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Bourdais svetta nel Bump Day.

Sebastien Bourdais ha ottenuto il miglior tempo nel Bump Day, che quest’anno, vista la partecipazione alle qualifiche di soli 33 piloti, ha avuto l’unica funzione di attribuire le posizioni delle ultime 3 file dello schieramento.
Il francese, costretto a saltare 5 turni di libere su 6 dal momento che il team Dragon era in attesa dei motori Chevrolet dopo il divorzio da Lotus, in poco tempo ha raggiunto il giusto feeling con la sua Dallara DW 12 ottenendo un ottimo tempo che lo avrebbe collocato 4 file più avanti, in quindicesima posizione. Il regolamento, però, prevede che, indipendentemente dai tempi fatti segnare, i piloti che partecipano al bump day si contendono le posizioni dalla venticinquesima piazza in giù (le prime ventiquattro, assegnate il primo giorno delle qualifiche, rimangono quindi congelate).
Bourdais dividerà la nona fila con Cunningham e Servia, in decima fila scatteranno Carpenter, Conway e Katherine Legge, ultima fila, infine, per l’esordiente Clauson e per i due piloti Lotus, De Silvestro e Alesi.
Jean, fin qui costantemente più veloce collega svizzera, si è pò perso in qualifica, rimendiando un distacco complessivo di circa 3.4 secondi da Simona sui 4 giri (la qualifica ad Indianapolis si disputa, appunto, su 4 passaggi consecutivi).
L’ex pilota di Ferrari e Benetton si è detto comunque sollevato: “Finalmente ora posso respirare. E’un grande sollievo per me essere finalmente qualificato per questa gara che ho sempre sognato di correre sin da quando ero ragazzo. Certo, sono deluso di non avere la macchina che pensavo, ma questo è quello che siamo riusciti ad ottenere e lo accettiamo. E’ frustrante non essere veloci come gli altri, ma io sono un professionista e ho grande passione dentro di me. Per questo voglio fare il massimo possibile con la macchina che abbiamo.”
Da notare come Alesi parli genericamente di “car”, quando è lampante che il problema è il motore.
Ma lui, da ambasciatore Lotus, deve ovviamente misurare le sue parole.
Nel link che segue la griglia completa dell’edizione numero 96 della Indy 500.

Indy_500_starting_lineup

About peppe1981

11 commenti

  1. Marcostraz….. un po’ mi sentivo in colpa! Se anche Peppe è contento………. oltretutto perchè, nella mia ricerca di notizie, vi avevo puntato per primi!

  2. Si sono io…grazie per i complimenti, che ti giro perchè anche il tuo sito mi sembra molto interessante e preciso, oltre che le tue opinioni mi sembrano molto sensate e ben, come dire, “soppesate”…

  3. Marcostraz, grazie del commento. Come non condividere le tue parole? Una curiosita’: sei Marco strazzulla di 422race? Se così dovesse essere ti volevo dire che leggo spesso i tuoi articoli e ti faccio grandi complimenti, sei davvero molto bravo. Buona indy 500.

  4. Sicuramente la situazione della Lotus è stata alquanto imbarazzante…è vero che era stata abbandonata da tutti, ed era rimasta soltanto con due situazioni abbastanza problematiche: in un caso, quella che è probabilmente la più piccola squadra della categoria con una pilota che sicuramente è molto più forte sugli stradali che non sugli ovali; nell’altro, con una squadra messa sù all’ultimo minuto, che ha 0 esperienza nella categoria (corre nelle categorie inferiori), con un pilota di 47 anni che non corre da 10 anni su una monoposto e che non aveva mai visto su un ovale…era impossibile secondo me aspettarsi granchè…certo, non che girassero 2/3 secondi più lenti degli altri…però, se anche i team più blasonati che avevano (Dreyer&Reinbold, Herta e Dragon) li hanno abbandonati, un motivo ci sarà stato…quindi immagino che anche con con squadre e piloti migliori (Servia, Tagliani e Bourdais) i motori Lotus avrebbero fatto poco meglio…su Alesi, sinceramente non mi sento di dargli completamente addosso, perlomeno non per quello che ha fatto in pista…tutti i giorni, tranne nelle qualifiche, è stato più veloce della De Silvestro, quindi male male non è andato…diciamo che poteva risparmiarsi certe dichiarazioni della vigilia, perchè penso che in quanto ambasciatore Lotus se c’era uno che doveva essere a conoscenza dello stato delle cose quello era lui…sul possibile fastidio che potranno dare in gara e sul possibile rimedio, io sinceramente speravo che due team assemblassero due vetture e si qualificassero al posto loro…sarà stato cinico, ma dal punto di vista sportivo secondo me era la migliore situazione…

