Indianapolis chiama Napoli, Naples Indy 200 in arrivo?

La notizia è di quelle da sobbalzare sulla sedia. La IndyCar, la serie americana per monoposto che, sotto altra denominazione, ha reso celebre Alex Zanardi e che ha nella mitica 500 miglia di Indianapolis il suo evento principale, starebbe trattando con il comune di Napoli per organizzare una gara sul lungomare liberato! Tramite e artefice dell’operazione è l’imprenditore campano Paolo Scudieri, a capo di un’azienda meccanica, la Adler, con sedi in Europa, Asia e America e che vede tra i suoi clienti anche il gruppo Fiat.

Il progetto prevede di portare nel 2013 la IndyCar nel circuito fiorentino del Mugello per poi fare il grande sbarco a Napoli nel 2014. A dir la verità le intenzioni iniziali erano quelle di partire con Napoli già nel 2013, ma l’operazione è saltata a causa del poco tempo a disposizione e nei lavori di ammodernamento dell’area in corso. Sconcerto tra gli addetti ai lavori ieri quando Repubblica e il Mattino hanno riportato la, clamorosa, notizia ma che non sia un completo bluff lo testimoniano numerose dichiarazione di politici e soprattutto quelle di Gianpaolo Dallara. L’ingegner parmense, guru del motorsport a livello mondiale e costruttore delle vetture che corrono col suo nome nella IndyCar si è detto sorpreso della notizia, ma ha poi ammesso, dopo alcune telefonate, che i contatti sembrano ci siano ed anche ben avviati. Sembra che Scudieri abbia messi sul piatto della bilancia 10 milioni di euro per 3 anni (2013-2015) per convincere gli americani a correre in Italia, trovando l’appoggio anche di altri imprenditori tra i quali spiccano i nomi di Fabio Cannavaro, capitano della nazionale italiana campione del mondo 2006, e di Paolo Pagliara.

La location prescelta sarebbe quella che si snoda intorno al lungomare liberato, dopo che Salerno e Ponticelli sono state scartate perchè non pronta la prima e inadeguata la seconda. Ma, se i problemi su via Caracciolo si dimostrassero insormontabili è già pronta, e parzialmente accettata anche dagli americani, l’operazione Bagnoli.

Scudieri non è la prima volta che tenta un’operazione simile, già nel 1999 era praticamente riuscito a organizzare una gara di SuperTurismo italiano proprio sul lungomare. L’evento avrebbe dovuto aprire il campionato italiano, era stato presentato alla stampa alla presenza di Giancarlo Fisichella, allora già pilota di Formula 1, ma fu stoppato dall’opposizione dei verdi campani una settimana prima dell’inizio delle gare: il 25 marzo, con gara il 4 e 5 aprile (Pasqua e pasquetta), a tribune parzialmente già montate, arrivò improvviso lo stop dal ministero. E così per Napoli finì ogni sogno motoristico.
Ora l’imprenditore napoletano ci riprova, in grande stile. Gli americani sembrano davvero interessati e spingono sull’acceleratore, dichiarandosi disposti anche ad accollarsi i costi di riqualificazione dell’area, via caracciolo o Bagnoli che sia. La qual cosa renderebbe l’evento decisamente “economico” e vantaggioso per palazzo San Giacomo, che si ritroverebbe, con una spesa relativamente minima, un’area rimessa a posto e un evento di livello mondiale, trasmesso in diretta in tutto il globo dalle maggiori tv del pianeta. Oro che cola per quanti spingono in un rilancio turistico della città e in una nuova immagine che faccia dimenticare camorra e rifiuti.

Tanto più che Napoli conta una delle più grandi basi Nato in Europa, con personale americano, che farebbe gola anche a sponsor americani. Non mancano poi alberghi e ristoranti di lusso, attracco per yacht d’alta classe per ospitare vip ed eclettici ricconi di ogni parte del mondo. La massa

di tifosi, curiosi e appassionati, poi, si riverserebbe nelle centinaia di bar, alberghi, e ristoranti, piccola o grandi, della città, facendo la felicità di numerosi esercenti. Da studiare per bene il piano traffico, data la chiusura delle strade per permettere lo svolgimento di prove e gare. Si potrebbe fare come a Monaco, dove le strade vengono chiuse per lo stretto tempo necessario a far correre le auto, per poi venire riaperte al normale traffico cittadino ogni giorno.

Placet all’idea arriva anche da Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, che si è detto favorevole allo sbarco dei bolidi statunitensi perchè “Napoli e la Campania hanno bisogno dei grandi eventi. Con questa impostazione stiamo rilanciando l’immagine dei nostri territori nel mondo ed i risultati raggiunti ci danno ragione“. Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Urbanistica Marcello Taglialatela: “Si tratta di una manifestazione che può portare ricchezza e prestigio alla città. Trovo dunque incomprensibile l’indecisione della giunta e del sindaco. Peraltro questa corsa non comporterebbe oneri economici, anzi sarebbero gli americani a farsi carico di opere di ristoro ambientale e a finanziare interventi infrastrutturali. Mi auguro, insomma, che si possa accelerare raggiungendo finalmente, in tempi rapidi, un’intesa con gli organizzatori che non aspettano altro.

Lo scoglio più importante sarà quello di convincere, evitando colpi bassi come nel ’99, i verdi, che da sempre si oppongono a questo tipo di iniziative. Fosse per loro neanche il Grand Premio a Monza si farebbe… Michele Buonomi e Anna Savarese, rappresentati di associazioni ecologistiche, gettano acqua sul fuoco: “Le intenzioni dell’assessore Taglialatela hanno dell’incredibile e continuano ad essere insostenibili. Apprendere che, in totale assenza di confronto pubblico, si sono susseguiti incontri per organizzare la Formula Indy a Napoli acquisendo anche il parere favorevole della Sovrintendenza desta sconcerto e preoccupazione e impone che siano immediatamente resi pubblici gli accordi in essere. Occorre finalmente considerare il lungomare liberato come un unicum su cui vanno fatte chiare ed unitarie scelte di destinazione d’uso e di riqualificazione paesaggistica, smettendola di agire caso per caso e con interventi parziali, di pavimentazione o di arredo urbano, in funzione dell’evento di turno”.

Uno spiraglio si intravede però dalla parole di Francesco Borrelli, commissario regionale dei verdi e il capogruppo municipale Antonio Rescigno: “Non siamo mai stati convinti delle corse di bolidi a Napoli ma se in un momento di crisi come quello attuale la gara di Formula Indy portasse ad una ristrutturazione a costo degli organizzatori di strade ed edifici pubblici cittadini potremmo dare il nostro ok a patto che la manifestazione non diventi fissa. Secondo noi una iniziativa del genere sarebbe meglio realizzarla in periferia ad esempio a Ponticelli per attrarre turismo e riqualificare strade ed edifici di un quartiere da troppo tempo abbandonato al suo destino. Tra l’ altro proprio a Ponticelli aspettiamo da mesi che sia riaperta la rampa che immette alla strada 162bis che collega i paesi vesuviani a Napoli. L’ assessore comunale Anna Donati ha comunicato alla Municipalità che fra 10 giorni dovrebbero cominciare i lavori. Se non manterrà l’impegno organizzeremo una manifestazione pubblica e occuperemo la rampa. Nel frattempo hanno messo almeno un drappello della polizia municipale nel quartiere che noi chiedavamo da mesi.

Se Napoli diventerà la nuova Montecarlo, imitando Long Beach, lo scopriremo tra non molto…