IndyCar 2017 al via: uno sguardo ai protagonisti

Sta per sventolare la bandiera verde sulla stagione 2017 della Verizon IndyCar Series e a poco meno di quattro giorni dal via ufficiale del campionato nella consueta location di St. Petersburg in Florida, vale la pena dare un occhiata a quelli che saranno i protagonisti ed i valori in campo, alla luce di alcuni cambi di ‘casacca’ molto importanti avvenuti durante l’inverno, dove mercato piloti a parte la notizia principale è stata quella della chiusura del KV Racing di Jimmy Vasser e Kevin Kalkhoven.

 

TEAM PENSKE (Chevrolet)

#1 Simon Pagenaud
#2 Josef Newgarden
#3 HelioCastroneves
#12 Will Power

Se nel 2016 la corazzata Penske sembrava inaffondabile, pardon imbattibile, in questo 2017 l’impresa per gli altri sembra quanto mai proibitiva, merito del colpaccio del team di Mooresville chiamato Josef Newgarden, strappato senza troppa difficoltà dal team di Ed Carpenter. Con la giovane stella americana il team del ‘Capitano’ si è nettamente rafforzato e sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria del campionato 2016 di Simon Pagenaud ora ha serie chance di portare in bacheca una doppietta. Come se non bastasse Newgarden, 26 anni, avrà l’appoggio personale di Tim Cindric al muretto box, segnale inequivocabile che all’interno del team la musica è cambiata e che Will Power non è più il n.1 della squadra. Se Newgarden, Pagenaud e Power hanno le stesse chance di vittoria in ottica campionato, il compito è più probante per il ‘vecchietto’ Helio Castroneves, che sicuramente terrà le sue carte migliori per la caccia alla quarta, e leggendaria, vittoria alla Indianapolis 500.

 

CHIP GANASSI RACING TEAMS (Honda)

#8 Max Chilton
#9 Scott Dixon
#10 Tony Kanaan
#83 Charlie Kimball

Che il team di Chip Ganassi non è più quelli degli Zanardi, dei Vasser e dei Montoya lo si intuisce buttando uno sguardo alla sua line-up. Certo direte voi, Dixon e Kanaan da soli valgono metà schieramento, ma Kimball e soprattutto Chilton non sarebbero mai stati chiamati da Chip se non fossimo in tempi di vacche magre. Per Dixon la stagione si prospetta in salita, sia per la mancanza di uno sponsor all’altezza di sostituire la Target, (nei test ha girato sempre in bianco) sia perché lui e i suoi compagni dovranno adattarsi velocemente ai motori e kit Honda, da quest’anno fornitrice del team. Questa mossa è stata studiata in ottica 2018, quando il kit aerodinamico sarà unico e il motore Honda potrà competere alla pari con la Chevy. Kanaan è sul viale del tramonto e il discorso fatto per il connazionale Castroneves vale anche per lui, tranne il fatto che Kanaan sarebbe alla caccia del secondo centro a Indy. Kimball, zitto zitto, ha lavorato molto bene dietro le quinte nel 2016 e questa potrebbe essere la stagione buona per combinare qualcosa di concreto, ma la verità è che sia per lui che per Chilton la presenza da queste parti è legata unicamente al budget degli sponsor.

 

ANDRETTI AUTOSPORT (Honda)

#26 Takuma Sato
#27 Marco Andretti
#28 Ryan Hunter-Reay
#98 Alexander Rossi

C’è aria di cambiamento dalle parti di Nazareth, e non parliamo di tesi bibliche. Dopo un 2016 assolutamente da dimenticare se non per la rocambolesca vittoria di Alexander Rossi ad Indianapolis con regia di Bryan Herta, il 2017 dovrebbe essere l’anno del riscatto anche alla luce dei positivi test invernali appena conclusi. La notizia principale non è la presenza del giapponese Takuma Sato, in sostituzione di Munoz, al cospetto di Michael Andretti, ma il passaggio di regia ai box di Bryan Herta che lascia Rossi per Andretti, Marco, reduce dalla sua peggiore stagione di sempre. Il rampollo di famiglia potrà contare su una solida mano da parte di Bryan e chissà che già da St. Petersburg non ci possa essere una sorta di rinascita, che spera di avere anche Ryan Hunter-Reay, anche lui vittima non senza colpe dell’opaca stagione di tutto il team.

