Indy 500,Tutti i tempi e le news delle libere.

Si avvia alla conclusione il programma di prove libere in vista della novantaseiesima edizione della 500 miglia di Indianapolis.
Nei sei turni finora disputati (manca il Fast Friday che si svolge proprio oggi) si è visto un buon equilibrio tra Honda e Chevrolet, che si sono equamente spartite la top ten della classifica combinata.
Ha sin qui ben impressionato il rookie Josef Newgarden. Il campione Indy Lights 2011, schierato dal team di Sarah Fisher, è risultato il più rapido in tre turni su sei, rimanendo nella top three in 5 occasioni. Il più veloce in assoluto, però, finora è Marco Andretti, che nel quarto turno ha fermato il cronometro in 40.2367 secondi, girando alla media di 223.676 miglia orarie (cioè 359.972 Km/h).
Esaminando la classifica combinata dei sei turni con le dovute cautele (alcuni piloti hanno simulato la qualifica, altri hanno girato in configurazione gara, alcuni hanno ottenuto il tempo “da soli”, altri hanno tratto vantaggio dalle scie…), possiamo notare come i primi dieci siano racchiusi in poco più di tre decimi, i primi venti in circa mezzo secondo, a dimostrazione del grande equilibrio cui facevamo riferimento in precedenza.
In questo contesto stride in maniera evidente la situazione dei piloti Lotus.
Dopo che i team Herta, Dreyer&Reinbold e Dragon hanno cambiato motorista, Lotus al momento conta solo su due piloti: Jean Alesi e Simona De Silvestro, entrambi in lampante difficoltà.
Il primo giorno di libere gli organizzatori hanno consentito alla Lotus di aumentare il boost del turbocompressore (per un guadagno stimato di circa 50 cavalli), operazione che sarà permessa a tutti (e quindi anche ad Honda e Chevrolet) nel Fast Friday e nelle qualifiche.
L’incremento di potenza ha consentito al duo Lotus di spiccare tempi dicreti: oddio i due occupavano comunque gli ultimi due posti della classifica, ma almeno Jean Alesi era riuscito a completare con successo il Rookie Orientation Program e il suo distacco dal pilota che lo precedeva era di “soli” 9 decimi.
Appena il motore Lotus è tornato in configurazione gara i tempi si sono alzati in maniera preoccupante, con distacchi pesantissimi dal resto del gruppo (3 secondi al giro dal più veloce, quasi 1 secondo e mezzo al giro dal terz’ultimo).
Una situazione che ha portato Alesi e la De Silvestro ad esprimere i loro timori per il versante sicurezza: con differenze di 25/30 Km all’ora di media dalla concorrenza le vetture motorizzate Lotus rischiano di trasformarsi in chicane mobili con la concreta possibilità di creare situazioni di pericolo sia per gli stessi piloti Lotus che per il resto dello schieramento.
Inoltre bisogna considerare che, non riuscendo a raggiungere velocità adeguate a causa della scarsa potenza del motore, le Dallara del francese e della svizzera non sono in grado di generare il carico aerodinamico ottimale, con ripercussioni sulla stabilità e guidabilità della monoposto e quindi, ancora una volta, sulla sicurezza.
Si è sparsa la voce (non confermata e quindi da prendere col beneficio dell’inventario) che Alesi intendesse partecipare alle qualifiche ma non alla gara.
Da più parti si è ipotizzato che per risolvere il problema gli organizzatori potessero concedere alla Lotus una deroga speciale, consentendo solo a questo motorista di incrementare il boost anche in gara, ma Trevor Knowles, responsabile IndyCar del comparto motori, ha smentito seccamente dichiarando che si tratterebbe di un’ingiustizia nei confronti di Honda e Chevrolet e che Lotus non deve essere aiutata solo perché non è riuscita a fare un buon lavoro.
La scappatoia per salvare capra e cavoli (cioè mantenere i tradizionali 33 piloti al via evitando che l’eccessiva lentezza dei piloti Lotus possa creare pericolo) sembra sia stata già individuata da Beaux Barfield, direttore di corsa dell’ IndyCar.
Poiché la regola del 105% vale solo per la gara e non per le qualifiche, non c’è il rischio che i Lotus falliscano la qualificazione (la tradizione quindi è salva), nel contempo se in gara i tempi di Alesi e della De Silvestro non dovessero rientrare nel 105% il direttore di gara per regolamento ha il potere di “fermare” questi piloti, imponendo loro di rientrare ai box, parcheggiare la vettura ed abbandonare la gara. Certo che se un’eventualità del genere dovesse verificarsi sarebbe un brutto colpo per Lotus, ma anche la categoria non ne uscirebbe benissimo.
Da segnale che il team Dragon (convolto in una disputa legale proprio con Lotus) è riuscito ad accordarsi con Chevrolet, ma ha dovuto saltare i primi 5 turni di libere, riuscendo a far scendere in pista nel sesto il solo Bourdais, che in un sola sessione ha dovuto superare il refresher test (il francese manca ad Indianapolis dal 2005), prendere confidenza con la vettura e con il nuovo propulsore e deliberare l’assetto della monoposto prima di lasciarla alla compagna di squadra Katherine Legge, che dovrà superare il Rookie Orientation Program.
Tra l’altro la presenza di Bourdais è stata in forse fino all’ultimo e non è chiaro se l’ex Toro Rosso proseguirà nella stagione, a differenza della Legge che ha importanti sponsor alle spalle. Misteri del marketing: come si fà a preferire la Legge che, con tutto il rispetto, ha un curriculum e capacità velocistiche nettamente inferiori a Bourdais? Boh! Una soluzione per l’occhialuto Sébastien potrebbe venire da una sorta di joint venture tra Dragon e Penske (il primo è di proprietà di Jay, figlio di Roger).
Ultima nota per Barrichello: il brasiliano ha superato senza problemi il rookie test e ha progressivamente migliorato i propri riferimenti tirando via oltre sette decimi nel confronto tra la prima e l’ultima sessione. Nel combinato Rubens figura a sette decimi dalla miglior prestazione di Andretti.

A seguire la lista completa dei tempi: le prime sei sessioni e poi la classifica combinata.

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Indy_practice_5
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INDY-practice6_combined