Indy GP – Pagenaud stende tutti, resurrezione Honda

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Nel post Alabama lo avevamo scritto che questo sarebbe potuto essere l’anno di Simon Pagenaud – alla seconda vittoria consecutiva dopo Long Beach – e pronti via nel weekend inaugurale dell’intenso mese di Indianapolis il transalpino del Team Penske ha piazzato pole e vittoria, la sua seconda, nel Grand Prix che si è tenuto nel circuito road course, quello della F1 per intenderci.

Pagenaud ha praticamente comandato la gara, mollando il comando agli avversari solo nei tre pit-stop che hanno contraddistinto la competizione, per poi riprenderselo ogni volta a suon di sorpassi in pista che hanno annichilito gli avversarsi, incapaci di tenere l’andatura della ‘giallona’ del francese. La vittoria di Pagenaud vale tanto sotto il profilo del punteggio in classifica vista la prova sottotono di Scott Dixon, solo settimo al traguardo dopo aver causato involontariamente l’incidente che al via ha coinvolto Kanaan e l’incolpevole Bourdais. Ora sono 76 i punti di distacco tra Pagenaud e Dixon, incalzato da Castroneves che ha portato a casa un secondo posto fondamentale per la rincorsa al secondo posto.

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Penske può cosi festeggiare una doppietta che porta morale all’interno della truppa in vista dell’appuntamento più importante della stagione e John Menard, sponsor sulla vettura di Pagenaud, può finalmente liberarsi del peso di non aver mai vinto all’Indianapolis Motor Speedway dopo anni ed anni di tentativi falliti con il suo team.

Sale sul podio un ottimo James Hinchcliffe, finalmente alla ribalta dopo un inizio stagionale non proprio pimpante nel circuito dove un anno fa nelle prove libere della 500 Miglia rischiò di lasciarci le penne. Il podio del canadese unito alla fantastica rimonta dall’ultimo fino al quarto posto di Graham Rahal mette in risalto l’eccellente lavoro svolto dai tecnici Honda che si sono presentati ad Indianapolis con un pacchetto di aggiornamenti al motore che sembrano funzionare alla perfezione. Ora manca la vittoria e se un tempo si poteva contare sullo squadrone Andretti ora più che mai il fardello grava sulle spalle di Rahal, ormai entrato a far parte dell’Olimpo del ‘top players’ a tempo pieno del campionato.

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Top-5 agrodolce per Charlie Kimball, impacciato al via dove è partito in prima fila ma man mano sempre più sicuro di se con il trascorrere dei giri. Lo avevamo accennato nel report delle qualifiche che la gara sarebbe stata un altra cosa, ma per il californiano il ‘Month of May’ ad Indy parte nel migliore dei modi. Bravo anche Conor Daly il quale non solo è arrivato sesto – grazie ad una strategia azzeccata – ma ha addirittura guidato una buona porzione della gara girando su ottimi tempi.

Alexander Rossi ha condotto una buona gara concludendo in top-10 dietro al caposquadra Ryan Hunter-Reay, mentre ancora una volta Will Power ha condotto una gara molto sottotono non andando oltre il diciannovesimo posto.

Risultati GP of Indianapolis