 

RAHAL LETTERMAN LANIGAN RACING (Honda)

#15 Graham Rahal

Si narra che in Giappone negli stabilimenti Honda ci sia una sua statua placcata oro all’entrata, fatto sta che Graham Rahal ha salvato la faccia ai giapponesi in più di un occasione, dimostrando una maturità formidabile ma anche una tenacia da vero campione come dimostra l’epocale vittoria in Texas in volata su Hnchcliffe dopo una lotta allucinante negli ultimi giri. Graham ci crede e fa bene, ha un team che lavora tutto per lui e non solo perché è di papà Bobby e in aggiunta per alcune gare potrà contare anche sull’appoggio di una vecchia volpe come Oriol Servia che non guasta mai. Finalmente il team ha un appoggio economico solido e  un pool di tecnici e ingegneri rinnovato e se potesse avere una seconda auto per tutta la stagione, chissà…

 

ED CARPENTER RACING (Chevrolet)

#20 Ed Carpenter (ovali)/Spencer Pigot (stradali e cittadini)
#21 JR Hildebrand

Perso Newgarden, per il team ‘All America’ sarà un 2017 duro e indecifrabile. Il pilota di punta è JR Hildebrand, tornato in scena dopo tre anni in cui correva solo ad Indianapolis. Sulle spalle del californiano pesa ancora l’edizione 2001 persa all’ultima curva, ma dovrà subito scrollarsi di dosso i pensieri negativi perché sarà lui a tirare avanti il carretto per tutta la stagione. Sulla Dallara #20 si alterneranno come di consueto due piloti, patron Ed affronterà tutti gli ovali ed il promettente ma incostante Pigot sarà protagonista su cittadini e stradali. Riuscirà l’unico team tutto americano del campionato a difendere a dovere i colori della patria?

 

SCHMIDT PETERSON MOTORSPORTS (Honda)

#5 James Hinchcliffe
#7 Mikhail Aleshin

Ci sono un canadese e un russo. No quella che potrebbe essere una barzelletta invece è uno dei team equipaggiati Honda più completo e le carte in regola per far bene ci son tutte con due piloti all’altezza come James Hinchcliffe e Mikhail Aleshin. La decisione del team di lasciare la Indy Lights è si un fatto negativo per la serie propedeutica, ma è anche un chiaro segnale di un impegno sempre più importante per il campionato IndyCar che Schimdt prima o poi vuole vincere. Hinchcliffe è ormai un pilota affidabile e veloce e Aleshin ha spazzato via le ultime perplessità su di lui con un 2016 davvero sopra le righe, sfiorando più volte la vittoria, che magari arriverà quest’anno. Pipo Derani e il messicano Luis Michael Dorrbecker hanno provato durante l’inverno ed uno dei due potrebbe essere il candidato per una terza vettura da schierare una tantum durate la stagione.

 

DALE COYNE RACING (Honda)

#18 Sebastien Bourdais
#19 Ed Jones (R)

Il team di Plainfield, Illinois, sta prendendo sempre più i connotati di un team all’altezza del campionato in cui corre. Seppur con il solito budget ridotto al lumicino questa volta il buon Dale non ha annunciato i suoi piloti il giorno prima delle libere di St.Petersburg ma ha addirittura annunciato i suoi due cavalli di razza con largo anticipo con una svolta non poco epocale. Via tutto e tutti e dentro il quattro volte campione Champ Car Sebastien Bourdais, rimasto appiedato dall’abbandono del team KV e il neo-laureato vincitore della Indy Lights Ed Jones che corre sotto le insegne degli Emirati Arabi Uniti ed è de-facto il vincitore del titolo di rookie of the year essendo l’unico debuttante di quest’anno. Altra mossa davvero interessante è quella effettuata per rinvigorire il reparto tecnico al muretto box, ora diretto da persone chiave nei successi di Bourdais in Champ Car con il team Newman/Haas.

 

A.J. FOYT ENTERPRISES (Chevrolet)

#4 Conor Daly
#14 Carlos Munoz

Come per altre scuderia anche dalle parti di Waller, Texas tira una ventata di aria nuova. Abbandonata la Honda per la Chevrolet, la perdita di Takuma Sato partito per il team Andretti è stata inevitabile. Il team gestito da Larry Foyt ha dunque ripiegato proprio per il fuggitivo del team Andretti Carlos Munoz in una sorta di scambio di favori. L’arrivo di Conor Daly, pilota veloce e in piena crescita, da fiducia su quelli che sono i piani di Larry su una ristrutturazione a lungo termine per il team texano dopo anni di buio, supportato un pompa magna dalla ABC Supply che da due anni finanzia entrambi le vetture.