Indy 500 Classics: 1982, Tra Johncock e Mears 16 centesimi -video completo-

La seconda puntata di ‘Indy 500 Classics‘ vi catapulta indietro nel tempo fino al 1982, nella magica 66esima edizione della Indianapolis 500 del 30 Maggio che a visto protagonisti gli statunitensi Gordon Johncock e Rick Mears, duellanti sin sulla linea del traguardo.

Alla fantastica media di 207 miglia orarie Rick Mears su telaio Penske motorizzato  Ford si aggiudica la pole position, ma la festa sarà subito rovinata dalla morte di Gordon Smiley, schiantatosi a muro durante il suo tentativo di qualifica.

Siamo al Race Day. Al momento della partenza, le auto si allineano sul rettifilo e, quando il mossiere ordina “Gentlemen, start your engines”, le 33 vetture si accodano dietro la pace-car. Mears, in testa al gruppo, controlla tutti con una andatura blanda, e alla bandiera verde Cogan accelera a fondo, perdendo il controllo dell’auto, rimbalzando sulla March di Foyt e mettendosi di traverso sulla pista. A questo punto viene speronato da Andretti e coinvolge altre auto che tentano di schivare i rottami.

La corsa viene interrotta e, dopo un’ora trascorsa a ripulire la pista, solo 29 auto sono in grado di riprendere il via. Alla seconda partenza Foyt scatta in testa seguito da Mears, Johncock e Tom Sneva. Foyt conduce per i primi 160 km poi al secondo rifornimento propiziato dalle bandiere gialle, viene superato e Tom Sneva passa a condurre davanti a Johncock e Mears.

Ad una successiva sosta per il rifornimento, i meccanici di Foyt gli inondano l’abitacolo di metanolo facendogli perdere un giro per ripulirlo e al momento di ripartire gli si blocca il cambio. Intanto in pista si è scatenata una lotta a quattro tra Mears, Johncock, Sneva e Pancho Carter.

Johncock passa Mears al 160º giro, sfruttando la maggiore potenza del proprio motore, Rick gli si accoda e rientra per l’ultimo rifornimento al 183º giro, quando ne mancano ancora 17 alla fine, ma perde parecchio tempo sia perché Herm Johnson sulla Eagle lo ostacola nella corsia di rallentamento, sia perché la sua squadra per errore gli effettua un pieno completo invece di un veloce rabbocco.

Johncock, rimasto in pista, aveva aumentato il suo vantaggio, mentre Mears si lancia in un disperato inseguimento. Due giri dopo la sosta di Mears è il momento del pit stop per Johncock: la Patrick Racing fa una sosta veloce e perfetta rabboccandogli solo il carburante strettamente necessario a completare la gara e al rientro in pista il pilota si ritrova ancora davanti a Mears con 11 secondi di vantaggio: è battaglia fino al traguardo, la Wildcat di Johncock sottosterza mentre la Penske di Mears è appesantita dal pieno di carburante, inoltre in pista ci sono solo altre 6 auto e quindi non si può ottenere vantaggio nei doppiaggi.

Il distacco va via via riducendosi: a dieci giri dalla fine Mears si trova a 9,5 secondi e quando mancano cinque giri al traguardo il distacco e sceso a meno di 4 secondi. A due giri al termine Mears è ormai a meno di un secondo e cerca il punto migliore per sorpassare il rivale, ultimo giro Mears è nella scia di Johncock e a 350 km/h entra all’interno nella Curva Uno: sembra quasi riuscire nel suo intento, ma Johncock sfrutta tutta la sua esperienza (ha già corso 18 edizioni della 500 Miglia) e lo stringe all’interno nella parte della pista dove c’è poca aderenza e lo costringe ad alzare il gas e ad accodarsi nuovamente.

Alle curve successive Johncock è ancora in testa e l’unica possibilità per Mears è un sorpasso all’ultimo metro sul rettilineo d’arrivo. Ma non ha più abbastanza slancio e dopo 804 km di gara i due piloti sfrecciano sul traguardo con un distacco di 16 centesimi di secondo.

Ecco quindi il video completo, ringraziamo l’utente indyfan2013 per l’upload. Buona visione.

Tratto dall’articolo di Gregorio Riso motorsportblog.it

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