Indy500 – Montoya bissa il successo quindici anni dopo

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Sono passati quindici anni, sei campionati di F1 con le monoposto di Sir Williams e la McLaren , una poco fortunata esperienza in NASCAR con Ganassi e varie vittorie alla 24 ore di Daytona, ed ecco all’improvviso balenare un lampo bianco e rosso di nome Juan Pablo Montoya che davanti a tutti e vicino alla soglia delle quaranta primavere si presenta per primo sotto la duplice bandiera a scacchi della 99esima Indianapolis 500.

Mitica vittoria per il pilota colombiano come mitico il suo finale tutto all’attacco. Il n.1 di Penske – vista la classifica che lo vede leader – è stato capace di recuperare da un contatto con Simona de Silvestro che lo aveva fatto sprofondare nei bassifondi della classifica per poi portarsi sul duo di testa a pochissime tornate dalla conclusione artigliando prima il poleman Scott Dixon e chiantando poi il campione 2014 della IndyCar Series Will Power che un pensierino sulla sua prima vittoria alla 500 ce lo stava facendo visto l’andazzo della gara. Il divario tra i due compagni di scuderia sulla linea del traguardo è di appena 0.1046 secondi.

Gara un po’ amara non solo per Power, ma sopratutto per Dixon che non solo non è riuscito a capitalizzare a dovere la pole conquistata una settimana fa, ma è stato anche beffato nel finale dal meno quotato compagno di scuderia Charlie Kimball, bravo a tenere il passo del trio di testa fino al sorpasso finale ai danni del neozelandese che quindi non ha nemmeno avuto la consolazione del podio (virtuale a Indy, ndr).

La top-5 è chiusa a sorpresa da due portacolori della Honda, Rahal e Andretti nell’ordine i quali hanno disputato una gara solida e senza sbavature, portando il più alto possibile i loro gloriosi nomi nella gara che conta più in assoluto in America. I due figli d’arte hanno pagato lo scotto di aver dietro le spalle i V8 giapponesi, ancora sottotono rispetto le controparti statunitensi di Chevy, confermatasi leader anche nel rendimento globale dei suoi aerokit.

Molti errori ed un incidente piuttosto grave hanno caratterizzato questa ultima edizione della 500 miglia a due cifre. Il primo errore è avvenuto subito al via per un contatto tra l’incolpevole Karam ed il troppo irruento Sato, in three-wide alla prima curva dopo il via. Al 62esimo giro Clauson va da solo a muro in curva quattro, pochi giri dopo contatto tra Servia e Carpenter ed incidente ai box Coyne con Davison che stretto dalla compagna Pippa Mann ha investito un meccanico del terzo pilota di Coyne Tristan Vautier, in un vero e proprio incidente fatto in casa. Finita male la festa delle 300 gare in IndyCar per Tony Kanaan finito da solo a muro dopo il rientro in pista dai box al passaggio numero 152.

Poco dopo la tre quarti della corsa, Tony Kanaan ha poi perso il controllo della sua Dallara finendo per picchiare a seguito di un effetto pendolo, mentre Jack Hawksworth ha “pizzicato” Sebastian Saavedra facendo finire entrambi forte nelle protezioni: coinvolto anche l’incolpevole Stefano Coletti. Non è riuscito a prendere il via Conor Daly a causa del suo motore Honda incredibilmente finito in fiamme nel giro di allineamento.

 

 

Domenica 24 maggio 2015, gara

1 – Juan Pablo Montoya (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 200 giri
2 – Will Power (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 0″1046
3 – Charlie Kimball (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi – 0″7950
4 – Scott Dixon (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi – 1″0292
5 – Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal – 2″3122
6 – Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 2″5388
7 – Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 2″7821
8 – JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) – CFH – 3″5631
9 – Josef Newgarden (Dallara DW12-Chevy) – CFH – 4″0281
10 – Simon Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 4″2148
11 – Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) – KV – 5″3067
12 – Ryan Briscoe (Dallara DW12-Honda) – Schmidt – 5″6687
13 – Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) – Foyt – 6″1678
14 – Townsend Bell (Dallara DW12-Chevy) – DRR – 8″5005
15 – Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 9″6481
16 – Gabby Chaves (Dallara DW12-Honda) – Herta – 10″1016
17 – Alex Tagliani (Dallara DW12-Honda) – 11″2151
18 – James Jakes (Dallara DW12-Honda) – Schmidt – 12″0431
19 – Simona De Silvestro (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 12″7328
20 – Carlos Munoz (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 39″8346
21 – Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 1 giro
22 – Pippa Mann (Dallara DW12-Honda) – Coyne – 3 giri

Ritirati
176° giro – Sebastian Saavedra
176° giro – Jack Hawksworth
176° giro – Stefano Coletti
152° giro – Tony Kanaan
117° giro – James Davison
117° giro – Tristan Vautier
113° giro – Oriol Servia
113° giro – Ed Carpenter
62° giro – Bryan Clauson
1° giro – Sage Karam
0 giri – Conor Daly