La Chevrolet presenta l’aerokit alato!

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Dopo molta attesa e qualche spy-photo scattata in quel di Austin durante un test a porte (non troppo) chiuse la Chevrolet è stata la prima ad uscire allo scoperto presentando un render 3D del nuovo aerokit che tutti i team affiliati al marchio statunitense monteranno a partire dalla season opener di St.Petersbrug del 29 Marzo.

I ragazzi di Chevy e Pratt & Miller hanno lavorato su ogni zona della macchina dove era possibile metter mano, ed il risultato finale è una fitta rete di ali ed alette che serviranno alla DW12 by Chevy di aumentare il più possibile carico aerodinamico, come se il prodotto originale made in Dallara non ne avesse già troppo, parola di Will Power…

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Insomma l’idea dei tecnici di New Hudson, Michigan è quella di spremere al meglio il telaio in ogni sua componente a partire dall’ala anteriore radicalmente rivisitata ed ora molto più ‘lavorata’ rispetto alla versione di base. Spunta addirittura un mini candelabro che servirà ad ottimizzare i flussi scavalcando cosi l’imponente muro dato dalle gomme anteriori. Vistose modifiche coinvolgono anche le pance laterali e l’ala posteriore, rivista totalmente compresi i già discussi e discutibili (nella loro reale utilità) rear-bumpers, dotati anche loro di piccole appendici aerodinamiche. Ridisegnato anche il profilo del cofano ora molto più ‘dolce’.

Dai renders si evince chCHEVROLET_AERO_KIT_COMPUTATIONAL_FLUID_DYNAMICS_ILLUSTRATIONe l’obbligo di lasciare immutata la safety-cell – musetto compreso – non ha stravolto nella sua totalità il lavoro originale degli ingegneri Dallara e questo è segnale abbastanza forte di come dopo i primi test in pista con Wheldon molto lavoro sia stato fatto per rendere questa monoposto competitiva contro le migliori controparti mondiali, vedi GP2 e World Series 3.5 ovviamente tralasciando la F1 che resta inarrivabile. Il lavoro della Pratt & Miller si è quindi unicamente rivolto al migliorare le già buone doti di partenza che l’auto emiliana aveva.

 

Per la serie anche l’occhio vuole la sua parte, ad un primo impatto visivo la proposta a stelle e strisce non vince di certo il primo premio in fatto di bellezza, ma se il tutto servirà a rendere l’auto più veloce sul giro senza però compromettere l’ottimo spettacolo finora offerto in pista ben venga il rifacimento total-look. Sui vari forum e social network è divampata un po’ quella che era una polemica già prevedibile, con i fans sul piede di guerra perché da questi aerokit si aspettavano almeno l’eliminazione del cofano in favore di una soluzione CART-istica e soprattutto la presa di coscienza che i già citati bumpers sono pressoché inutili con la loro conseguente soppressione.

Ora non resta che aspettare la proposta della Honda, affidatasi alla sapiente mente di Nick Wirth e della sua Wirth Research.

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Roberto Del Papa – @papix27