  5. Grazie!!! Effettivamente detto in italiano mi risulta un bel po’ più chiaro!

  6. Se hai due minuti da spendere…. cosa ci racconti delle penalità pecuniarie che si sono beccati in tredici (con una media di 10.000 dollari cadauno a parte Alesi che dovrebbe sborsare ulteriori 50.000)? Qui trovo uno che commenta “I’m fearful that Indycar has become the proverbial dead horse to be flogged and has decided to rip as much money off the teams still have some before it falls over” (parola più, parola meno)…… sono davvero messi così male? Poi ce n’è un altro (riassumo in italiano per semplificare) che dice più o meno “se fosse successo in F1 avrebbero semplicemente azzoppato metà dei concorrenti con le retrocessioni ecc ecc”! Comunque, in generale, il grido di battaglia è “MONEY GRAB”…..ciao!

    • Allora ..durante le verifiche tecniche svolte in occasione delle qualifiche i commissari hanno rilevato diverse infrazioni, che hanno deciso di sanzionare comminando multe per un totale di 265000 dollari. Le vetture sanzionate sono quelle di Briscoe e Power (Penske), Hildebrand (Panther), Marco Andretti, Hinchcliffe e Hunter-reay (Andretti), Dixon (Ganassi), Viso e Barrichello (KV), Wilson (Dale Coyne) e Alesi (Fan Force United Car ), tutti per 15000 dollari.
      La sanzione è scattata per violazione della regola 8.2.3.3, la quale vieta di ritrarre i pistoncini dei freni nelle pinze.
      In pratica anche quando i freni non sono utilizzati esiste comunque un minimo di attrito tra le pastiglie e i dischi dei freni, che si traduce in un minor rotolamento.
      Si tratta di millesimi di secondo al giro, forse anche meno, ma anche questi contano in qualifica, quindi i team sanzionati hanno provato la “furbata”. Gli è andata male.
      Alesi, o meglio la sua squadra, e il team Andretti sono stati multati di ulteriori 50000 dollari ciascuno. Nel primo caso la vettura del francese non rispettava la regola 14.3.2.
      Per far si che i piloti più pesanti non siano svantaggiati (e quindi non siano privilegiati quelli più leggeri,ma siano tutti sullo stesso piano), la regola stabilisce un peso minimo della vettura con pilota a bordo, parametrato su un peso del pilota volutamente sovrastimato.
      Se il pilota pesa di meno di questo valore, poniamo 10 kg in meno, la vettura dovrà essere zavorrata di 10 kg per ragginugere il peso minimo.
      Nel caso di Alesi questa zavorra mancava, quindi la vettura era sottopeso.
      Nel caso del team Andretti l’ulteriore sanzione deriva dal fatto che sulle 3 vetture è stato praticato un metodo di raffredamento del motore non consentito dal regolamento.
      Questa la cronaca. Se vuoi la mia opinione l’applicazione di queste multe non è da spiegare con delle (presunte) difficoltà economiche della serie, che quindi, seconda questa interpretazione, avrebbe bisogno di far cassa.
      Piuttosto (e vengo al secondo commento da te riportato) io credo che queste multe siano molto “salomoniche”. Intendiamoci: applicando il corrente (e severissimo..) criterio di giudizio della F1 le vetture andavano tutte squalificate e retrocesse sullo schieramento, basta vedere quanto accaduto ad Hamilton a Barcellona.
      Una violazione grave come quella della vettura di Alesi avrebbe portato a sanzioni ancora più gravi. Ma la verità è che oggi l’IndyCar non può permettersi di applicare questo pugno di ferro.
      Se,poniamo, Alesi fosse stato escluso dalla gara non ci sarebbero stati i 33 partenti e, tu lo sai bene, a Indianapolis la tradizione è tutto.
      In più il pubblico americano, parlo del grande pubblico, è abituato a corse diverse, non capisce o non tollera cose cui noi europei siamo ormai abituati (ma forse hanno ragione loro).
      Infatti a Indianapolis non si sconteranno le 10 posizioni in griglia di penalità per sostituzione del motore, una penalizzazione ripresa pari pari dalla F1,ma lontana dalla storie e dalla cultura di Indianapolis.

