IndyCar: Dixon brilla nella notte di Phoenix, Filippi confuso e felice

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Un buon pubblico stimato intorno le 20mila persone ha salutato il ritorno della IndyCar Series al Phoenix International Raceway di Avondale, Arizona dopo undici anni di assenza e sotto un magnifico cielo notturno a brillare è stata la stella di Scott Dixon che approfittando dei guai di Castroneves e Montoya ha portato in bacheca il trentanovesimo trofeo raggiungendo un mito come Al Unser in quarta posizione nella speciale graduatoria dei piloti più vincenti di sempre nel campionato.

La vittoria del neozelandese è arrivata grazie ad una gara solida, aiutato come sempre dallo splendido lavoro del muretto box Ganassi, una garanzia quando in pista le cose non sembrano girare per il meglio. La prima parte di gara è stata infatti comandata dai due uomini del team Penske, Castroneves e Montoya, che vittime di una strana congiunzione astrale sono stati vittima dello stesso problema, la foratura della ruota anteriore destra.

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Con i due front-runners fuori dai giochi, per Dixon si è trattato solo di contenere Simon Pagenaud, inaspettato secondo e Will Power, rimessosi in forma dopo il forfait di St. Petersburg. Penske quindi contento a metà, visto che senza i due analoghi problemi alle gomme – Firestone dovrà indagare affondo a tal proposito per evitare guai più ingenti a Indianapolis – a quest’ora starebbe festeggiando a caviale e champagne un dominio su tutta linea. Di certo la 250 miglia di Phoenix ha rimarcato quello che sarà il leitmotiv della stagione, ossia l’onnipresente faida Penske-Ganassi.

A differenza delle qualifiche la gara ha risparmiato agli equipaggi Honda una scottante figuraccia ed il quinto posto di un solido Graham Rahal – una certezza per i giapponesi – fa ben sperare in vista di Indianapolis, constatato che in setup di gara il divario tra i due aerokit si annulla o quasi. La prova del nove si ha con la gagliarda prova di Ryan Hunter-Reay, sempre pimpante nei numerosi restart che hanno caratterizzato questo atteso ritorno nel deserto dell’Arizona.

Scott Dixon, Simon Pagenaud, Will Power

Buon quarto posto per Tony Kanaan, rallentato dal mal-fissaggio della posteriore destra in un pit-stop, ma da evidenziare è il settimo posto di Max Chilton, alla premiere su un circuito ovale, dove l’esperienza gioca un ruolo più che determinante. Al contrario dell’inglese ex-F1 il debutto di Luca Filippi su ovale è sicuramente agrodolce: il risultato in classifica parla chiaro, 20esimo a sette giri, ma una solida prova nella seconda parte di gara dopo un innocuo testacoda – è finito nello sporco per lasciare spazio a Castroneves in fase di doppiaggio – nella prima frazione dà fiducia in vista dei prossimi impegni.

Unici due ritiri della serata quelli di Carlos Munoz e Ed Carpenter, entrambi a muro senza conseguenze se non per le loro vetture.

Prossimo appuntamento con la Verizon IndyCar Series il 15-17 Aprile sulle strade di Long Beach, California.

 

 

I risultati

Il campionato
1. Pagenaud 83; 2. Dixon 79; 3. Montoya 74; 4. Hunter-Reay 56; 5. Kanaan 54; 6. Castroneves 53; 7. Rahal 44; 8. Aleshin 43; 9. Sato 43; 10. Chilton 39.

 

Roberto Del Papa – @papix27