Indy500, Ryan Hunter-Reay vive il suo sogno americano!

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Ryan Hunter-Reay ha trionfato in una emozionante edizione della 500 Miglia di Indianapolis battendo in volata Helio Castroneves, a caccia del suo quarto sigillo sul catino più veloce al Mondo.

Il pilota del team Andretti Autosport è il primo pilota di casa ad ottenere la vittoria dopo il successo di Sam Hornish Jr. nel 2006.

Una bandiera rossa a sei giri dalla bandiera a scacchi ha regalato alla gara una emozionante corsa nella corsa per la vittoria, culminata con una lotta da coltello tra i denti fra Hunter-Reay e Castroneves, con Marco Andretti spettatore di lusso alle loro spalle. Sul traguardo il vincitore ha avuto la meglio del brasiliano di appena sei centesimi, il secondo margine di vittoria più stretto nella storia della Indy500.

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“E’ un sogno che si avvera” ha esclamato Hunter-Reay nella victory lane alzando la bottiglia del latte al cielo in segno di vittoria. “Non posso crederci, non avevamo mai provato quelle linee che abbiamo fatto negli ultimi giri.”

Alla gioia del vincitore si è contrapposta la delusione dello sconfitto Castroneves, il lacrime non appena sceso dalla sua monoposto, ma comunque gentile e disponibile nelle interviste, dove ovviamente non ha potuto nascondere lo sconforto per non essere riuscito nell’impresa di far sua la quarta 500. “E’ un peccato esserci arrivati così vicino, ma oggi era il giorno di Ryan. Volevo vincere assolutamente per Roger Penske, almeno spero sia stato un buono show in TV. Il secondo va bene, ma fa anche schifo…”

Marco Andretti sembrava pronto per conquistare la prima vittoria ad Indy e spezzare la maledizione della sua famiglia, ma quando la situazione si è fatta calda non è riuscito a rimanere a contatto con i due di testa, perdendo metri ed attimi fondamentali. La gara è da ritenere comunque sia più che ottima ed è fondamentale per il campionato dove è in piena lotta.

Quarto posto per Carlos Munoz, ancora una volta nelle posizioni di vertice dopo l’exploit dello scorso anno al debutto con il secondo posto dietro Kanaan, quest’ultimo in netta difficoltà come tutta la truppa Ganassi, a partire da Dixon finito anche a muro.

Niente da fare per il poleman Ed Carpenter, partito forte e possessore di un ottimo ritmo ma poi stoppato, placcato, speronato, abbattuto da un James Hinchcliffe troppo impulsivo nella sua manovra di sorpasso nei confronti di Carpenter che si era trovato chiuso a sandwich con Bell all’esterno.

Quest’ultimo è stato protagonista di un’ottima gara purtroppo terminata anzitempo con uno spettacolare incidente causa della bandiera rossa descritta prima, forse beccando un detrito lasciato in pista dalla macchina di Villeneuve e non segnalato tempestivamente dalla direzione corsa.

Juan Pablo Montoya poteva essere un buon contendente alla vittoria grazie alla sua strategia abbastanza anomala e fuori dallo schema ideale, ma ha pensato bene di autoeliminarsi sforando il limite di velocità della pit-lane, in una bizzara concomitanza con il compagno di scuderia Will Power, anche lui beccato dall’autovelox mentre si trovava in posizione interessante.

Ed ora il capitolo Busch. L’Outlaw è stato praticamente perfetto in ogni situazione di gara e probabilmente gli è mancato quello spunto, tipico dei veterani IndyCar, che nei giri finali dopo la ripartenza gli sarebbe valso qualcosa in più per la classifica, ma il campione NASCAR 2004 può presentarsi a Charlotte con il sesto posto finale nella sua forse unica apparizione allo Speedway il che non è per niente male.

Jaques Villeneuve chiude il suo ritorno ad Indianapolis con il quattordicesimo posto, ma francamente il canadese si è visto davvero poco se non per le inquadrature di rito che la regia statunitense gli ha riservato. A conti fatti chiedere di più ad un pilota fermo da parecchio tempo se non per qualche comparsata qua e la in giro per il Mondo era anche troppo e magari questo era un piccolo assaggio per qualcosa di più grande in ottica 2015, vedi la voce campionato completo.

Ottima invece la gara del rookie Sage Karam, partito terz’ultimo ed arrivato nono. Il team Ganassi ha tra le mani il nuovo asso, made in USA, per quando un giorno che tutti speriamo sia lontano Scott Dixon appenderà il casco al chiodo. Nella top-10 bisogna segnalare il settimo posto di Sebastien Bourdias ed il decimo di Hildebrand, che per come si era messa la gara all’inizio sembrava poter ambire a molto di più.

Honda vince la sfida con Chevy piazzando tre suoi piloti nella top-5, mentre nel computo generale con la top-10 a prevalere è il costruttore di casa, con sei piloti contro i quattro ‘nipponici’.

Results - 200 laps:

Pos  Driver              Team/Engine           Time/Gap
 1.  Ryan Hunter-Reay    Andretti/Honda   2h40m48.2305s
 2.  Helio Castroneves   Penske/Chevy          +0.0600s
 3.  Marco Andretti      Andretti/Honda        +0.3171s
 4.  Carlos Munoz        Andretti/Honda        +0.7795s
 5.  Juan Pablo Montoya  Penske/Chevy          +1.3233s
 6.  Kurt Busch          Andretti/Honda        +2.2666s
 7.  Sebastien Bourdais  KV/Chevy              +2.6576s
 8.  Will Power          Penske/Chevy          +2.8507s
 9.  Sage Karam          Ganassi/Chevy         +3.2848s
10.  JR Hildebrand       Carpenter/Chevy       +3.4704s
11.  Oriol Servia        Rahal/Honda           +4.1077s
12.  Simon Pagenaud      Schmidt/Honda         +4.5677s
13.  Alex Tagliani       Fisher/Honda          +7.6179s
14.  Jacques Villeneuve  Schmidt/Honda         +8.1770s
15.  Sebastian Saavedra  KV/Chevy              +8.5936s
16.  James Davison       KV/Chevy              +9.1043s
17.  Carlos Huertas      Coyne/Honda          +12.1541s
18.  Ryan Briscoe        Ganassi/Chevy        +13.3143s
19.  Takuma Sato         Foyt/Honda           +13.7950s
20.  Jack Hawksworth     Herta/Honda          +13.8391s
21.  Mikhail Aleshin     Schmidt/Honda          -2 laps
22.  Justin Wilson       Coyne/Honda            -2 laps
23.  Martin Plowman      Foyt/Honda             -4 laps
24.  Pippa Mann          Coyne/Honda            -7 laps

Retirements:

     Townsend Bell       KV/Chevy              190 laps
     Tony Kanaan         Ganassi/Chevy         177 laps
     Ed Carpenter        Carpenter/Chevy       175 laps
     James Hinchcliffe   Andretti/Honda        175 laps
     Scott Dixon         Ganassi/Chevy         167 laps
     Josef Newgarden     Fisher/Honda          156 laps
     Charlie Kimball     Ganassi/Chevy         149 laps
     Buddy Lazier        Lazier/Chevy           87 laps
     Graham Rahal        Rahal/Honda            44 laps

All drivers use Dallara chassis

 

Roberto Del Papa