  7. Last but not the least (per citare la tua citazione)….. sai cosa mi piace tanto di te anche quando ti dico che sei proprio un brontolone? E’ che sei “duro e puro”……..! Io invece indosso solo una sottile catenina girocollo il cui ciondolo rappresenta la sagoma dello stato dell’Indiana da prima che tu nascessi ma questa è un’altra storia! Alla fine, in modi diversi, stiamo combattendo la stessa battaglia! Permettimi di riferirti una battutaccia pescata in un altro blog da un anonimo commentatore e che ho trovato molto divertente……. il personaggio in questione (evidentemente un po’ scettico sull’avventura di Alesi) gli consigliava di fare molta attenzione perchè ad Indianapolis “ANCHE I MURI SONO DURI E PURI”! Diverte molto ma MOLTO meno che, a differenza della Nascar, i muri della Indy possono fare molto male. Ammetto che un po’ mi intimidisci ma è così che deve essere!

  8. Dopo aver vinto il suo primo (ed unico) gran premio? Non oso pensare se ne avesse vinti due…….. (battutaccia delle mie peggiori)….! Ma la domanda odierna è… GLIELO HA ORDINATO IL DOTTORE? La so la storia dell’ambasciatore ecc. ecc. ma, a questo punto, varrebbe solo in quanto AMBASCIATOR NON PORTA PENA. Ah, dimenticavo….. io sono stata una fan di Alesi!!!!!!!!!

