Cosworth pronta per la IndyCar, ma chi ci mette la faccia?

Cosworth CA2010 F1 race engine - BLOODHOUND SSC 3

A quanto pare quelli della Cosworth vogliono tornare ad Indianapolis e nella IndyCar Series, molto bene verrebbe da dire, ma la magagna viene fuori quando dall’isola britannica dicono di non voler marchiare il motore con il loro nome ma con quello di un costruttore di terze parti, cosa ormai comune dappertutto.

La Chevrolet lo fa con successo sfruttando le unità progettate e prodotte dalla Ilmor e Lotus lo fece disastrosamente con i motori Judd, sottodimensionati in potenza rispetto alla concorrenza, Simona de Silvestro e Jean Alesi hanno beccato una figuraccia alla 500 del 2012 con la bandiera nera.

Il punto è che di costruttori ufficiali disposti ad entrare in IndyCar sembra non ce ne siano e se la Judd con un motore pronto gara che sarebbe soltanto da sviluppare a modo con una spesa modica non riesce a trovare un ‘prestanome’, la faccenda è dura anche per la Cosworth di Kevin Kalkhoven & co, che è già presente in IndyCar come fornitore di tutto il necessario per l’acquisizione dati e software della telemetria.

Mazda è un nome non da escludere. Il costruttore giapponese si è sobbarcato da anni l’onore e l’onere di sponsorizzare e fornire tutta, o quasi manca la Indy Lights, la filiera ‘Mazda Road to Indy, ma aldilà del Pacifico potrebbero giudicare l’impresa non al pari della spesa, non almeno con i numeri attuali della IndyCar in TV, davvero pessimi.

E allora chi altri? Un paio d’anni fa spuntò il nome della Dodge, simbolo della potenza made in USA e fit perfetto per una IndyCar che deve tornare a far breccia nei cuoi statunitensi. Malgrado qualche voce niente di più. Ci fu poi la FIAT, appena affacciatasi al mercato americano e stando a molti vogliosa di promuovere il suo prodotto a livello sportivo, spinta ulteriormente anche da un possibile debutto del campionato al Mugello. Alfa Romeo il marchio preso in considerazione, ma su Judd il vantaggio è tutto di FTP (Fiat Powertrains) ottima struttura che prepara motori vincenti sia in ambito rallystico che formula.

Una prima, ma molto ipotetica, soluzione potrebbe provenire dal cielo e dal mare. Intervistato da racer.com Kevin Kalkhoven ha detto che nulla vieta si possa trattare di un alleanza con un costruttore del settore aerospaziale o marittimo. Debutto nel motorsport di Pratt&Whitney o Evinrude? Affascinante. La seconda ipotesi, la più plausibile, è che si tratti di un nuovo costruttore di cui non si è vociferato mai prima e sempre nella medesima intervista il team owner del KV Racing ha detto di avere in ballo alcune trattative e che si incontrerà con i vertici IndyCar la prossima settimana.

Ah dimenticavo, nei recenti test di Fontana erano in visita quelli della Toyota, vuoi vedere tante volte una botta di saudade…

Roberto Del Papa