima, non tanto a livello climatico, quanto per la mole di novità che non solo confermano la bontà del progetto, ma capaci anche di aprire interessantissimi scenari per il futuro.

Futuro – più o meno prossimo – che vede un interesse sempre maggiore delle grandi case costruttrici, come Volvo e Mercedes. Ma anche di altre aziende pronte a inserirsi in veste di fornitori tecnici, come la Dome per i telai e una lunga lista di nomi per quanto riguarda le batterie: Sony, Panasonic, Porsche, Red Bull, McLaren, Total.

14572204_1251930221513523_3100248587368303114_nIl presente però non è da meno: l’Audi ha sposato in pieno la causa del team Abt Schaeffler in vista di un debutto ufficiale nel 2017, mentre la BMW ha avviato una partnership con il team Andretti. Finita l’avventura per Trulli a causa di perenni problematiche tecniche/finanziarie, ma il numero di squadre al via rimane costante grazie all’arrivo della Jaguar, sostenuta da Williams e Panasonic.

Novità anche per il calendario, con l’introduzione di Marrakesh, Bruxelles, Montreal e New York per un totale di 10 appuntamenti, due dei quali doppi. Proprio la tappa nella “Grande Mela” ha sollevato non poche proteste, vista la concomitante gara del WEC al Nurburgring dove dovrebbero essere al via diversi piloti di Formula E tra cui Sam Bird, Lucas Di Grassi, Sebastien Buemi, Stephane Sarrazin e Loic Duval.

Il circus di Alejandro Agag nasce come la quintessenza dell’innovazione, quindi per questa stagione 2016-2017 anche le vetture hanno subìto notevoli cambiamenti, e non solo a livello estetico con l’introduzione della nuova – e più avveniristica – ala frontale biplano: è stato abbassato il peso minimo delle vetture (da 888 a 880 kg) e innalzato quello del pacchetto batterie (da 200 a 230 kg). Modifiche che hanno costretto i progettisti a rivedere radicalmente le varie monoposto. Ma anche la gestione delle strategie subisce un notevole cambiamento, grazie ad un’energia di rigenerazione portata da 100 a 150 kW.
In linea con i principi del campionato, anche la Michelin ha approntato una nuova mescola che offre maggior aderenza e minore resistenza al rotolamento.

14595794_1254934421213103_1518207982971984213_nÈ con queste premesse che i 10 team di Formula E sono giunti ad Hong Kong per disputare la prima gara stagionale, dopo una serie di test che come al solito hanno esaltato il lavoro in casa Renault, ma che hanno anche lasciato le porte aperte a varie sorprese. Una delle quali si palesa proprio durante le qualifiche dell’appuntamento cinese, con la prima fila dominata dalle monoposto NextEV NIO di Nelson Piquet Jr. e Oliver Turvey seguite dai portacolori della DS Virgin Racing, Jose Maria Lopez e Sam Bird. Quinto Sebastien Buemi, abile a limitare i danni in una sessione di qualifiche resa particolarmente atipica e sgradita da una scelta infelice degli organizzatori, che hanno modificato la tortuosa chicane dopo curva-2 avvertendo i piloti solo 5 minuti prima di scendere in pista.

Una modifica non da poco, capace di rendere più lenta la percorrenza sul circuito e alterare il modo di affrontare la curva stessa. E con tutta probabilità è stato proprio questo il motivo all’origine dell’errore che ha relegato Lucas Di Grassi in 19esima posizione, e che ha anche portato ad un violento incidente di Robin Frijns. Danni tali da costringere la sostituzione della scocca e l’annullamento della Super Pole, che sarebbe stata spostata abbastanza da farla finire a ridosso della gara. Prospettiva non ideale per delle vetture che necessitano di tempi standard per rigenerare le batterie.

Con queste premesse e con questa inusuale griglia di partenza, ha preso il via la prima tappa della stagione 2016-2017! Una gara animata essenzialmente da sorpassi e contatti nelle prime fasi, uno dei quali ha visto protagonista proprio Di Grassi, successivamente costretto dalla direzione gara a sostituire il musetto. Ma proprio questo episodio ha permesso al brasiliano di gestire diversamente la gara, risparmiando energia e al contempo iniziando una rimonta che lo ha rapidamente portato nelle prime file.

Al giro 17, il secondo episodio chiave della gara: Lopez va dritto contro le barriere nella terribile chicane precedentemente citata e Piquet, nel tentativo di evitarlo, perde la testa della corsa. Sfruttando il momento di neutralizzazione, diversi piloti si precipitano in corsia box per l’usuale cambio vettura a seguito del quale Buemi si ritrova a condurre la gara, grazie anche ad un inconveniente elettronico che ha di fatto estromesso Sam Bird dalla lotta per l’alloro.

Dopo 45 giri transitano sotto la bandiera a scacchi Buemi e Di Grassi, separati da appena 2.7″, con l’inossidabile Nick Heidfeld a chiudere il podio. Un risultato impensabile dopo le qualifiche e anche analizzando le fasi di gara, vista l’improba rimonta del brasiliano e la difficile gestione delle temperature che ha dovuto affrontare lo svizzero sulla sua Z.E 16 per tutta la durata della corsa. Ma, alla fine dei conti, è una degna prosecuzione di quanto visto l’anno scorso.

Giù dal podio ma comunque soddisfatto Nicolas Prost, capace di risollevare un week-end iniziato con la necessità di giocare un “jolly” per sostituire un inverter difettoso. Da regolamento, la FIA permette di sostituire non più di una volta ciascun componente della vettura, pena un arretramento di 10 posizioni. Quindi ottima prestazione della e.Dams Renault che piazza due vetture nelle prime quattro posizioni, ma costretta a fronteggiare l’utilizzo di un “jolly” già nella prima tappa del campionato.

Ottima prestazione del team Andretti, che inizia questa stagione con un 5° e 6° posto dopo le deludenti prove dell’anno passato a dimostrazione che il sodalizio con BMW dà i suoi frutti. Solo 8° Turvey, che non è riuscito a concretizzare il 2° posto ottenuto in qualifica, mentre le Venturi di Engel e Sarrazin chiudono la top-10. Subito fuori dalla zona punti uno sfortunatissimo Piquet e 13° un altrettanto deluso Sam Bird. Tra i due l’unica Jaguar giunta al traguardo, segno che la compagine inglese ha ancora tanta strada da fare. Peccato per le nuove Spark-Renault del team Techeetah, nato sulle ceneri dell’Aguri, che non hanno visto il traguardo nonostante le ottime prestazioni mostrate nelle prove libere, frutto di un intenso lavoro durante l’estate e delle potenzialità del motore Renault.14606412_1254078297965382_850172420292727547_n

La Formula E riparte quindi con tante novità e la riproposizione di un duello feroce come quello tra Buemi e Di Grassi l’anno scorso, prospettive che fanno pensare ad una stagione 2016-2017 esaltante. Ma per averne un’ulteriore conferma, non resta che armarsi di pazienza e aspettare la tappa in Marocco del 12 novembre. RAI permettendo, si intende.

Lorenzo Michetti