  9. Domanda difficile cui ognuno può dare una propria risposta. Io provo a dare la mia, senza presumere ovviamente di essere depositario della verità assoluta.
    Innanzitutto è assolutamente prematuro giudicare l’esperienza di Jean Alesi ad Indianapolis: siamo solo alle qualifiche e manca ancora la parte più difficile, cioè i 200 giri della gara.
    In ogni caso, ad esperienza conclusa, quando sarà il momento di tirare le somme, io credo che nel formulare un giudizio bisognerà tener conto di molte attenuanti.
    Il francese è al debutto assoluto su un ovale, non aveva mai guidato prima questa vettura, corre per un team anch’esso all’esordio assoluto e messo in piedi all’ultimo minuto, quindi con un gap evidente di esperienza rispetto non solo alla migliore concorrenza, ma anche rispetto ai team di seconda fascia. E’ assai probabile poi che anche le risorse economiche, tecniche ed umane (ingegneri, meccanici…) della squadra di Alesi non siano esattamente il top: l’aspetto più evidente è la mancanza di competitività del motore Lotus (non a caso c’è stato un fuggi fuggi generale di squadre che lo hanno abbandonato in favore di propulsori di altre marche), che ha in pratica matematicamente condannato i suoi piloti all’ultima fila.
    Anzi Alesi e la De Silvestro sono stati fortunati, perchè se ci fossero stati altri iscritti con motori della concorrenza i due con molta probabilità non sarebbero riusciti a qualificarsi e non ci sarebbero stati motori Lotus al via.
    In ultimo ma non per ultimo, last but not the least come dicono gli americani, bisognerebbe considerare un fatto: Alesi mancava dalle monoposto da oltre 10 anni, ma soprattutto ha 47 anni (47!!!!!), anzi a dirla tutta ne ha quasi 48, visto che è nato l’11 giugno.
    Ora per un pilota di monoposto generalmente il periodo più favorevole della carriera, la cosiddetta maturità agonistica, arriva tra i 27-28 e i 34-35 anni: in questa fase alla velocità di base si aggiunge la giusta dose di esperienza. Oltre questa età di solito l’esperienza non riesce a bilanciare la perdita di performance fisico-velocistica del pilota, per cui il rendimento di quest’ultimo tende a calare. Certo ci sono le opportune eccezioni e ci sono i casi particolari di piloti che hanno fatto molto bene anche dopo i 40 anni, ad esempio Al Unser Sr e Mario Andretti proprio ad Indianapolis, ma si tratta appunto di casi particolari (vecchi “volponi” che correvano la 500 miglia da oltre 20 anni in un periodo in cui forse il livello di competizione era meno esasperato di oggi).
    Sia come sia, Alesi, questo Alesi, anagrafe alla mano, oggettivamente non può essere lo stesso Alesi di 15-20 anni fa, quello della suo periodo migliore.
    Quell’ Alesi, il miglior Alesi, io credo non fosse un campione con la C maiuscola, ma un ottimo pilota questo si.
    Arrivato in F1 con le sue gambe a suon di risultati (quanti oggi, ma anche ieri, possono dire lo stesso?) ha forse raccolto meno di quello che meritava o che poteva ottenere facendo altre scelte.
    Non dimentichiamoci che per venire alla Ferrari Alesi rinunciò ad un contratto già firmato con la Williams, la stessa Williams che di li’ a poco avrebbe aperto uno straordinario ciclo di successi consentendo di fregiarsi del titolo piloti, tra gli altri, anche a driver come Damon Hill e Jacques Villenevue che dubito fossero poi (cosi) superiori ad un Jean Alesi.
    Lo stesso David Coulthard, correndo con la stessa Willliams e poi con la McLaren, ha raccolto molto più di Alesi, avendo il solo merito di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
    Quando Alesi vinse il suo primo (ed unico) Gp di F1 in Canada nel 1995 all’ultimo giro tutti i meccanici di tutte le squadre accorsero al muretto per salutarlo mentre tagliava il traguardo: un fatto raro, forse unico, che testimona come Alesi fosse stimato da quella F1, dove in tanti evidentemente credevano che quella vittoria (tante volte sfuggitagli per sfortune varie) fosse strameritata.

  10. “il francese” che avevo prontamente messo sotto la mia ala protettiva dopo essersi sciacquato la tuta rossa al mitico grido “Jean Todt mi hai ROTO LE BALE”…. alla fine lui le ha rotte a me!
    Tanto più dopo le sviolinate, pagate con il nostro canone, da cui si dedurrebbe che le “bale” qualcuno gliele la rammendate e alla grande! Peppe…. IO SONO PIU’ CHE SICURA che le tue fonti sono più credibili delle mie MA…… ho visto commenti AMERICANI che si dolgono per le figuracce che Jean sta facendo nonostante le sue fastose origini in F1! Adesso sono la prima ad ammettere che sono una vecchia rimbambita……. ma credo vagamente di ricordare che, uscendo dalla Ferrari ed approdato in Benetton, ha fatto anche più pena!
    Domanda da 100 milioni di dollari…… sono gli americani che imbrogliano noi o siamo noi che rintontoliamo gli americani a suon di pizza, Ferrari. piadina, mortadella ecc. ecc.?

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