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La JDC-Miller Vince a Sorpesa la 12h di Sebring 2021

Pole position per Pipo Derani nella qualifica per la 12 Ore di Sebring 2021. Il pilota brasiliano ha piazzato la prima delle Cadillac-Dallara ActionExpress al vertice duellando con Ricky Taylor, che guidava per il team Taylor fresco vincitore di Daytona. Derani, che partirà al top insieme a Felipe Nasr e Mike Conway, ha prevalso di poco più di un decimo.

Terzo posto a oltre mezzo secondo per la Cadillac del team Ganassi pilotata da Renger van der Zande e divisa con Kevin Magnussen e Scott Dixon. A seguire, la Mazda di Jarvis/Tincknell/Bomarito e la Acura Shank di Cameron/Pla/Montoya. Da registrare nella sessione il violento incidente di Jimmie Johnson nelle barriere dell’ultima curva. Il team ActionExpress dovrà cambiare il telaio.

Finale imprevedibile – se non improbabile – nell’edizione 2021 della 12 Ore di Sebring. Sulla pista più dura di tutte, con i suoi muretti, i curvoni veloci, le enormi sconnessioni, le (tante) possibilità che qualcosa vada storto, a trionfare è stato il team JDC Miller, squadra “cenerentola” della categoria. Solo alla seconda stagione completa con una Cadillac-Dallara, la compagine diretta da John Church (nella foto IMSA-LAT) è stata ripagata dopo il gran lavoro svolto per portare il gruppo a livello dei migliori.

Capitano dell’impresa, un Sebastien Bourdais in forma scintillante. Il francese, uscito dai box al comando nell’ultima caution, ha tenuto a bada la Mazda ufficiale di Harry Tincknell nonostante la rottura di un profilo dell’ala posteriore. La vettura divisa con Loic Duval (già vincitore a Sebring con la Peugeot 908 LMP1) e Tristan Vautier, ha condotto per la prima volta nelle battute conclusive, e il pilota del team Foyt in IndyCar ha fatto buon viso a cattivo gioco, approfittando se non altro della grande velocità sul dritto per difendersi.

KO i team ActionExpress e Ganassi
Dopo essere sembrato pronto per raccogliere il successo, il team Ganassi è finito indietro per colpa di un contatto tra Scott Dixon e Connor De Philippi in ingresso pit. KO anche le altre Cadillac del team ActionExpress. Quella “titolare” di Derani-Conway-Nasr ha pagato l’irruenza del brasiliano in un contatto iniziale che ha piegato lo sterzo, e poi si è fermata per problemi al cambio, Derani si è anche toccato con Vautier. Il secondo esemplare, di Johnson-Kobayashi-Pagenaud, è transitato terzo, ma è poi stato penalizzato perché il francese ha sforato di 4″ il tempo di guida massimo di 4 ore ogni 6. Sul podio è andata l’Acura Shank di Juan Pablo Montoya, Olivier Pla e Dane Cameron, che ha passato la vettura gemella del team Taylor nel finale.

Vittoria di PR1-Mathiasen, che botto per Buret in LMP2
In LMP2, vero e proprio dominio per il team PR1-Mathiasen con Mikkel Jensen, Ben Keating e Scott Huffaker. Da segnalare un brutto incidente che ha coinvolto Thimoty Buret per il team Tower. Illeso il francese. In LMP3 (con le vetture che hanno terminato tutte alle spalle delle GTLM) si è rivisto Colin Braun insieme a George Kurtz e al patron del team CORE Jon Bennett.

Successo da outsider per la Porsche
Anche nella classe GTLM, a vincere è stata la vettura che partiva con meno favori del pronostico, la Porsche privata schierata da Cooper MacNeil e dal team Proton. Al via con MacNeil e Matt Campbell, Matthieu Jaminet ha approfittato nel finale di un contatto tra la Corvette di Antonio Garcia e la BMW di Connor De Philippi (successivamente penalizzato) e si è involato verso il successo. La BMW numero 25 ha terminato seconda davanti alla M8 gemella, che ha completato il podio nonostante un principio d’incendio ai box. Garcia, che aveva recuperato la testa dopo una serie di disavventure che l’avevano spedito sotto di un giro, ha preceduto l’altra Corvette, con problemi elettrici.

Porsche raddoppia in GTD
In GT Daytona, doppietta Porsche (100esimo successo di classe per il marchio) con il successo di Lars Kern, Zach Robichon e soprattutto Laurens Vanthoor. Il belga è sopravvissuto a un contatto con la Lexus di Zach Veach e, sfuggendo a possibili penalità, ha preceduto la vettura gemella del team Wright di Jan Heylen, Pat Long e Trent Hindman. Probabilmente decisive due penalità procedurali. Podio per la Aston Martin di James-De Angelis-Gunn. Anche la seconda Lexus (le vetture del team Vasser-Sullivan sembravano favorite) ha pagato un problema ai freni. Da segnalare il botto (senza conseguenze fisiche) per la Lamborghini GRT e la Mercedes Alegra, venute in contatto e finite contro il muro di cemento, pilotate da Franck Perera e Billy Johnson.

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Di Redazione

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