Guest post: Formula E – Intervista a Rob Arnott

photo: Andy Carver
photo: Andy Carver

In occasione dell’ePrix di Monaco, a raccontare la Formula E sulle pagine di Motorsport Rants insieme al nostro Lorenzo Michetti ci sarà anche Giacomo Sgarbossa, inviato speciale sulle strade del Principato per portarvi direttamente nel paddock della serie FIA per monoposto elettriche. Benvenuto Giacomo!

Rob Arnott, team principal di Andretti Autosport, è intervenuto ai microfoni di Motorsport Rants per descriverci le sue impressioni sul progetto Formula E ed il futuro di questa categoria. A lui abbiamo chiesto inoltre un’analisi comparativa dal punto di vista commerciale tra il Motorsport Americano e quello Europeo.

Rob, parlaci di questo nuovo campionato e delle tue aspettative per il futuro della Formula E

E’ una gran bel progetto e siamo molto felici di farne parte. E’ molto interessante perché si parla di una nuova tecnologia. Dopo anni nel Motorsport in cui mi sono occupato di machine da corsa a combustione, è affascinante avere a che fare con qualcosa di nuovo. In più questo è un tipo di tecnologia molto avanzata e questo è quello che rende la Formula E eccitante.

E per quanto riguarda il prossimo anno, parteciperete come costruttore?

Si, costruiremo la nostra macchina.

Siete già in contatto per qualche cliente?

Non ancora, ma questo non significa che non forniremo la vettura a qualcuno in futuro. Noi abbiamo firmato un contratto nel quale è scritto che “dobbiamo” e riceveremo un’offerta interessante: questo è quello che dobbiamo fare. Al momento comunque, per quello che ne so io, ci saranno otto costruttori e due clienti [Dragon e Amlin]. Questi ultimi credo correranno con le vetture che stiamo usando ora.

Non pensi che forse sarebbe stato meglio aspettare ancora un paio d’anni prima di effettuare questo cambiamento, magari continuando ancora a dare visibilità a questo campionato come state facendo, tra l’altro con gare molto avvincenti.

Non sono d’accordo. Questo campionato è supportato dalla FIA. Tutti stiamo investendo in tecnologia per il futuro e questo è quello che vogliamo. Gli otto team che ho menzionato prima sono pronti a investire in questo campionato e guardare al futuro. Questo è quello che la FIA vuole e nemmeno l’organizzatore vuole essere un semplice fornitore di vetture. Loro vogliono promuovere il campionato e sono contenti di vederci correre e con le nostre proprie vetture.

Voi siete un team Americano, ma avete deciso di puntare su questo campionato che è supportato dalla FIA. Posso chiederti qual è la più grande limitazione fra il Motorsport Americano e quello Europeo.

Si, ci sono alcuni fattori che ci limitano, ma principalmente direi che la differenza sta nel fatto che dobbiamo tenere la livrea della vettura dello stesso colore per entrambe le vetture. In America potremmo guardare queste vetture che ora hai qui davanti in quattro colori differenti. Questo è quello che rende il Motorsport americano migliore dal punto di vista commerciale e per noi è un grosso svantaggio in Europa. Nel nostro caso noi abbiamo uno sponsor che vuole sponsorizzare un pilota e le due vetture con due brands differenti, il problema è che non può. Abbiamo perso all’incirca 5 milioni di dollari per questa cosa perché non possiamo dividere la sponsorizzazione.

Andretti Motorsport oltretutto sta espandendo consistentemente il suo business. Ecco, come vi state preparando ad affrontare queste sfide?

E’ molto difficile investire nel Motorsport, ma noi ce la stiamo facendo, abbiamo una larga base di impiegati negli USA e dobbiamo adattare le nostre risorse ai cambiamenti di questo mercato. Oltre alla Formula E dobbiamo seguire il campionato IndyCar, la Indy Light, il programma Mazda e il RallyCross con Volkswagen. Tutti questi progetti richiedono molte energie e per questo abbiamo due sedi, una ad Indianapolis e l’altra nel Regno Unito. E’ parte del DNA Andretti investire in ingegneria e tecnologia. A riguardo di ciò, questo è il motivo per il quale siamo qui, impegnando risorse in questo campionato, perché lavoriamo a stretto contatto con la tecnologia del futuro e noi non vogliamo soltanto essere parte di questo futuro, vogliamo essere davanti a tutti.

