IndyCar, Preview 2014: L’anno della svolta, a destra…

2012 IndyCar Milwaukee

Una volta c’era una IndyCar, pardon Verizon IndyCar Series e non sia mai che ora che abbiamo un title sponsor serio non lo menzioniamo. Dicevo, c’era una serie con tanti ovali, tanti americani e tanti fans…

Ed ora? Beh è facile comprendere che con la crisi economica che ancora tiene ostaggi i team quest’ultimi poi cerchino come acqua nel Sahara i cosiddetti piloti paganti ed ormai è appurato che questi non si troveranno mai in America, alla faccia della fan-base. Ormai la serie americana per eccellenza è la meno americana delle americane, e se non fosse per i vari Andretti, Rahal, Hunter-Reay, Newgarden, Kimball e Carpenter (a mezzo servizio) non ci sarebbe proprio per chi tifare, perché in fondo i 30 dollari che un onesto lavoratore del Texas spende per prendersi il posto in tribuna a Fort Worth non li butta via per vedere Carlos Huertas, nuova improponibile scommessa di Dale Coyne.

Certo direte voi, Kanaan, Castroneves e Dixon te li sei scordati? No vi dico io ma ormai questi non son più americani di George Bush e non è che i tifosi non aspettino di vedere cosa è in grado di fare un Montoya, o ad esempio il russo Aleshin. E’ soltanto una questione di roots, di origini, di radici che non dovrebbero mai spezzarsi perché se c’è una cosa che in America conta davvero sono radici, tradizione e patriottismo, merce rara oggi giorno dalle parti di Indianapolis.

Malgrado l’invasione dell’orda barbarica da occidente, in barba a Tony George, vale la pena analizzare per bene il parco partenti di assoluto livello internazionale che fa sicuramente invidia alle tante altre osannate serie, complice anche un calendario ormai deviato verso destra con una maggioranza sempre più netta dei circuiti stradali e cittadini.

 

Chip Ganassi Racing Teams (Chevrolet)

#8 Ryan Briscoe (AUS) Torna dopo 8 anni, dovrà dimostrare di meritare il posto di Franchitti.
#9 Scott Dixon (NZL) E’ il campione 2013, è caccia al bis.
#10 Tony Kanaan (BRA) Une dei migliori col team migliore, basterà? Concorrenza in casa spietata, sarà dura prevalere.
#83 Charlie Kimball (USA) Migliora di gara in gara, quando il talento supera il potere dei soldi.

 

Team Penske (Chevrolet)

#2 Juan Pablo Montoya (COL) Bastonato in NASCAR, bastonerà in IndyCar, occhio…
#3 Helio Castroneves (BRA) Ha avuto tutto dalla carriera, aspettiamoci qualche guizzo ma la lotta per il titolo è feroce quest’anno.
#12 Will Power (AUS) Eterno secondo, o la va o la spacca. E’ lui il King of the Streets. Peccato l’allergia all’ovale.

 

Andretti Autosport (Honda)

#25 Marco Andretti (USA) Deve dimostrare di essere un Andretti e finora di nonno Mario e papà Michael ha tirato fuori solo il peggio. Ex-promessa di promesse non mantenute.
#27 James Hinchcliffe (CAN) Il suo idolo è Greg Moore, e per certi versi ne ha le doti e la personalità. Manca però la regolarità per ambire a qualcosa di grande.
#28 Ryan Hunter-Reay (USA) L’unico dello sparuto gruppo di americani a potersi giocare il campionato, icona!
#34 Carlos Munoz (R) (COL)* Nuova scommessa di Andretti, il secondo posto alla Indy500 dello scorso anno lo ha catapultato in una realtà forse troppo grande per lui.

Indy500 only: #26 Kurt Busch (USA) Campione 2004 NASCAR con zero voglia di star fermo. Doppia gara (Indy/Charlotte stesso giorno), doppia gloria.

*Iscritto come Andretti/HVM

 

Schmidt Peterson Hamilton Motorsports (Honda)

#7 Mikhail Aleshin (R) (RUS) Primo russo in IndyCar, traguardo già invidiabile, saprà ripetersi anche in pista? Il curriculum lo pone tra le possibili sorprese.
#77 Simon Pagenaud (FRA) Meriterebbe di più, con quel che ha tra le mani fa anche troppo. Alesi all’americana.

Indy500 only: #5 Jacques Villeneuve (CAN) Il nome basta e avanza a mettere i brividi

 

Ed Carpenter Racing (Chevrolet)

#20 Ed Carpenter (USA) [ovali] /Mike Conway (GBR) [stradali e cittadini] – Pari e patta. Uno si fa gli stradali e l’altro gli ovali. Chi si accontenta gode, entrambi possono dire la loro nei terreni di caccia preferiti.

Indy500 only: #21 J.R. Hilderband (USA) – S’è dato al drifting, avrà imparato a star lontano dai muretti? La compagnia dell’esperto Carpenter potrebbe aiutare non poco.

 

KVSH Racing (Chevrolet)

#11 Sebastien Bourdais (FRA) Al KV Racing per raccogliere qualcosa di buono. Lui ne è in grado ma il team?
#17 Sebastian Saavedra* (COL) E’ ancora nel giro che conta e nemmeno lui sa perché. Forte nella Indy Lights non ha assimilato al meglio il passaggio alla categoria regina.

*Iscritto come KVAFS Racing

 

Dale Coyne Racing (Honda)

#18 Justin Wilson (GBR) Il talento non si discute, il team si. Al test del Barber però le hanno suonate a tutti, outsider di lusso.
#19 TBA (Carlos Huertas?) Ottimo aiuto finanziario per la stabilità del team.

 

Rahal Letterman Lanigan Racing (Honda)

#15 Graham Rahal (USA) Niente più scuse ora! La National Guard ha messo sul piatto 12 milioni di dollari, è ora di far fruttare l’investimento dell’esercito e di papà.
#16 Oriol Servia (SPA) (Long Beach, Barber, Indianapolis GP, Indy 500) Meriterebbe un posto a tempo pieno, potrebbe dare qualche lezione di guida al suo compagno. Non dimenticato.

 

A.J. Foyt Enterprises (Honda)

#14 Takuma Sato (JAP) E’ l’ultima chance concessa da Foyt. Basta arricchire i carrozzieri d’America, è ora di portare a casa le coppe!.

Indy GP/Indy 500: #41 Martin Plowman (GBR) Scelta coraggiosa da parte di Foyt, una vera incognita.

 

Sarah Fisher Hartman Racing (Honda)

#67 Josef Newgarden (USA) Sarah Fisher, da brava mamma, coccola il suo pupillo e lo conferma per il terzo anno consecutivo sull’onda di qualche buon risultato nel 2013. Vice-Hunter-Reay apprendista.

Indy500 only: #68 Alex Tagliani (CAN) La Fisher punta sull’usato garantito per un buon risultato nella gara che conta.

 

Bryan Herta Autosport (Honda)

#98 Jack Hawksworth (R) (GBR) Ha soffiato il posto a Luca Filippi e molti dicono che abbia un mucchio di soldi. A noi non sembra e l’unica cosa che vediamo è un pilota che potrebbe togliersi parecchi sassolini dalle scarpe…

 

Panther Racing (Chevrolet)
#4 TBA Il conto in banca è in rosso, e Huertas ha deciso per Coyne. Difficile vederli in pista di questo passo.

 

Roberto Del Papa