Formula E: D’ambrosio nel caos di penalità e piagnistei

Il video del “Mexico City ePrix” potrebbe tranquillamente comparire in un eventuale remake di un film western, ad esempio nell’immortale “Il buono, il brutto e il cattivo” del maestro Sergio Leone. Magari con una piccola modifica al titolo: “Lo squalificato, l’outsider e il piagnone”. Tre appellativi, come tre sono stati i piloti che ieri hanno animato  – nel bene e nel male – la quinta tappa della Formula E.

E pensare che la prima metà gara è stata insipida quanto una commedia francese di quart’ordine. Chi ha iniziato a fare zapping o si è appisolato  – o entrambe le cose, perchè no? – si è perso uno spettacolo non indifferente!

Iniziamo dal principio: la tappa centro-americana del circus elettrico è iniziata nel segno di Sebastien Buemi, velocissimo nelle libere, e di Jerome D’Ambrosio, autore della pole grazie anche ad un grossolano errore dello svizzero in curva-4. Per la cronaca, il secondo errore grave in qualifica su 2 appuntamenti. Dietro al belga di origini italiche un sorprendente Nicolas Prost, finalmente competitivo quanto e più del suo tremendo compagno di casacca – si sospetta un’imbottitura del sedile a base di peperoncini – seguito dai ragazzi del team ABT Audi, Di Grassi e Abt nell’ordine._fer5966

La prima parte di gara vede il distacco dei primi 5 dal resto del gruppo, come se corressero su un altro pianeta, con il solo sorpasso di Buemi su Abt a rendere meno soporifera la scena. Ma al cambio della vettura, cambia anche la musica: Di Grassi sfrutta il giro di rientro ai box per sorprendere D’Ambrosio, mettendo quindi spazio fra sè e gli alfieri della e.Dams che nel valzer dei pit stop si scambiano di posizione.

Da lì in poi Lucas inizia a dettare l’andatura, aumentando il distacco dagli altri seppur gestendo al meglio batteria e gomme. Alle sue spalle, invece, inizia il melodramma: Buemi vede allontanarsi il suo diretto rivale in campionato, ma è anche forte di una vettura dalle prestazioni impressionante come quella francese. Forse un eccesso di fiducia, forse un pizzico di ingenuità, fatto sta che D’Ambrosio non ha intenzione di farlo passare e sfoggia un cocktail di furbizia e velocità che su Seb ha un brutto effetto.

Lo svizzero tenta giro dopo giro di sfruttare l’allungo sul rettilineo principale per poi portare l’attacco all’insidiosa prima chicane, molto stretta e da affrontare dopo una piega a destra che in qualifica ha causato anche un brutto quanto anomalo incidente a Nelson Piquet.

Ma Jerome, maliziosamente, teneva una traiettoria tale da non permettere al suo avversario di inserirsi con la vettura, causandogli un eccesso di bile sfogatasi tramite lunghi e irosi team-radio e gesti inconsulti rivolti al collega.

La tensione sale: al 29° giro Buemi tampona violentemente il belga. Al 36° dei 43 giri, l’ “orologio dell’apocalisse” in dotazione ai tecnici della Formula E ha segnato la mezzanotte: Seb supera Jerome di prepotenza alla prima curva. Il resto del giro si può sintetizzare con un numero imprecisato di tagli di curva, richieste di penalità urlate alla radio e frammenti di carrozzeria sparsi per il circuito appartenenti non solo alle vetture dei due contendenti, ma anche a quelle di Abt, Duval e Prost, che nel frattempo viene raggiunto dalla comunicazione di una penalità per un “unsafe release” in pit lane.

Alla fine Sebastien restituisce la posizione e tutti scendono a più miti consigli fino alla bandiera a scacchi, che saluta la vittoria di un Lucas Di Grassi totalmente dimenticato dalle telecamere nonostante un’affermazione pesantissima che gli permette di guadagnare la vetta in classifica piloti, mentre D’Ambrosio e Buemi si affiancano per tutto il rettilineo, con la regia che saggiamente decide di riprendere la scena abbastanza da lontano da non far distinguere i gesti che si scambiano i due.1

Nell’intervista post race, l’ex pilota della Toro Rosso si lamenta di come gli siano state chiuse tutte le traiettorie per tentare un sorpasso. Che è un po’ come andare a fare un esame di matematica all’università e prendersela col professore perchè non si è limitato a chiedere quanto faccia 2+2…

Comunque le tanto invocate penalità iniziano ad arrivare, ma non nel modo in cui si aspettavano: viene infatti squalificato Di Grassi, poichè la sua vettura viene trovata sottopeso di ben 1800 g! Addio vittoria, addio testa del mondiale e tante grazie da Jerome D’Ambrosio, che artiglia così il gradino più alto del podio. Ironia della sorte, il brasiliano venne privato di un’altra vittoria lo scorso anno in Germania per irregolarità nell’alettone anteriore, a tutto vantaggio proprio di D’Ambrosio anche in quel caso!2

In conclusione, nulla di fatto: Sebastien Buemi rimane leader della classifica piloti, ma perde tanto in quella relativa alla credibilità. Ci sarà da ridere nel prossimo appuntamento – a Long Beach il 2 aprile – visti i notevoli passi avanti fatti in casa ABT Schaeffler Audi e Dragon Racing che mettono in serio pericolo l’egemonia della compagine francese capitanata da Alain Prost.

Lorenzo Michetti