Come giudichi dal punto di vista economico questo investimento in Formula E?

Non c’è alcun profitto dal Motorsport al momento indipendentemente se corri in IndyCar o in Formula E. Correre in questo campionato ci costa molti soldi ma noi lo vediamo come un investimento a lungo termine e speriamo un giorno di ottenere profitti come costruttori.

Giacomo Sgarbossa – BLOG

 

—- ENGLISH VERSION —-


Motorsportrants just had the honor to interview Rob Arnott, team principal of the Andretti Autosport team, competing in the Formula E hampionship. Rob has a huge background in motorsport and thanks to his previous experience with Level 5 Motorsport, he has a good knowledge both of the European and the American motorsport industry.

Rob, tell us your opinion about this brand new championship and your expectations for the future of Formula E.

It is a very good championship. We are very pleased to be part of it. It is very exciting because it introduces a new technology and when you’re in the industry for as long as I have, dealing with conventional racing cars, it’s nice to have something new to deal with. Moreover, this is advanced technology and that’s what makes Formula E exciting.

What about next year, are you going to enter the championship as a manufacturer?

Yes. We’re going to be a manufacturer.

So, did you receive any offer from any team costumer?

Not yet, but it doesn’t mean in the future we can’t supply a car to someone. We signed a contract in which is written “we have to” and if all the parameters in the contract are satisfied that’s what do we have to do. But at the moment, as far as I’m aware, there will be 8 manufacturers out of 10 teams. The other two [Dragon and Amlin] will likely running with the car we are running at the moment.

Don’t you think that maybe was better to wait a couple of years still before changing the rules of the championship and during these two years keep racing these cars and keep rising awareness about the championship.

I don’t agree at all. This championship is supported by FIA. We are all here to invest in a future technology and this is what we want to do. All the eight teams I mentioned before are prepared to invest in this technology and move forward. This is also what FIA wants and even the organizer doesn’t want to be a race car provider. It wants to be a promoter and is happy to see us building and running our own cars.

You’re an American team but you also decided to invest in this championship managed by FIA. Can I ask you which is the biggest limitation for you between the European and American motorsport industry in term of commercialization.

There are some limiting factors. The main thing coming from the fact that we are in a FIA championship, compared to an IndyCar championship, is the fact we have to keep the livery in the same color for both cars. We have a unique identity, the cars have to be branded the same. In America we can have four cars and they can be all colored with completely different liveries. That makes everything commercially better and this is a big disadvantage for us in Europe. Basically we have a sponsor that wants to sponsor one driver and brand two cars with different brands. But he cannot and in the end we have lost probably 5 million dollars because we can’t split the branding. This is the main difference and for us it’s the limiting factor.

Andretti Autosport is expanding its business consistently in the latest years, how to you face all these new challenges in motorsport?

It’s a very difficult marketplace at the moment but we are working through it, we have a large employee base in the USA and we have to adjustour forces and values to the market. We have a big operation, we run the IndyCar program, the IndyLight, the Mazda program and the Rallycross championship. Plus, as you can see, the Formula E. We have a large factory in the UK and a large one in Indianapolis; so it’s a big company and it demands a lot of effort. However, it is part of the Andretti DNA to invest and expand in engineering and technology. Therefore, that’s why we are here, because the technology that is coming out from here is coming from the future and we wants be part of that and ahead of anyone else.

This first year I think has been quite tough to make revenues out of Formula E. Can you confirm that?

It’s hard to make profit in motorsport at the moment, whereby you are in IndyCar or Formula E. Racing in this championship it cost us a lot of money, but we see it a long term investmen and we intend to make money out of it being a manufacturer.

Giacomo Sgarbossa