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Formula E

Nelson Piquet Jr. vince il titolo 2015 di Formula E!

A volte ritornano. No, non gli oscuri demoni che affollano la mente di Stephen King, quanto i piloti che, nel bene o nel male, sono finiti in quel buco nero che è la Formula 1 moderna. Un mostro, pigro e opulento, che mastica i talenti e ne risputa solo il nome. Quanti ne abbiamo persi per strada, dopo che il perverso circus di Bernie Ecclestone li ha bollati come “pilotini da fondo griglia”?

Uno su tanti: Sebastien Buemi. Con un curriculum che vomitava posizioni a due cifre, è entrato nel programma Le Mans della Toyota, conquistando il titolo l’anno scorso. Questa stagione sta restituendo un esito ben diverso nel Wec, ma il pilota svizzero ha aderito contemporaneamente al campionato di Alejando Agag e si è ritrovato nuovamente a combattere per l’incoronazione finale. Stavolta per le strade di Londra, sfiorando muretti e aggredendo “bumps” con una monoposto elettrica, in lizza con altri 2 suoi ex-colleghi: Lucas Di Grassi e Nelson Piquet Jr. Il primo con all’attivo una stagione in Virgin; il secondo “schiacciato” dal crash-gate che ha coinvolto la Renault nel 2008 e successivamente riciclatosi tra le stock car.

E, all’alba del doppio appuntamento londinese, sembrava proprio quest’ultimo il favorito, grazie ai 17 punti di vantaggio sul 2° in classifica, Di Grassi, e ai 23 sul 3°, Buemi. Ironia della sorte, i 3 sfidanti terminano gara-1 in posizioni esattamente opposte a quelle della classifica: Buemi artiglia la terza vittoria stagionale, mentre i due brasiliani se le danno di santa ragione nelle posizioni a ridosso del podio, con Lucas che taglia il traguardo di fronte al rivale. A questo punto le distanze in graduatoria si assottigliano, la tensione sale e le buone parole spese con i giornalisti suonano più vuote che mai, mentre nel box e.dams Renault si brinda per la conquista del titolo squadre._l0u0568

Le qualifiche della domenica mattina sono contraddistinte dal tipico tempo inglese, volubile e prepotente, che sfavorisce i piloti scesi in pista verso la fine della sessione. E, una volta di più, il leader di classifica si ritrova indietro , 16° per la precisione, con Di Grassi 11° e Buemi buon 6°. Come scattano le ore 16, scattano anche le monoposto della Formula E, che iniziano a dar vita ad una gara tirata ma non caotica. Almeno fino al cambio vettura. Quel che avviene dopo è una degna conclusione di una stagione vissuta ad alti livelli, se non di cavalli, quanto meno di “coinvolgimento”: Piquet sbaglia l’uscita di una curva e perde tempo, la stessa in cui Buemi ha deciso di far svenire il muretto e.dams con un testacoda incruento. Poco male, è sufficientemente avanti per surclassare il brasiliano in classifica.

Ma al giro 19 arriva il colpo di scena: Leimer, debuttante nella serie, incastra l’auto in una barriera a mo’ di bicicletta, incidente che richiede l’ingresso della vettura di sicurezza e il conseguente riavvicinamento di tutti i piloti. Tre in particolare. Il restart viene dato al giro 21, e l’eprix di Londra si riduce in questa maniera alla distanza di 8 giri. Di Grassi appare subito fuori dai giochi, mentre Piquet si prodiga in un doppio sorpasso che lo porta a ridosso proprio del connazionale e Buemi tenta in tutte le maniere di cedere generosamente la sua quinta posizione ad un altro “figlio del Brasile”, Bruno Senna. Attacchi, tamponamenti isterici e traiettorie che si incrociano in un valzer di linee non danno ragione allo svizzero, che transita sotto alla bandiera a scacchi dietro Senna, Duval, D’Ambrosio, Bird e Sarrazin, vincitore finale della corsa.

Il giro d’onore è caos puro: Sarrazin viene squalificato per aver superato il limite di energia da usare, Buemi affonda le unghie nel volante – in mancanza del collo di Bruno – e Piquet si concede alle telecamere in un pianto distensivo che deve lavar via le paure di un’intera stagione e le delusioni della sua carriera da pilota, riportata in auge da quel singolo punto che gli ha permesso di sopravanzare Sebastian in classifica. Minuscolo, insignificante, ma tremendamente significativo e importante, suggello di una stagione che non ha avuto per vincitore solo il pilota brasiliano, ma anche tutta l’organizzazione messa in piedi da Alejandro Agag.

Il podio di gara-2: Bird, D'Ambrosio, Duval.
Il podio di gara-2: Bird, D’Ambrosio, Duval.

Mentre il “Big Ben” diviene tacito e statuario testimone della festa in casa NEXTEV TCR, ci si rende pian piano conto che, oramai, la prima stagione della Formula E va messa in archivio, in attesa di quella che inizierà ad ottobre. Bilanci, ma anche progetti, come quello di portare il circus a voltaggio più alto nel mondo sulle strade di Lugano, in Svizzera, in barba alla vetusta legge che vieta competizioni motoristiche sul territorio nazionale dal lontano 1955, conseguenza del drammatico incidente di Le Mans in cui persero la vita 84 persone.

Richard Branson esagera affermando che la Formula E soppianterà la F1 nel giro di 5 anni, ma se il campionato di Agag ha fatto cambiare idea agli ostinati svizzeri un motivo ci sarà. E no, lasciando per una volta a casa l’ironia, non dipende dalle velocità contenute raggiunte dalle Spark-Renault.

Lorenzo Michetti

 

 

 

 

 

 

 

Di Lorenzo Michetti

Sono il Dexter, all'anagrafe Lorenzo Michetti, fondatore di Nuvolari's Crypt su Facebook e grande appassionato di motori. Ma non solo. I miei campi di interesse passano dalle monoposto alle "ruote coperte", senza escludere una buona dose di motociclismo. Il tutto mischiato ad una grande curiosità per la meccanica e una sincera esaltazione ogni volta che ho la possibilità di stringere un volante.
Buona lettura!