IndyCar, Fontana: Rahal a sorpresa nella gara del ritorno al pack racing

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Sull’ovale da due miglia dell’Auto Club Speedway, svelatosi per la prima volta in diurna nella nuova collocazione in calendario, è andata in scena una spettacolare battaglia all’ultimo respiro di oltre tre ore: in una vera e propria gara “pack” come (per questioni di sicurezza) non se ne vedevano da lungo tempo, un nutrito gruppo di oltre dieci piloti si è giocato le prime posizioni a suon di scie e traiettorie differenti, dal primo all’ultimo giro. A spuntarla in un finale convulso è stato Graham Rahal, che rompe un lungo digiuno di vittorie tornando al successo per la prima volta da St. Petersburg 2008.

11694758_694169527356055_7540565997802732978_nLa MAVTV 500 si è rivelata decisamente convulsa. Dopo una prima metà di gara divertente e priva di incidenti, al 137º giro un contatto tra Ryan Briscoe e Helio Castroneves ha dato il via al valzer delle caution, eliminando il brasiliano dalla competizione. Cinque le neutralizzazioni totali, che hanno visto soccombere protagonisti del calibro di Ed Carpenter, Josef Newgarden, Takuma Sato e Will Power, vittime della dura legge del “close racing”. La collisione e lo schianto a muro di questi ultimi due hanno generato una sospensione con bandiera rossa decisa al volo per permettere di salvaguardare il finale di gara, conclusasi con uno sprint di tre giri di cui solo due completati a causa di un pauroso botto del già citato Briscoe, decollato dopo aver cozzato contro la vettura di Ryan Hunter-Reay. Tutti i piloti sono usciti incolumi dai rispettivi crash. Da segnalare anche l’inconveniente che ha minato l’andamento della corsa di Graham Rahal: un’incomprensione al rifornimento ha portato il vincitore a sradicare parte del bocchettone e a perderlo poi in pista, causando la terza delle bandiere gialle.

Venuto prepotentemente fuori alla distanza, il trionfatore Rahal ha preceduto nella classifica finale Tony Kanaan e Marco Andretti, entrambi sugli scudi già nelle prime fasi di gara. Il leader di campionato Juan Pablo Montoya è quarto, mentre Sage Karam e Scott Dixon chiudono subito dietro: solida prestazione quella del team Ganassi, che porta le sue quattro Dallara/Chevy nelle prime otto posizioni con Charlie Kimball, appunto, ottavo. Davanti a lui, James Jakes ottiene una più che positiva settima piazza dopo diverse difficoltà iniziali, mentre Simon Pagenaud “crolla” dalla pole position al nono posto; chiude la top-10 Jack Hawksworth.

11695881_694169540689387_2885159296357862191_nIn classifica generale, Montoya sfrutta il passo falso di Power per allungare (407 contro 361); Dixon segue il campione in carica a sole tre lunghezze di distacco, con Rahal quarto a 334 punti e Castroneves quinto a 330. La IndyCar Series tornerà in pista tra due settimane, sul celebre Milwaukee Mile, ma i giorni che ci separano dalla ABC 250 saranno molto caldi. “Per ragioni che non conosciamo”, per citare Tim Cindric, il field si è ritrovato a dare vita ad una vera gara “pack”, nella quale le vetture hanno proceduto come uno sciame disordinato, affiancate a pochi centimetri l’una dall’altra. Dopo l’incidente fatale di Dan Wheldon a Las Vegas 2011, il board, i team, Dallara e i piloti hanno fatto di tutto per scongiurare il ripetersi di questo tipo di competizione, attraverso regole stringenti e soluzioni tecniche ad hoc. Molti dei piloti, da Kanaan a Power, si sono detti scioccati per lo sviluppo di questa “crazy race” e l’allarme sicurezza è già stato lanciato al grido di “non ci serve un’altra Las Vegas”. Per gli abitanti della stanza dei bottoni saranno ore… piuttosto intense.

@edoverce97