IndyCar – Nella noia generale del Texas la spunta Scott Dixon

Così non ci siamo. Quella che fino a pochi anni fa era la gemma del calendario IndyCar si sta trasformando velocemente in un brutto anatroccolo ed il Texas Motor Speedway ora è diventata la spina nel fianco del campionato che con le alte sopraelevate texane non sa proprio più come comportarsi. Ha vinto Scott Dixon si, e per il neozelandese di Ganassi è un gradito ritorno alla vittoria che lo rilancia in campionato – terzo -, ma la gara da Sabato notte non passerà di certo alla storia in quanto a spettacolarità.

Il pubblico cala, 30 forse 40 mila le presenze in un impianto da 100 mila posti a sedere, ed il presidente Eddie Gossage molto goliardicamente su twitter invoca il ritorno del pack racing che tanto ha fatto la fortuna dell’ovale alle porte di Fort Worth facendo scaturire un dibattito con toni anche accesi tra tifosi, media e piloti che forse non avrà mai fine.

Addio arrivi al photofinish, addio side-by-side racing, Sabato tra il vincitore ed il suo compagno di scuderia Tony Kanaan il divario sulla linea del traguardo è stato di 7 lunghi ed interminabili secondi, che in un ovale da 1.5 miglia sono quasi 1/3 del circuito. Gli unici piloti a pieni giri in una gara caratterizzata da soltanto una caution sono quelli che hanno concluso in top-5 ed addirittura dal decimo posto di Chaves i giri di ritardo sono ben due.

La chiave di interpretazione della gara con un circuito molto abrasivo e gomme che duravano si e no due giri era correre con il più alto carico aerodinamico possibile ed il team Ganassi nella sua doppietta ha colto esattamente il punto. Questo li ha favoriti sui piloti del Team Penske autori di una gara pimpante all’inizio ma poi arrendevoli quando c’era da arrancare sulle alte sopraelevate nel finale di gara. Tra i piloti del team Penske Castroneves e Montoya sono stati quelli che hanno corso con miglior accortezza, mentre il poleman Power ha pagato a caro prezzo una scelta errata di setup che ha reso pressoché ingestibile la sua macchina in situazione di traffico, terminando addirittura in tredicesima posizione a quattro giri.

Tutti i team Honda hanno cercato di adottare una strategia più accorta e meno guerrigliera delle controparti marchiate Chevy e grazie ad un miglior consumo dei loro motori sia Marco Andretti che Carlos Munoz hanno potuto completare una gara più che dignitosa e non è stato da meno Briscoe che adottando un livello di carico tra i più alti in pista pian piano è riuscito ad inserirsi in top-10 così come Jakes, alla sua migliore uscita dell’anno. Settimo Kimball in una serata che ha visto Ganassi trionfare sotto tutti i punti vista.

 

 

Sabato 6 giugno 2015, gara

1 – Scott Dixon (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi – 248 giri
2 – Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi – 7”8000
3 – Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 9”9446
4 – Juan Pablo Montoya (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 10”4608
5 – Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 26”0947
6 – Carlos Munoz (Dallara DW12-Honda) – Andretti – 1 giro
7 – Charlie Kimball (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi – 1 giro
8 – Ryan Briscoe (Dallara DW12-Honda) – Schmidt – 1 giro
9 – James Jakes (Dallara DW12-Honda) – Schmidt – 1 giro
10 – Gabby Chaves (Dallara DW12-Honda) – Herta – 2 giri
11 – Simon Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 2 giri
12 – Sage Karam (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi – 3 giri
13 – Will Power (Dallara DW12-Chevy) – Penske – 4 giri
14 – Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) – KV – 4 giri
15 – Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal – 5 giri
16 – Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) – Foyt – 5 giri
17 – Pippa Mann (Dallara DW12-Honda) – Coyne – 6 giri
18 – Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) – Foyt – 7 giri
19 – Stefano Coletti (Dallara DW12-Chevy) – KV – 9 giri

Ritirati
157° giro – Tristan Vautier
150° giro – Josef Newgarden
148° giro – Ed Carpenter
63° giro – Jack Hawksworth

Il campionato
1. Montoya 348; 2. Power 313; 3. Dixon 305; 4. Castroneves 286; 5. Rahal 261

 

Roberto Del Papa – @papix27