IndyCar – Long Beach, Gara: Sato-San California king

Ci è voluta la mano magica di AJ Foyt per far conquistare la prima vittoria a Takuma Sato, prima affermazione di un giapponese nella IndyCar Series e prima vittoria del team Foyt in un circuito non-ovale da quando compete nella serie fondata da Tony George.

Il pilota di Tokyo ha convinto per la sua micidiale freddezza nel controllare ogni fase della gara, dal movimentato via dove non ha commesso uno dei suoi soliti errori di repertorio fino ad arrivare al finale dove è riuscito a contenere l’incerto attacco di Graham Rahal, che tra l’altro a conquistato un meritatissimo podio conducendo una gara esemplare aiutato dall’ottima strategia del team Rahal.

Sul podio anche Justin Wilson, molto bravo a risalire dall’ultima fila e poi aiutato anche dalle varie caution le quali hanno stravolto le strategie di molti protagonisti, come Kanaan che a pochi giri dalla fine è stato mandato contro il muro dal troppo arrembante Oriol Servia (penalizzato di 20 sec.), che ha vanificato le ottime gare di entrambi.

Il poleman Franchitti non è riuscito a capitalizzare il vantaggio che aveva acquisito nelle prime fasi di gara, dove teneva un passo troppo veloce per tutti gli altri, Power compreso, non particolarmente aggressivo oggi, probabilmente per problemi di assetto i quali hanno condizionato anche la performance di Hunter-Reay. Tra l’altro sia l’australiano che il campione in carica non sono stati esenti da toccate ed errori.

 

Buon quinto posto per JR Hildebrand, primo degli Chevy nel dominio Honda, seguito dal solido Andretti e Pagenaud. Ottavo posto per Simona de Silvestro, aiutata da un eccellente strategia del muretto box KV in grado di tenerla fuori sequenza pit nei momenti chiave. Chiudono la top-10 i poco lucidi Castroneves e Dixon, entrambi coinvolti in alcuni tamponamenti.

Domenica 21 aprile, gara

1 – Takuma Sato (Honda) – Foyt – 80 giri
2 – Graham Rahal (Honda) – Rahal – + 5″3612
3 – Justin Wilson (Honda) – Coyne – + 8″2386
4 – Dario Franchitti (Honda) – Ganassi – + 12″3573
5 – JR Hildebrand (Chevy) – Panther – + 28″2402
6 – Marco Andretti (Chevy) – Andretti – + 30″2703
7 – Simon Pagenaud (Honda) – Schmidt – + 31″8674
8 – Simona de Silvestro (Chevy) – KV – + 33″1224
9 – Helio Castroneves (Chevy) – Penske – + 33″4118
10 – Scott Dixon (Honda) – Ganassi – + 33″6278
11 – James Jakes (Honda) – Rahal – + 35″0645
12 – Josef Newgarden (Honda) – Fisher – + 35″8945
13 – Ana Beatriz (Honda) – Coyne – + 36″3442
14 – Sebastien Bourdais (Chevy) – Dragon – + 36″5936
15 – Will Power (Chevy) – Penske – + 43″0022
16 – Tristan Vautier (Honda) – Schmidt – + 51″7961
17 – Ed Carpenter (Chevy) – Carpenter – + 56″4533
18 – Oriol Servia (Chevy) – Panther DRR – + 29″4683*
19 – Alex Tagliani (Honda) – Herta – + 1 giro
20 – Tony Kanaan (Chevy) – KV – + 2 giri
21 – Charlie Kimball (Honda) – Ganassi – + 2 giri

Giro più veloce: Simon Pagenaud – 1’09″0775

Ritirati
54° giro – Ernesto Viso
52° giro – AJ Allmendinger
50° giro – Ryan Hunter-Reay
39° giro – Mike Conway
35° giro – James Hinchcliffe
2° giro – Sebastian Saavedra

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