IndyCar, Le proposte di Autosport per migliorare la sicurezza.

articolo tratto da Autosport

articolo tratto da Autosport

Vi segnaliamo questo interessante articolo tratto da Autosport che raccoglie alcune proposte per migliorare la sicurezza degli ovali: idee che meritano sicuramente di essere analizzate e valutate perchè potrebbero effettivamente costituire un importante passo in avanti.
Ringrazio depaillerontyrrellp34 per la segnalazione e il fondamentale supporto.
Come abbiamo scritto in un post precedente sembra che l’impatto fatale di Wheldon sia avvenuto contro uno dei pali che sostengono le reti di protezioni che si innalzano al di sopra del muretto.
Le proposte per il futuro muovono proprio dal tentativo di migliorare questo aspetto:
nell’articolo si propone di sostenere le reti con pali che si trovino all’esterno anzichè all’interno e si riporta il parere di Paul Tracy, il quale ritiene che queste reti debbano essere sostituite da protezioni in plexiglass (sul modello di quelle che proteggono il personale tecnico che siede al muretto dei box nei rettilinei delle piste di F1).
Di diverso avviso Max Angelelli,che, intervistato dal sito www.italiaracing.net propone di elevare il muro di protezione.
Variabili da considerare nella effettiva implementazione di queste modifiche sono la presenza di possibili controindicazioni dal punto di vista della sicurezza dei piloti e degli spettatori (e visibilità di questi ultimi), nonchè l’effettiva fattibilità e sostenibilità economica di questi interventi, perchè, come suggerito proprio da italiaracing, bisogna considerare che i proventi principali per gli ovali (eccetto Indianapolis) vengono dalle gare del circuito Nascar , rispetto alle quali l’attuale configurazione non dà,al momento,particolari problemi di sicurezza e quindi non presenta reali esigenze di cambiamento: ne deriva che, sulla base di una stretta analisi costi-benefici, alcuni circuiti potrebbero decidere di uscire dal calendario IndyCar piuttosto che effettuare questi lavori.
La sfida del futuro,dunque, è quella di cercare soluzioni dai costi sostenibili senza sacrificare assolutamente niente dal punto di vista della sicurezza.
Vengono inoltre evidenziati i miglioramenti apportati dalla nuova Dallara, che presenta un sistema di protezione delle ruote posteriori per evitare l’effetto catapulta e introduce una migliore salvaguardia del pilota attraverso un incremento di dimensioni delle protezioni in schiuma presenti nell’ abitacolo dietro la zona del casco e sotto il sedile.
Si riportano,inoltre, le impressioni di grandi del passato come Mario Andretti e Rick Mears, secondo i quali le gare su ovali “da gruppo selvaggio” di oggi (nelle quali,viaggiando le vetture molto compatte e con formazioni di due o tre monoposto appaiate ruota a ruota,è molto alto il rischio di contatti che possono tradursi,come abbiamo visto, in incidenti cruenti con un grande numero di vetture coinvolte) sono la conseguenza di vetture poco selettive e, per questo, propongono maggiore potenza e aerodinamica meno efficiente in modo che venga maggiormente esaltata la differente abilità dei piloti e quindi il gruppo possa sgranarsi molto più velocemente.