Indy500, Quals Day 1: Carpenter comanda la Fast-9 verso il secondo giorno

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Nove posti per una pole. E’ questo il leitmotiv del primo giorno di qualificazioni alla 98esima Indianapolis 500 Mile Race e a fare gli onori di casa ci ha pensato Ed Carpenter, poleman lo scorso anno e pronto a ripetersi anche domani incassando la pole provvisoria con una media 230.661 mph sui quattro giri del catino più famoso al Mondo.

Al frastuono dello sparo che alle 17.50 locali ha segnato la fine delle ostilità il pilota di Indianapolis è riuscito a mantenere la prima piazza dagli attacchi portati in massa dagli altri agguerritissimi piloti, in prims Carlos Munoz, alla sua seconda Indy500, la prima come regular del campionato. Il colombiano è attardato di appena un decimo ed ha promesso battaglia per la Fast-9 di domani che si prospetta davvero serrata.

Di tre piloti iscritti a questa edizione il Team Penske è riuscito a piazzare due suoi alfieri nella shoot-out finale: Helio Castroneves nella sua inedita livrea commemorativa a quella di Rick Mears ha ottenuto il terzo tempo piazzandosi di poco avanti al team-mate Will Power, finalmente incisivo nella gara che vale il campionato, se non di più. La nota dolente viene dal campione del 2000 Juan Pablo Montoya, appena decimo seppur con una media superiore alle 229 miglia orarie.

Le vetture della scuderia Andretti si sono invece dimostrate tutte veloci ed affidabili, ed insieme a Munoz nella sessione che varrà la pole ci sono anche un eccezionale James Hinchcliffe autore del quarto tempo ed un ottimo Marco Andretti il quale ha ottenuto il quinto tempo. Kurt Busch, decimo, oggi è stato a mezzo servizio per gli impegni della NASCAR, stanotte All Star Race a Charlotte, e verso metà sessione ha lasciato in aereo Indianapolis che il settimo tempo provvisorio, eguagliato dagli altri nelle ultime battute della sessione. Un seccato Ryan Hunter-Reay non è riuscito a far meglio dell’undicesimo posto e dovrà quindi riconquistarsi la qualificazione nella seconda giornata, quella che assegna i posti in griglia dal decimo in giù.

Il vincitore del primo GP di Indianapolis Simon Pagenaud torna in albergo con il settimo posto in tasca, chissà che il casco con la dedica ad Ayrton Senna non abbia fatto la sua parte… Dietro al transalpino del team Schmidt troviamo un velocissimo e felicissimo Josef Newgarden davanti ad uno strabiliante JR Hildebrand (quello che finì a muro nel 2011 all’ultima curva lasciando la vittoria a Wheldon, ndr) che si unisce alla festa targata Ed Carpenter Racing.

Se vi chiedete dove siano i Ganassi boys vi possiamo rispondere che molto probabilmente stanno ancora completando i loro giri in pista. Scherzi a parte i quattro portacolori di ‘Big Chip’ non sono sembrati assolutamente in grado di impensierire quelli che sono stati i top-drivers di oggi ed uno Scott Dixon quindicesimo come migliore dei suoi lascia parecchio a desiderare sulle condizioni del team alla viglia della gara più importante dell’anno.

In una sessione senza incidenti ma interrotta da una fastidiosa pioggia a due ore dal termine (80 min di stop) si sono fatti largo con onore il rookie Jack Hawksworth, a lungo nella top-9, il moscovita Mikhail Aleshin, sedicesimo e il più sempre apprezzato Sage Karam, ventunesimo sulla Dallara/Chevy del Dreyer & Reinbold Racing. Ventisettesima piazza per il campione 1995 Jacques Villeneuve, ultima per Buddy Lazier, che sopperisce alla carenza di velocità in pista con un bagno di folla davanti al suo garage, perché ad Indianapolis un campione rimane campione in eterno!.

 

Classifica Day 1

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Roberto Del Papa