IndyCar – Pagenaud King of the (Long) Beach tra le polemiche

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Simon Pagenaud è il nuovo ‘King – o Roi vista provenienza – of the Beach grazie alla conquista della edizione numero 42 del Toyota Grand Prix of Long Beach, la 33esima corsa sotto l’egidia della IndyCar Series. Quella disputatasi quest’anno è stata un edizione davvero particolare, sia per la totale assenza di cautions – quarta volta nella storia – e sia per la sua brevissima durata, 1h33’54″4835 che ne fa l’edizione più corta si sempre. Oltre ad una classifica che non annovera ritiri, altro dato saliente il margine di vittoria del francese capitanato da Roger Penske; appena tre decimi su uno Scott Dixon che fino all’ultimo centimetro di pista ha sperato nell’impresa.

La gara sembrava tendere a favore del poleman Helio Castroneves, bravo a dettare a suo piacimento il ritmo della gara sin dalla prima curva, dove stranamente è andato tutto bene quando di solito volano alettoni a destra e a manca. Comandando i primi 47 giri di gara il veterano del team Penske sembrava avere la gara in pugno, ma quando tutto sembrava essere sotto controllo è arrivata la beffa firmata Simon Pagenaud, che grazie ad una strategia a dir poco perfetta è riuscito a rimanere in pista due giri in più del compagno di scuderia, guadagnando quel poco che gli è servito per uscire in testa quando è stato il suo turno di far ritorno ai box.

E qui il fattaccio: rientrando in pista Pagenaud ha oltrepassato con tutte quattro le ruote la linea gialla che delimita la pit-exit dal tracciato di gara, infrangendo il regolamento che vieta ad una vettura in uscita di passare la linea fino al termine della stessa, ciò che accade da anni anche in F1 in poche parole. Quei pochi centimetri guadagnati di furbizia lo hanno riportato in pista ancora in prima posizione mentre Dixon provenendo di gran carriera dal rettilineo principale tentava l’infilzata all’interno. La giuria composta anche dal nostro Max Papis non ha ritenuto la mossa di Pagenaud determinante per l’esito della gara ed ha lanciato soltanto un avvertimento in direzione del francese che però fino all’ultima curva ha dovuto sudarsi il successo.

Un piglio molto americano quello adottato dagli steward che non hanno sanzionato nemmeno Max Chilton il quale per ben tre volte ha tagliato vistosamente e volontariamente curva cinque, tanto che i commentatori di NBCSN l’hanno ribattezzata la Chilton Turn. Guardate tra l’altro questo siparietto su Twitter che ha coinvolto anche Filippi, Bourdais e Kanaan.

Gara positiva per i restanti membri del team Penske che con Castroneves terzo e Montoya quarto hanno inoltre completato il dominio targato Chevrolet, in netta superiorità tecnica rispetto i concorrenti della Honda che sono stati salvati da Takuma Sato, quinto, che a Long Beach va sempre forte. Il giapponese del team Foyt è stato arrembante come al solito e nel finale oltre ad aver superato Kanaan si è appiccicato al retrotreno di Montoya cercando di passarlo sin sulla linea del traguardo e non è detto che con 20 metri in più non ci sarebbe riuscito.Gara incerta per Luca Filippi, rallentato da un cambio del musetto nelle fasi iniziali della gara e mai al centro dell’azione per tutti gli ottanta giri.

Con la prima vittoria stagionale ed il terzo podio consecutivo Pagenaud è sempre più leader nella classifica piloti con 134 punti, 14 in più del campione 2015 Scott Dixon che precede Montoya che nelle prime tre gare ha raccolto 106 punti. Prossima fermata per il circus della IndyCar al Barber Motorsports Park di Birmingham, Alabama dove si correrà il 24 Aprile.

 

 

Classifica GP Long Beach

 

Roberto Del Papa – @papix27