IndyCar, Baltimora: La sesta sinfonia di Power.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

L’analisi. Will Power vince la gara inaugurale del circuito cittadino di Baltimora (sesta affermazione stagionale) e vede ormai ad un passo la vetta della classifica, con Franchitti ora distante solo cinque lunghezze.
L’australiano,proprio come a Sonoma,ha centrato bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole e maggior numero di giri condotti in testa),trovando preziosi alleati (Servia e Kanaan) che hanno tenuto il rivale scozzese immediatamente fuori dal podio.
A seguire si è classificato il duo di Ganassi con Franchitti davanti a Dixon.
Grandissimo successo di pubblico per il nuovo tracciato di Baltimora con oltre 70.000 spettatori accorsi,che hanno provato il primo brivido della giornata già nel warm-up quando Kanaan,a causa di un guasto ai freni,ha tamponato violentemente Castroneves travolgendo poi le barriere di pneumatici (trovate il video al termine dell’articolo).
Per fortuna nessuna conseguenza fisica per i due brasiliani,costretti,però,a partire dal fondo dello schieramento dovendo usare il muletto,visti i danni alle vetture titolari.
Al via Graham Rahal,scattato in prima fila,sorprende Power,che però dopo due curve si riprende la posizione e guadagna un margine di sicurezza.
Prima parte di gara con poche emozioni: Bourdais,partito quinto,è costretto al ritiro dalla rottura del cambio,problemi tecnici frenano Conway che perde diverse posizioni.
Dixon,Kanaan,Servia,Andretti,Tagliani,Conway,Patrick,Plowman e Castroneves provano a mischiare le carte ed effettuano una sosta molto anticipata sperando in una bandiera gialla.
Pantano,qualificatosi quindicesimo ma scattato tredicesimo per la retrocessione in griglia di Castroneves e Kanaan,tiene bene la top ten nel primo stint.
A partire dal ventunesimo giro si apre la finestra utile per il primo pit stop programmato in assenza di caution e tutto il resto dello schieramento si ferma per il rifornimento.
A differenza di quanto visto a Sonoma,qui non c’è un grande differenza prestazionale tra gomme morbide e dure,ne consegue che gli pneumatici non rappresentano una scelta chiave.
Power, ripresosi la vetta dopo che tutti hanno rifornito, manca la chicane che spezza il rettilineo del traguardo e viene costretto ad alzare il piede per non incorrere in penalità,ne approfittano Rahal e Franchitti per riavvicinarsi.
Giro 32: prima caution della gara causata da Tomas Scheckter fermo in pista:Scheckter stesso (fatto ripartire dai commissari),Kanaan,Castroneves,Patrick e Andretti approfittano per effettuare la seconda ed ultima sosta ai box.
Al giro 37 si riparte e si consuma il patatrack:Briscoe,con una manovra fin troppo ottimistica (poi giustamente sanzionata),prova,senza riuscirci,il sorpasso su Hunter-Reay:
ne consegue un tamponamento a catena e quindi un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani), con pista completamente ostruita e dodici piloti coinvolti.
Kanaan trova un varco interno e riesce a passare molti avversari; Jakes e Pantano sono costretti al ritiro; Servia,Kanaan,Dixon,Tagliani,Sato e Hunter-Reay traggono vantaggio dalla neutralizzazione per rifornire l’ultima volta;Andretti inonda la pista di olio e deve abbandonare la gara,prolungando ulteriormente la fase di caution.
A questo punto solo i primi cinque (Power,Rahal,Franchitti,De Silvestro e Viso) non hanno
effettuato il pit-stop: alla ripartenza avranno una decina di giri circa per spingere al massimo e guadagnare una trentina di secondi circa su Servia,primo pilota tra quelli che non devono più fermarsi.
L’impresa di guadagnare 3 secondi al giro circa sullo spagnolo è veramente ardua e riesce al solo Power che conserva il comando sino al termine; Rahal,la De Silvestro e Viso precipitano nel gruppone (alla fine concluderanno,rispettivamente,decimo,dodicesima e quindicesimo); Franchitti,rallentato alla ripartenza da un contatto con Rahal,rientra quarto e molto vicino al duo Kanaan-Servia, ma non riesce a sopravanzarli anche perchè il circuito poco si presta ai sorpassi.
La top ten è completata da Danica Patrick,sesta,aiutata da una buona stategia e protagonista vincente di un bel duello finale con Tagliani ed Hunter-Reay,nono ha concluso Meira,decimo Rahal.
Ritirati,oltre ai già citati Bourdais,Jakes,Pantano e a Andretti,anche Conway e Hinchcliffe.
Da sottolineare la strepitosa rimonta di Kanaan,partito ventisettesimo e giunto terzo.

Nubi all’orizzonte. Un campionato apertissimo che si deciderà molto verosimilmente all’ultima gara,un parco partenti sempre più ricco per quantità e qualità,numeri importanti per quanto riguarda gli spettatori in pista e davanti alla tv,eppure non tutto procede come previsto.
Prova ne sia il fatto che al momento nessun pretendente è stato ufficializzato per correre a Las Vegas,ultima gara di campionato,dove un super-premio di cinque milioni di dollari è stato messo in palio per il pilota non “regular” del campionato che dovesse vincere la corsa,incentivo pensato per attrarre la presenza spot di piloti celebri di altre serie.
Per ora nessuno ha raccolto la sfida e,a questo punto,probabilmente nessuno lo farà.
Ma al di là della questione Las Vegas ciò che desta maggiore perplessità è il problema della fornitura di motori per la prossima stagione.
Ricordiamo che l’anno venturo ci sarà un nuovo telaio Dallara con tre possibili fornitori di motori: Honda,Chevrolet e Lotus.
Regolamento alla mano un motorista può fornire al massimo il 40% del parco partenti e sembra che Honda e Chevrolet abbiano già quasi raggiunto questo limite.
Mentre i top team sono già coperti o comunque sono molto vicini ad esserlo,altre squadre,come Dreyer&Reinbold,Dale Coyne, Conquest si trovano in una situazione molto complicata:a pochi giorni dalla data in cui dovranno annunciare il loro motorista non possono accordarsi con Honda e Chevrolet altrimenti sarebbe superato il limite di fornitura e non riescono ad avere risposte concrete dalla Lotus,la cui posizione appare sempre meno consistente tanto che in molti ora si interrogano circa l’effettiva serietà del programma IndyCar di questo marchio,vista anche l’annunciata separazione dal team di riferimento – il KV di Vasser- che in questi anni ne ha portato in pista la livrea.
In caso di clamoroso forfait di Lotus evidentemente a questo punto i tempi di ammissione di un altro costruttore (ammesso che questo esista) sarebbero troppo stretti,per cui dovrebbe decadere il limite di fornitura del 40%.
Honda e Chervolet,però, in una situazione cosi fluida e dato il difficile contesto economico,sono pronte ad aumentare il numero di forniture,ma solo a patto di precise e solide garanzie finanziarie e regolamentari.

A seguire il video degli highlights della gara di Baltimora e quello dell’incidente Kanaan-Castroneves.