IndyCar: Justin Wilson vince in Texas.

Mancava dalla victory lane da Watkins Glen 2009: dopo un digiuno di 44 gare Justin Wilson riesce a spezzare l’incantesimo tornando al successo nella gara notturna del Texas e cogliendo la prima affermazione su un ovale nella sua carriera.
La gara si è decisa nella seconda parte con numerosi colpi di scena che hanno via via tolto di scena o rallentato diversi protagonisti.
Tra questi Scott Dixon, che aveva dominato gran parte della corsa conducendo in testa ben 113 giri sui 225 in programma: con il mutare delle temperature (e quindi del grip) il neozelandese si è trovato sempre più in difficoltà finendo a muro al giro 173 dopo essere stato scavalcato da Will Power.
Quest’ultimo ha dovuto abbandonare la lotta della vittoria in seguito ad un drive through che la direzione gara gli ha inflitto per una manovra di blocking ai danni di Kanaan (l’australiano ha poi concluso in ottava posizione).
A quel punto la gara sembrava nelle mani di Graham Rahal, ma il figlio di Bobby ha pizzicato il muro in curva 4 quando mancavano solo due giri al termine perdendo la leadership a favore di Wilson.
Il podio è stato completato da un positivo Ryan Briscoe che ha preceduto le nuove leve Hinchcliffe, Hildebrand e Pagenaud (che consolida il primato nella speciale classifica degli esordienti).
Gara-no per Franchitti: lo scozzese, brillante in prova, ha decisamente sofferto in gara lamentando problemi di sovrasterzo e di aderenza. Dario ha chiuso addirittura quattordicesimo.
Peggio ancora è andata a Barrichello e alla De Silvestro che non sono riusciti nemmeno a prendere il via per problemi tecnici: se per la svizzera c’è la magra consolazione di aver quantomeno evitato di essere fermata dalla direzione gara come successo ad Indianapolis, per il brasiliano si tratta di un’occasione persa per fare preziosa esperienza su un ovale con banking medio-alto.
Ancora a muro Takuma Sato (e siamo alla terza gara consecutiva): il giapponese è veloce ma decisamente troppo falloso, almeno in questo scorcio di stagione.
In ottica campionato Power guadagna terreno sul duo del team Ganassi, mentre il già citato Hinchcliffe mette in cascina punti importanti: ora il canadese è terzo in graduatoria.
Infine vogliamo evidenziare due aspetti. Il primo è che, dopo che alla Honda è stato concesso di apportare modifiche al proprio motore, il costruttore giapponese ha infiliato tre successi (o meglio tre doppiette) di fila.
Il secondo è che quella del Texas era la prima gara su ovale veloce da 1.5 miglia dopo la tragedia di Las Vegas dello scorso anno: per scoraggiare il “pack racing” (corsa con gruppo estremamente compatto) ed evitare quindi percolosi contatti ed incidenti multipli, è stato adottato un minor carico aerodinamico.
Per la verità il livello di downforce è stato più volte modificato prima della gara per trovare il miglior compromesso possibile: alla fine il risultato (almeno a giudicare dall’andamento della gara) è stato abbastanza positivo. Certo non abbiamo visto il gruppo selvaggio con due-tre macchine costantemente ruota a ruota, ma dal punto di vista della sicurezza tutto è sembrato procedere nel verso giusto. Non resta che attendere i prossimi appuntamenti per verificare meglio queste impressioni.
Nel link che segue troverete tutte le classifiche e le statistiche della gara.

Firestone_550_Race_Results